Dopo 18 mesi invertono il trend negativo e tornano a crescere i prezzi dei prodotti agricoli in campagna, che fanno segnare a giugno un aumento del 7,3% su base annua, dopo aver raggiunto livelli insostenibili per le imprese agricole. è quanto afferma la Coldiretti, in occasione della diffusione dei dati dell'Istat relativi al primo trimestre del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009, nel sottolineare che si tratta della prima volta dopo un anno e mezzo di continue riduzioni.

Rispetto allo scorso anno - precisa la Coldiretti - si segnala secondo l'Ismea un aumento del 9% nelle coltivazioni che riguarda tutte le produzioni ad eccezione dei cereali, che si riducono del 10,2%, e delle colture industriali, che perdono il 7,7%. Per gli allevamenti l'aumento è stato del 5,2% con incrementi maggiori per i lattiero caseari mentre le carni cunicole (conigli) cedono il 5,5% e i bovini e bufalini l'1,6%.

Si tratta, se sarà confermato, di un trend positivo per contrastare il rischio di abbandono delle campagne provocato dalle inefficienze e dalle speculazioni lungo la filiera agroalimentare con pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi che diventano euro al consumo e con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte.

La Coldiretti sta promuovendo un progetto per una filiera agricola tutta italiana con l'obiettivo di tagliare le intermediazioni e arrivare ad offrire in Italia e all'estero prodotti alimentari al 100% italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo attraverso la rete di Consorzi agrari delle cooperative e delle imprese agricole.