Spesa, abruzzesi più "mangioni" Trentini più risparmiatori
La situazione dei consumi alimentari varia notevolmente da nord a sud nelle diverse regioni, dall'importo più basso, 381 euro al mese in Trentino Alto Adige, al più elevato, 530 in Abruzzo. Nonostante le difficoltà economiche quasi 9 italiani su 10 (87%) non rinunciano alla qualità della spesa
Le famiglie abruzzesi spendono per la tavola il 40% in più di quelle trentine e si posizionano al top della classifica italiana con 530 euro al mese per il solo acquisto di alimenti e bevande. è quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sui consumi delle famiglie nel 2009 che fotografa le abitudini alimentari regionali. In Italia la tavola è una componente importante della spesa familiare della quale assorbe in media ben il 18,9% delle risorse ed è la prima voce di spesa nelle regioni del sud (Campania, Calabria, Basilicata e Puglia) e seconda dopo l''abitazione in tutte le altre. La spesa media mensile per famiglia è stata di 461 euro al mese, in calo del 3% rispetto allo scorso anno.

La situazione varia tuttavia notevolmente da nord a sud nelle diverse regioni, dall''importo minimo di 381 euro al mese in Trentino Alto Adige, 394 in Valle d''Aosta, 398 in Friuli Venezia Giulia, 412 in Basilicata, 420 in Sicilia, 426 in Sardegna, 440 in Calabria, 442 in Emilia Romagna, 445 in Toscana, 446 in Veneto, 470 in Liguria e Lombardia, 476 in Piemonte, 478 in Puglia, 479 in Molise, 482 nelle Marche, 485 nel Lazio, 502 in Umbria e Campania e 530 in Abruzzo. In media la maggiore percentuale della spesa è destinata all'acquisto nell'ordine di carne, frutta e ortaggi, pane e pasta, latte e formaggi, bevande, pesce, zucche e caffè.
Nonostante le difficoltà economiche quasi nove italiani su dieci (87%) non rinunciano alla qualità della spesa alimentare secondo l'analisi della Coldiretti sui dati Istat sui consumi dei cittadini nel 2009. La percentuale di famiglie che ha dichiarato di aver diminuito nel 2009 la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all''anno precedente è pari al 35,6% e, tra questi, il 63% ha dichiarato di aver diminuito solo la quantità, mentre solo il 15% di aver ridotto, oltre alla quantità, anche la qualità. La ricerca della qualità dei prodotti alimentari rimane una priorità anche in periodi di crisi, per effetto della necessità di garantirsi cibi sicuri di fronte al ripetersi degli scandali alimentari. L'ultimo esempio è quello della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania e venduta in tutta Europa con nomi italiani a prezzi bassi nei discount alimentari.
La Coldiretti è impegnata in una mobilitazione per garantire a tutti il diritto all'informazione sui cibi che si acquistano ed impedire che venga spacciato come Made in Italy prodotto importato di bassa qualità con la richiesta di introdurre l'obbligo di indicare la provenienza degli alimenti. Una iniziativa per contrastare il furto di identità a danno della nostra agricoltura ma anche le speculazione che portano ad aumentare di cinque volte i prezzi dei prodotti alimentari dal campo alla tavola a danno degli agricoltori, che vengono sottopagati, e dei consumatori, che sono costretti a contenere gli acquisti come confermano i dati Istat relativi al 2009.
Spesa a tavola delle famiglie per regione (euro/mese)
Fonte: Elaborazione Coldiretti su dai Istat 2009
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La situazione varia tuttavia notevolmente da nord a sud nelle diverse regioni, dall''importo minimo di 381 euro al mese in Trentino Alto Adige, 394 in Valle d''Aosta, 398 in Friuli Venezia Giulia, 412 in Basilicata, 420 in Sicilia, 426 in Sardegna, 440 in Calabria, 442 in Emilia Romagna, 445 in Toscana, 446 in Veneto, 470 in Liguria e Lombardia, 476 in Piemonte, 478 in Puglia, 479 in Molise, 482 nelle Marche, 485 nel Lazio, 502 in Umbria e Campania e 530 in Abruzzo. In media la maggiore percentuale della spesa è destinata all'acquisto nell'ordine di carne, frutta e ortaggi, pane e pasta, latte e formaggi, bevande, pesce, zucche e caffè.
Nonostante le difficoltà economiche quasi nove italiani su dieci (87%) non rinunciano alla qualità della spesa alimentare secondo l'analisi della Coldiretti sui dati Istat sui consumi dei cittadini nel 2009. La percentuale di famiglie che ha dichiarato di aver diminuito nel 2009 la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all''anno precedente è pari al 35,6% e, tra questi, il 63% ha dichiarato di aver diminuito solo la quantità, mentre solo il 15% di aver ridotto, oltre alla quantità, anche la qualità. La ricerca della qualità dei prodotti alimentari rimane una priorità anche in periodi di crisi, per effetto della necessità di garantirsi cibi sicuri di fronte al ripetersi degli scandali alimentari. L'ultimo esempio è quello della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania e venduta in tutta Europa con nomi italiani a prezzi bassi nei discount alimentari.
La Coldiretti è impegnata in una mobilitazione per garantire a tutti il diritto all'informazione sui cibi che si acquistano ed impedire che venga spacciato come Made in Italy prodotto importato di bassa qualità con la richiesta di introdurre l'obbligo di indicare la provenienza degli alimenti. Una iniziativa per contrastare il furto di identità a danno della nostra agricoltura ma anche le speculazione che portano ad aumentare di cinque volte i prezzi dei prodotti alimentari dal campo alla tavola a danno degli agricoltori, che vengono sottopagati, e dei consumatori, che sono costretti a contenere gli acquisti come confermano i dati Istat relativi al 2009.
Spesa a tavola delle famiglie per regione (euro/mese)
REGIONE | EURO |
Abruzzo | 530 |
Campania | 502 |
Umbria | 502 |
Lazio | 485 |
Marche | 482 |
Molise | 479 |
Puglia | 478 |
Piemonte | 476 |
Lombardia | 470 |
Liguria | 470 |
Italia | 461 |
Veneto | 446 |
Toscana | 445 |
Emilia-Romagna | 442 |
Calabria | 440 |
Sardegna | 426 |
Sicilia | 420 |
Basilicata | 412 |
Friuli-Venezia Giulia | 398 |
Val d'Aosta | 394 |
Trentino-Alto Adige | 381 |
Fonte: Elaborazione Coldiretti su dai Istat 2009
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