MILANO - è capitato spesso, nella storia dell'Italia, di uscire da una fase di recessione economica investendo in comparti che rappresentavano il futuro e che avrebbero promesso crescita nel lungo periodo. Negli anni Trenta è stata la volta dell'industria automobilistica, oggi invece è il momento dell'economia verde. Anche il nostro Paese, anche se in ritardo rispetto a parte dell'Europa ha intrapreso questo percorso. La green economy 'made in Italy” segue due direttrici: lo sviluppo di alcuni settori innovativi come le energie alternative e la riconversione in chiave ecosostenibile di comparti tradizionali legati al manifatturiero e all'agricoltura.

Su questo tema si sono confrontati imprenditori, manager e istituzioni al Convegno Greenomics svoltosi al Mic (ex FieraMilanocity) nell'ambito della terza edizione del Festival internazionale dell'ambiente (5-7 giugno).

'Sulle energie rinnovabili: prospettive e opportunità di business” ha parlato Vittorio Chiesa del Politecnico di Milano mentre il rapporto sulle potenzialità della green economy in Italia, redatto da Symbola e Unioncamere, è stato presentato da Fabio Renzi. Il saluto delle istituzioni è stato portato dal vice presidente della Camera Maurizio Luppi in rappresentanza del sottosegretario all'Economia e Finanze Luigi Casero.

La seconda parte della manifestazione, condotta da Jole Saggese della Class Cnbc, è stata una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, Massimo Ferlini della Camera di Commercio di Milano, Mauro Marchiaro responsabile Sustainability Accenture Management Consulting e Dominique Minnnaert, direttore generale della Metro Italia Cash and Carry.

Quest'ultimo ha sottolineato che Metro, uno dei maggiori gruppi distributivi internazionali, «è impegnato da anni a ridurre l'impatto sul territorio dei propri insediamenti. Molteplici gli interventi messi in campo: dalla riduzione dei consumi energetici attraverso nuove tecnologie alla produzione di energie rinnovabili utilizzando il solare termico come nel caso del magazzino di Roma Aurelia che, in due anni, ha già ridotto di oltre 400mila kg. le emissioni di Co2 in atmosfera. Risultati significativi anche con l'introduzione di pannelli mobili sui banchi freezer (-25% di consumi)».

«L'impegno per i prossimi anni - ha annunciato Minnaert - è quello di introdurre un nuovo format di magazzino sul modello di quello attivo a Parigi Montmarte in grado di ridurre drasticamente il numero e la durata degli spostamenti dei clienti professionali per gli approvvigionamenti. Anche a Expo Shanghai la consegna giornaliera di cibo per un minimo di 350mila pasti/giorno avviene con modalità e mezzi a impatto zero. E così sarà per Expo 2015 a Milano».

Metro Italia è oggi presente nel nostro Paese con 48 magazzini in 16 regioni, vanta oltre 1.200.000 clienti professionali attivi, 30mila prodotti in assortimento suddivisi in 11mila referenze per il settore alimentare (food), di cui 8mila di prodotti secchi e 3mila di prodotti freschi, e 19mila referenze nel settore non alimentare (non food), con circa 5mila collaboratori.

Internazionalmente è presente in 34 Paesi con circa 670 magazzini self-service all'ingrosso e occupa circa 100mila dipendenti con un fatturato che nel 2009 era di 65,5 miliardi di euro.