La storia in un bicchiere. Il vino racconta il Risorgimento
Il libro di Doglio e Appiano racconta, basandosi su fonti storiche, la storia del Risorgimento attraverso il rapporto che i singoli personaggi hanno avuto con il loro vino preferito: dal il Conte Cavour e le sperimentazioni nelle tenute di Grinzane e di Leri a Giovanni Vialardi, il cuoco del re
L'Assessorato regionale all'Agricoltura della Regione Piemonte, in occasione delle celebrazioni per il 150° dell'Unità d'Italia ha ripubblicato il volume di Sandro Doglio e Antonella Appiano, La storia in un bicchiere, scritto nel 1988 per conto del Consorzio Barolo Barbaresco, casa editrice Daumerie. Un'operazione culturale per ricordare Sandro Doglio, giornalista, direttore di Stampa Sera, che ebbe la felice intuizione di avviare sul quotidiano, alla fine degli anni ottanta, le rubriche di critica enogastronomica.

La pubblicazione racconta, basandosi su fonti storiche, la storia del Risorgimento attraverso il rapporto che i singoli personaggi hanno avuto con il loro vino preferito: il Conte Cavour e le sperimentazioni nelle tenute di Grinzane e di Leri, il generale Staglieno, la marchesa del Barolo, Giovanni Vialardi, il cuoco del re, che tra i primi ha introdotto la carta dei vini ed ha imposto i vini piemontesi, in particolare il Barolo, al posto dei vini francesi, la bela Rosin, Vittorio Emanuele e la casa Savoia. Con la nascita dell'Italia, al vino piemontese viene chiesto un aiuto per rilanciare la regione: nasce nel 1866 la Fiera Enologica; nel 1870 a Casale Monferrato il primo 'Giornale Vinicolo Italiano”, ad Alba la scuola di Viticoltura e Enologia. Il Barolo della tenuta dei Savoia a Verduno non manca tra le provviste che il Duca degli Abruzzi imbarca ad Oslo sulla "Stella Polare", la nave che l'avrebbe portato verso il Polo Nord nel 1899. Che dire poi, il primo presidente della Repubblica italiana fu Luigi Einaudi, produttore di vini nel suo podere di Dogliani.
Con il libro, in un elegante cofanetto, una bottiglia di Barbera Doc Piemonte2009 dalla suggestiva etichetta celebrativa che recita 'Frutto della vite e del lavoro dell'uomo questo vino simbolo del Piemonte in ricordo del 150° Unità d'Italia. Per la produzione del vino, la Vignaioli Piemontesi ha selezionato le migliori uve barbera della vendemmia 2009, un'annata eccellente, prodotte dalle cantine cooperative associate nel sud della Regione Piemonte. La scelta del vitigno barbera quale portavoce non è casuale: si tratta, insieme al Moscato, del vitigno più coltivato nella regione. Il vino è di colore rosso rubino intenso, dal profumo persistente con sentori di confettura di prugna e ciliegia, sapore armonico, avvolgente. Il cofanetto è stato offerto al presidente della Repubblica in occasione della sua recente visita a Cuneo.

La pubblicazione racconta, basandosi su fonti storiche, la storia del Risorgimento attraverso il rapporto che i singoli personaggi hanno avuto con il loro vino preferito: il Conte Cavour e le sperimentazioni nelle tenute di Grinzane e di Leri, il generale Staglieno, la marchesa del Barolo, Giovanni Vialardi, il cuoco del re, che tra i primi ha introdotto la carta dei vini ed ha imposto i vini piemontesi, in particolare il Barolo, al posto dei vini francesi, la bela Rosin, Vittorio Emanuele e la casa Savoia. Con la nascita dell'Italia, al vino piemontese viene chiesto un aiuto per rilanciare la regione: nasce nel 1866 la Fiera Enologica; nel 1870 a Casale Monferrato il primo 'Giornale Vinicolo Italiano”, ad Alba la scuola di Viticoltura e Enologia. Il Barolo della tenuta dei Savoia a Verduno non manca tra le provviste che il Duca degli Abruzzi imbarca ad Oslo sulla "Stella Polare", la nave che l'avrebbe portato verso il Polo Nord nel 1899. Che dire poi, il primo presidente della Repubblica italiana fu Luigi Einaudi, produttore di vini nel suo podere di Dogliani.
Con il libro, in un elegante cofanetto, una bottiglia di Barbera Doc Piemonte2009 dalla suggestiva etichetta celebrativa che recita 'Frutto della vite e del lavoro dell'uomo questo vino simbolo del Piemonte in ricordo del 150° Unità d'Italia. Per la produzione del vino, la Vignaioli Piemontesi ha selezionato le migliori uve barbera della vendemmia 2009, un'annata eccellente, prodotte dalle cantine cooperative associate nel sud della Regione Piemonte. La scelta del vitigno barbera quale portavoce non è casuale: si tratta, insieme al Moscato, del vitigno più coltivato nella regione. Il vino è di colore rosso rubino intenso, dal profumo persistente con sentori di confettura di prugna e ciliegia, sapore armonico, avvolgente. Il cofanetto è stato offerto al presidente della Repubblica in occasione della sua recente visita a Cuneo.


