Stangata di Ferragosto Il pranzo costa dal 4 al 6% in più
Secondo l’associazione dei consumatori, un menu di carne costa il 6,1% in più del 2009, uno di pesce poco meno del 4%, con la frittura di paranza in rialzo del 6,5%. Solo il 19% degli italiani andrà al ristorante. Il 42% dei consumatori rimarrà a casa o andrà in un più economico agriturismo
Pranzo di Ferragosto? Sempre più un lusso per pochi fortunati. Secondo un'indagine dell'associazione dei consumatori Adoc un menu di carne costa il 6,1% in più dello scorso anno, uno di pesce poco meno del 4%, con la frittura di paranza in rialzo del 6,5%.

«Il nuovo Regolamento Mediterraneo adottato dall'Unione europea, che introduce limitazioni sulle dimensioni delle maglie delle reti da pesca e sulla pesca a strascico, ha fatto impennare vorticosamente i prezzi di una frittura di paranza, rincarata del 6,5% rispetto allo scorso anno – ha detto Carlo Pileri, presidente dell'Adoc – l'ennesimo duro colpo di matrice europea al Made in Italy, un danno per il settore ittico della piccola pesca, che rappresenta il 5% della flotta italiana, per la ristorazione, per cui prevediamo un calo del giro d'affari di circa 5 milioni di euro annui e per i consumatori, vittime designate degli aumenti».
Per il pranzo di Ferragosto a base pesce non aumenta solo la frittura, anche l'antipasto di mare (+2,9%), gli spaghetti con le vongole (+3,7%), le linguine all'astice (+4,6%) e la spigola (+4,6%) hanno subito aumenti rilevanti, facendo lievitare il conto finale in media di 2 euro, pari a circa il 4%, per una spesa media di 55 euro a persona. Ma è possibile pagare anche oltre 70 euro per un classico menu di pesce.
«Anche il menu di carne ha subito un aumento medio del 6%, passando dai 46 ai quasi 49 euro a persona. I rincari maggiori per la grigliata mista, il cui costo è aumentato del 4,1%. Rimangono stabili solo il contorno di patate, il caffè e l'amaro».

«E per la maggior parte degli italiani Ferragosto al ristorante rimane un sogno, tanto che solo il 19% opterà per questa soluzione. Il 42% dei consumatori preferirà, al contrario, rimanere a casa o andare in un più economico agriturismo, scelto dal 28% degli italiani. Qui i prezzi possono scendere di circa 10-15 euro a persona. Mentre i più giovani sceglieranno prevalentemente di festeggiare Ferragosto in spiaggia con una bella cocomeraia».
E per chi, visto anche l'aumento dei prezzi, a deciso di rimanere a dieta anche a Ferragosto, ecco è la 'ricetta” di Giuseppe Fatati, presidente dell'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica. «Al termine del periodo di digiuno notturno - dice Fatati - la prima colazione ha innanzitutto la funzione di fornire la disponibilità energetica necessaria per affrontare le attività della mattina e, più in generale, della giornata. Una buona prima colazione può includere un caffè o tè, latte con cereali integrali, e frutta. I principali costituenti di una prima colazione equilibrata (i carboidrati e le fibre di cui sono ricchi soprattutto frutta, cereali e derivati) migliorano anche l'utilizzazione del glucosio e modulano la risposta insulinica. Ne deriva, tra l'altro, un maggiore senso di sazietà e l'assunzione di una minore quantità di calorie nei pasti successivi», spiega l'esperto.
«A metà mattina - continua Fatati - per compensare la eventuale disidratazione meglio la frutta di stagione come pesca, albicocca, melone, anguria, o un tè freddo. A pranzo, l'insalata di riso e tonno o di pasta è un piatto già completo. In alternativa un gelato, artigianale o confezionato, accompagnato da due cialde integrali o un secondo preferibilmente di pesce o carne bianca (pollo, tacchino), con contorno di verdure fresche (insalata o pomodori) e con poco pane (massimo 50 grammi)».
«Per la merenda pomeridiana - prosegue il nutrizionista - un ghiacciolo o un gelato. Per cena, se si è scelto il piatto unico a mezzogiorno, carne bianca o pesce sono l'ideale. Limitiamo i fritti e insaccati - consiglia Fatati - e non rinunciamo mai alla verdura e frutta di stagione».
Per chi sceglie la montagna, invece, «colazione più strutturata: al latte si può sostituire lo yogurt o un frullato di frutta, con una quantità più abbondante di cereali integrali nel caso di gite e camminate. A pranzo bresaola o speck con polenta rappresentano un binomio che coniuga tradizione ed equilibrio nutrizionale. Importante prevedere sempre uno spuntino spezza-fame, una adeguata idratazione e, anche in montagna, ricordare l'importanza di frutta e verdura per il benessere del nostro organismo», raccomanda l'esperto.
L'ultimo consiglio: «Bere almeno 2 litri di acqua al giorno per evitare la disidratazione».
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«Il nuovo Regolamento Mediterraneo adottato dall'Unione europea, che introduce limitazioni sulle dimensioni delle maglie delle reti da pesca e sulla pesca a strascico, ha fatto impennare vorticosamente i prezzi di una frittura di paranza, rincarata del 6,5% rispetto allo scorso anno – ha detto Carlo Pileri, presidente dell'Adoc – l'ennesimo duro colpo di matrice europea al Made in Italy, un danno per il settore ittico della piccola pesca, che rappresenta il 5% della flotta italiana, per la ristorazione, per cui prevediamo un calo del giro d'affari di circa 5 milioni di euro annui e per i consumatori, vittime designate degli aumenti».
Per il pranzo di Ferragosto a base pesce non aumenta solo la frittura, anche l'antipasto di mare (+2,9%), gli spaghetti con le vongole (+3,7%), le linguine all'astice (+4,6%) e la spigola (+4,6%) hanno subito aumenti rilevanti, facendo lievitare il conto finale in media di 2 euro, pari a circa il 4%, per una spesa media di 55 euro a persona. Ma è possibile pagare anche oltre 70 euro per un classico menu di pesce.
«Anche il menu di carne ha subito un aumento medio del 6%, passando dai 46 ai quasi 49 euro a persona. I rincari maggiori per la grigliata mista, il cui costo è aumentato del 4,1%. Rimangono stabili solo il contorno di patate, il caffè e l'amaro».

