Carissimi amici, questa volta è stato davvero difficoltoso scegliere i menu. Natale e Capodanno lasciano una scia di proposte, al ribasso, che ci hanno fatto capire come sia ormai facile creare e organizzare un menu per un ristorante. Siamo stati catapultati fra antipasti di mare, timballi e taglieri, carpacci di salmoni stra-marinati da zenzero e pepe di vari colori; paccheri, ravioli e risotti, tagliate, dadolate e fagotti, semifreddi, panettoni e pandori, vini e bibite a volontà, un caffè e un limoncello… il menu è più bello!

Abbiamo messo così i menu pervenutici in un cappello e a Natale siamo andati da 'Riti e Conviti” attirati da un prezzo veramente imbattibile che per 40 euro ci prometteva che non ci saremmo mai più alzati dalla sedia. Petali di Culatello e Sautè, due primi, due secondi, dolci e bevande ci hanno saziati per bene.

A Capodanno invece la scelta è stata ancora migliore con solo 35 euro antipasti di mare a volontà (il salmone non manca mai!) pizze della casa, dolci e spumanti ci hanno fatto dimenticare la crisi della ristorazione.

Una domanda sorge spontanea: «è più facile mangiare bene, tanto e spendere poco o mangiare male, tanto e spendere poco?». Risposta: «non importa l'importante è spendere poco”. Ma quante altre domande, nel corso di questo viaggio tra i menu fissi, ci sono sorte sulla bontà e sul futuro di questa ristorazione?

Una fra tutte, e che più mi preoccupa, è quella di capire se la qualità paga sempre o no. O se è la quantità a pagare di più. Ai posteri l'ardua sentenza. Nel frattempo a noi non resta che viaggiare nel mondo fantastico della ristorazione alla ricerca del menu perfetto. Prosit.