Greenpeace lancia l'allarme. Sogliole tossiche nei mari italiani
Tra gli inquinanti trovati nei pesci del Santuario dei Cetacei: metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici e bisfenolo A, in certi casi oltre il limite consentito dalla legge. La concentrazione più alta di mercurio è stata registrata in un campione pescato al largo di Civitavecchia
Allarme sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei: a lanciarlo oggi, 05 agosto 2010, un nuovo rapporto di Greenpeace. Metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici e bisfenolo A, in certi casi oltre il limite consentito dalla legge: questi gli inquinanti trovati nei pesci. In particolare - si legge nel rapporto dal titolo «Sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei: non ingerire!» - le analisi, commissionate da Greenpeace al dipartimento di Scienze ambientali dell' Università di Siena, sono state effettuate su 31 esemplari prelevati in 5 aree al largo di Civitavecchia, Viareggio, Livorno, Lerici (La Spezia) e Genova. Fra i risultati più preoccupanti c'è il dato sul mercurio trovato oltre il limite di legge nel 25% dei campioni (7 esemplari su 31). La concentrazione più alta di mercurio - riferisce Greenpeace - è stata registrata in un campione pescato al largo di Civitavecchia: 10 volte il massimo consentito dalla legge. A Viareggio, in una delle sogliole la concentrazione di mercurio supera del doppio il limite massimo per il consumo umano, mentre in altri due esemplari è il livello di piombo a sforare i limiti consentiti (7% dei campioni). In un campione pescato a Lerici, la concentrazione di benzo(a)pirene (un idrocarburo policiclico aromatico accertato cancerogeno per l'uomo) supera del doppio il limite di legge. A Genova è vicino ai limiti.
«Alcune sostanze, come piombo e mercurio, possono interferire - spiega Vittoria Polidori responsabile delle campagna inquinamento di Greenpeace - con il normale sviluppo del cervello dei bambini e arrecare danni al sistema renale, oppure essere addirittura cancerogene». Le sogliole, spiega quindi Greenpeace «sono ottimi bioindicatori perché conducono una vita stanziale a contatto con i sedimenti e sono fra le prime specie di pesce consigliate in fase di svezzamento dei bambini».
Fonte: Ansa