«E per la maggior parte degli italiani Ferragosto al ristorante rimane un sogno, tanto che solo il 19% opterà per questa soluzione. Il 42% dei consumatori preferirà, al contrario, rimanere a casa o andare in un più economico agriturismo, scelto dal 28% degli italiani. Qui i prezzi possono scendere di circa 10-15 euro a persona. Mentre i più giovani sceglieranno prevalentemente di festeggiare Ferragosto in spiaggia con una bella cocomeraia».
E per chi, visto anche l'aumento dei prezzi, a deciso di rimanere a dieta anche a Ferragosto, ecco è la 'ricetta” di Giuseppe Fatati, presidente dell'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica. «Al termine del periodo di digiuno notturno - dice Fatati - la prima colazione ha innanzitutto la funzione di fornire la disponibilità energetica necessaria per affrontare le attività della mattina e, più in generale, della giornata. Una buona prima colazione può includere un caffè o tè, latte con cereali integrali, e frutta. I principali costituenti di una prima colazione equilibrata (i carboidrati e le fibre di cui sono ricchi soprattutto frutta, cereali e derivati) migliorano anche l'utilizzazione del glucosio e modulano la risposta insulinica. Ne deriva, tra l'altro, un maggiore senso di sazietà e l'assunzione di una minore quantità di calorie nei pasti successivi», spiega l'esperto.
«A metà mattina - continua Fatati - per compensare la eventuale disidratazione meglio la frutta di stagione come pesca, albicocca, melone, anguria, o un tè freddo. A pranzo, l'insalata di riso e tonno o di pasta è un piatto già completo. In alternativa un gelato, artigianale o confezionato, accompagnato da due cialde integrali o un secondo preferibilmente di pesce o carne bianca (pollo, tacchino), con contorno di verdure fresche (insalata o pomodori) e con poco pane (massimo 50 grammi)».«Per la merenda pomeridiana - prosegue il nutrizionista - un ghiacciolo o un gelato. Per cena, se si è scelto il piatto unico a mezzogiorno, carne bianca o pesce sono l'ideale. Limitiamo i fritti e insaccati - consiglia Fatati - e non rinunciamo mai alla verdura e frutta di stagione».
Per chi sceglie la montagna, invece, «colazione più strutturata: al latte si può sostituire lo yogurt o un frullato di frutta, con una quantità più abbondante di cereali integrali nel caso di gite e camminate. A pranzo bresaola o speck con polenta rappresentano un binomio che coniuga tradizione ed equilibrio nutrizionale. Importante prevedere sempre uno spuntino spezza-fame, una adeguata idratazione e, anche in montagna, ricordare l'importanza di frutta e verdura per il benessere del nostro organismo», raccomanda l'esperto.
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