Decreto Tremonti, Fippa vs Coldiretti Il grano non sarà solo italiano
Sul decreto degli "agricoltori-panettieri" la Federazione italiana panificatori replica e accusa la Coldiretti che sostiene che il grano utilizzato dagli agricoltori sarà solo italiano. Per la Fippa, invece, il decreto esprime un concetto di prevalenza e non di esclusività del "prodotto agricolo"
Sul decreto 'agricoltori-panettieri” la Coldiretti fa orecchie da mercante e fornisce una replica inesatta. Infatti, oltre a non esservi traccia dell'enorme handicap fiscale da noi contestato, la nota è inesatta perché non è vero che il pane dell'agricoltore sarà di solo grano italiano. Lo sostiene la Federazione italiana panificatori (Fippa), che replica così all'odierna della Coldiretti. Secondo la Coldiretti dagli agricoltori potrà essere acquistato solo il pane fatto con il grano italiano coltivato nelle aziende mentre oltre la metà di quello in vendita è ottenuto con farine straniere senza alcuna indicazione in etichetta. Le nuove norme offriranno ai consumatori l'opportunità di garantirsi pane italiano al 100%, ottenuto spesso attraverso tecniche di lavorazione conservate nel tempo dalle aziende agricole.
L'aggiornamento della tabella dei beni che possono essere oggetto delle attività agricole connesse, è dunque importante, secondo la Coldiretti, per recuperare l'utilizzo di ingredienti, tipologie di prodotti e tecniche di lavorazione tradizionali, altrimenti a rischio di estinzione. Una opportunità anche per rilanciare i consumi di un alimento base della dieta mediterranea i cui acquisti familiari nel primo semestre del 2010 sono calati del 2,4%, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea - Ac Nielsen.
Per la Fippa, invece, il decreto esprime un concetto di prevalenza e non di esclusività del 'prodotto agricolo”. Il grano sarà quindi solo in prevalenza dell'azienda agricola «nei limiti del doppio delle quantità prodotte in proprio dall'imprenditore agricolo». In sintesi, la quantità minima della produzione propria sarà del 50% mentre il resto sarà acquistato esternamente, allo stesso modo dei panificatori. E poiché l'Italia non è autosufficiente relativamente al proprio fabbisogno di frumento, le farine acquistate proverranno inevitabilmente anche dall'estero.
«C'è infine - ha aggiunto la Federazione panificatori - un bizzarro presagio sostenuto dalla Coldiretti, ovvero il previsto aumento delle vendite del pane per effetto della nuova figura dell'agricoltore-panettiere. Per decennale esperienza ci permettiamo di dissentire da un'affermazione - fatta da parte di chi non ha mai realizzato il pane - che prescinde totalmente da qualsiasi analisi di mercato e abitudine al consumo. Ma soprattutto, la Coldiretti ignora che in fatto di qualità e tipicità del prodotto, i panificatori italiani sono considerati tra i migliori produttori di pane al mondo e sono presenti capillarmente in tutte le province e i comuni italiani».
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