Finalmente si apre una strada per una più efficace tutela delle eccellenze agroalimentari di cui l'Italia è straordinariamente ricca. Dopo anni di sollecitazioni e attese, si va finalmente verso una protezione definita 'ex officio”, che impone quindi agli stati membri della Ue di migliorare e far rispettare nei propri territori le denominazioni protette provenienti da altri Paesi.

In pratica il provvedimento – il cosiddetto 'Pacchetto Qualità” approvato in Commissione agricoltura del Parlamento europeo nel giugno scorso – avvia un sistema di protezione non più basato solo sul lavoro degli enti di tutela a contrasto di contraffazioni e frodi, ma fondato su un obbligo di intervento degli stessi stati, in una logica di reciprocità e, pertanto, di vera Comunità europea.

Con la decisione della Commissione agricoltura del Parlamento europeo si compie anche un primo importante passo verso il recepimento di richieste che da tempo avanza tutto il sistema degli enti di tutela in materia di regolamentazione dei volumi produttivi. Regolamentazione che è indispensabile per equilibrare domanda e offerta, garantendo così una più efficace azione di salvaguardia della redditività di tutta la filiera produttiva.

Al fine di creare migliori condizioni per la stabilità e il funzionamento del mercato delle Dop e delle Igp, il 'Pacchetto Qualità” approvato dalla Commissione consente anche agli Stati membri di definire regole che permettono di armonizzare la produzione con la domanda, evitando bolle speculative o eccessi produttivi, con ricadute negative sugli equilibri del mercato. Già nel 1951 il problema si era posto soprattutto per il settore dei formaggi, dove era già evidente l'impiego scorretto e fuorviante di denominazione di origine, di nomi e designazioni dei formaggi. Finalmente si sta arrivando a una normativa precisa e vincolante per tutti i marchi Dop e Igp.