Dal Parmigiano al prosciutto all’aceto. Emilia Romagna, export in crescita
Con 33 prodotti a marchio europeo, 15 Igp e 18 Dop, le eccellenze alimentari emiliano-romagnole, in controtendenza con la situazione generale di calo dei prezzi agricoli, si attestano come un importante baluardo del Made in Italy all'estero, registrando un fatturato e un export in salita
In un quadro di prezzi e redditi agricoli in forte calo il paniere delle eccellenze alimentari dell'Emilia Romagna cresce sia in fatturato che in export. Con 33 bollini blu della Comunità europea (15 Igp e 18 Dop) è leader in Italia e in Europa con prodotti come il Parmigiano Reggiano o il prosciutto di Parma, che sono i pilastri del Made in Italy, ma anche con nicchie di alta gastronomia come gli aceti tradizionali di Modena e Reggio, il formaggio di fossa di Sogliano o frutta d'esportazione come le pere Abate o le pesche nettarine di Romagna.Sul totale nazionale del paniere certificato, la regione rappresenta quasi il 20% con 6.200 aziende agricole coinvolte e 1.200 aziende di trasformazione per un valore alla produzione di 2,4 miliardi di euro. Nel dettaglio vediamo che il Parmigiano Reggiano, dopo anni di calo delle quotazioni, ha registrato un'inversione di tendenza: dai 7,30 euro al kg ai quasi 9 di fine giugno 2010. Il prosciutto di Parma è uscito abbastanza bene dalla crisi grazie all'incremento dell'export realizzato dal prodotto pre-affettato in vaschetta che spunta un ottimo +9,6% sui mercati esteri.
Anche per l'aceto balsamico di Modena e Reggio è tempo di bilanci, a un anno dall'iscrizione nel Registro europeo dopo dieci anni di polemiche e divisioni. La produzione marchiata ha sfiorato gli 800mila ettolitri per un giro d'affari di 400 milioni di euro di cui il 60% destinato all'esportazione.Del resto, alla produzione dell'export si rivolge il programma 2010-2011 di 'Deliziando”, il progetto promosso da Regione, Unioncamere e Ice (Istituto nazionale per il commercio estero). Le nuove iniziative riguardano i mercati scandinavi ma anche quelli asiatici, gli Usa e il Brasile. Su tutto però incombono i tagli della manovra economica del Governo che azzerano i bilanci dell'agricoltura regionale.

