Giancarlo PicchiarelliLa stagione è quella giusta per celebrare il magico tubero che, pur nelle varie forme e sfumature di colori e di aromi, ci regalano i boschi di molte regioni italiane. Ma a battere tutti sul profumo è quello bianco di Alba, quel Tuber Magnatum Pico dall'eccezionale corredo aromatico, marcato stretto da quello di località marchigiane, emiliane, umbre e toscane e campane.

Di esse ben 51, divise tra 11 regioni, aderiscono all'Associazione nazionale delle Città del Tartufo, nata ad Alba per promuovere la conoscenza del prezioso tubero ed accrescere la visibilità dei territori vocati,spesso piccoli comuni o comunità montane.

Il presidente Giancarlo Picchiarelli (nella foto a sinistra), che rappresenta la comunità umbra del Subasio e il comune di Valtopina, insieme al direttore Antonella Brancadoro, ha tracciato un bilancio di tanti anni di lavoro, condensato in un dvd di 11 minuti: «1990-2010:Vent'anni di tradizioni, profumi e sapori», presentato a Roma nella sede dell'Anci-Res Tipica. Nell'occasione ha presentato l'ultima new entry: la città di Ceppaloni (BN) rappresentata dal sindaco Claudio Cataudo e dal suo vice Ettore De Blasio che hanno portato al convegno un bitorzoluto e profumatissimo grande tartufo bianco il cui profumo ha turbato non poco lo svolgimento dei lavori.

«L'Associazione - spiega Picchiarelli- nata all'inizio per superare i campanilismi, partendo da 15 associati, ha saputo creare nel tempo un sistema di lavoro integrato che coinvolge oltre a comuni e comunità montane, anche le quattro province di Siena, Pisa, Mantova e Chieti e tutta la Regione Molise che vanta un'ottima produzione di tartufi invernali ed estivi. Questo appuntamento romano è un modo per rinnovare la nostra mission: promuovere la cultura del tartufo attraverso una serie di iniziative in un vasto ambito che dall'ambiente va all'enogastronomia ma sempre legando il prodotto al territorio dove nasce. Abbiamo anche allo studio un progetto per portare il tartufo all'attenzione mondiale all'Expo di Milano del 2015».

Tra ottobre e novembre tutte le città dell'associazione organizzano appuntamenti che vanno al di là della semplice degustazione perpetuando tradizioni di antica data. Sono oltre 35 ogni anno le mostre mercato organizzate con mostre, iniziative didattiche e convegni: capofila è Alba, che ha cominciato 80 anni a comprendere le potenzialità di questo prezioso fungo ipogeo e che lo festeggia ogni anno con un'articolata kermesse lunga più di un mese. Ma c'è anche Acqualagna (Pu) attiva da 46, San Miniato (Pi) da 41, San Giovanni d'Asso (Si) da 26. All'appuntamento romano era presente anche Michele Boscagli, il sindaco di questo comune toscano nel cuore delle Crete Senesi, sede del primo Museo del tartufo situato nei sotterranei del millenario Castello di San Giovanni. Al di là dell'aspetto gastronomico qui il tartufo è diventato quasi un testimonial d'eccellenza del buon vivere e del rispetto della natura: è stato infatti definito sentinella dell'ambiente. Solo in certe condizioni il bosco può donarlo, ed è tanto più prezioso perché non può essere coltivato nonostante i tentativi della scienza.

Confermata, dal 12 al 20 novembre, la tradizionale Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi con la mobilitazione dei tartufai locali che condurranno i visitatori nelle faggete per mostrare i segreti della «cerca». Non sono ammessi commercianti, per garantire la tracciabilità del prodotto, e le tante degustazioni di cibi e di vino parleranno del territorio. La provenienza del tubero e sua riconoscibilità è da sempre un problema aperto, sollevato più volte dall'Associazione. Le cronache riferiscono di tartufi albanesi, cinesi e ultimamente dell'Est europeo spacciati come italiani, oppure tartufi nostrani ma di regioni meno vocate commercializzati ad Alba, la piazza migliore. Qualche speranza di chiarezza è riposta nel progetto allo studio dell'Università di Siena per dare un'identità al tubero attraverso il suo Dna. Il comune di Ceppaloni è il terzo ed ultimo comune campano dopo Bagnoli Irpino (Av) e S.Pietro Avellana (Is) a far parte dell'Associazione.

è la consapevolezza di essere custodi di un territorio da valorizzare che ha convinto i suoi amministratori ad aderire. «Finora i nostri boschi - ha detto il sindaco Claudio Cataudo (a sinistra nella foto insieme al vicesindaco Ettore De Blasio)  - sono stati territori di conquista per i cercatori molisani e pugliesi che facevano man bassa dei nostri tartufi bianchi. Ora abbiamo maggiore sensibilità sulle nostre risorse, nell'ottica dello sviluppo complessivo del nostro territorio e per creare lavoro soprattutto per i giovani».

Ancora è presto per organizzare una festa del tartufo a Ceppaloni, ma già si sta pensando a quella del 2012. Potrebbe diventare il tartufo patrimonio immateriale dell'Umanità, dopo i Puoi Siciliani, il Canto a tenore dei pastori sardi e la Dieta Meditrerranea? E' un auspicio di alto profilo, portato dal convegno dall'ambasciatore Lucio Savoia, segretario generale della Commissione Italiana Unesco.