Proposta di legge in Veneto per diversificare il "turismo blu"
Il progetto si propone di definire la normativa delle attività legate all'ambiente allargando il tradizionale ambito dell'agriturismo ai territori lagunari e marini prospettando nuove forme di attività di ittiturismo e pescaturismo. Al centro dell'offerta di ristorazione i prodotti della pesca
Agriturismo, ma non solo. è questa la filosofia che ispira la proposta di legge presentata dal Pdl, primo firmatario il suo capogruppo Dario Bond, al centro a palazzo Ferro-Fini, di una consultazione con gli "addetti ai lavori" organizzata dalla commissione Agricoltura presieduta da Davide Bedinelli.Il progetto si propone di definire la normativa delle attività turistiche legate all'ambiente allargando il tradizionale ambito dell'agriturismo ai territorio lagunari e marini prospettando nuove forme di attività di ittiturismo e pescaturismo il cosiddetto "turismo blu". L'ittiturismo consente, essenzialmente, nell'ospitalità, per i pasti ma anche per il pernottamento, presso abitazioni dei pescatori o, comunque, in edifici connessi all'attività di pesca, che nelle valli lagunari sono i famosi casoni. Al centro dell'offerta di ristorazione ovviamente i prodotti della pesca. Il pescaturismo prevede, invece, la possibilità per turisti di partecipare alle battute in mare da parte di pescatori professionisti e di consumare a bordo dei pescherecci e delle barche il pesce appena pescato.
«Per quanto riguarda il "turismo verde" - rileva Dario Bond - abbiamo pensato di allargare l'offerta. Fermo restando l'agriturismo tradizionale che ha come protagonista l'azienda agricola, i suoi prodotti e l'ambiente in cui è inserita proponiamo un nuovo concetto di turismo rurale con tutti i suoi aspetti ricreativi, didattici e sportivi che possa esser esercitato anche da soggetti al di fuori delle aziende agricole».

