Il Made in Italy guarda all'Islam Marchio di qualità in linea con il Corano
Mortadella di bovino, ma anche lasagne e tortelloni fatti con carni macellate secondo il rito islamico. Grazie ad una convenzione, le aziende italiane si apprestano a fare il loro ingresso nei mercati dei paesi musulmani grazie alla certificazione "halal" con prodotti conformi alle leggi coraniche
Il made in Italy alimentare, cosmetico e farmaceutico parla islamico. Come riporta l'agenzia di stampa Il Velino i ministri delle Politiche agricole Giancarlo Galan, degli Esteri Franco Frattini, e della Salute Ferruccio Fazio hanno firmato la convenzione che riguarda il progetto pilota per certificare la conformità alle leggi coraniche dei prodotti italiani al fine di creare un marchio 'qualità” - il cui nome è Halal - per garantire sostegno istituzionale all'iniziativa. Anche promuovendo presso le associazioni di categoria e le imprese di certificazione Halal registrata dalla Coreis, accreditandola allo stesso tempo presso le autorità dei paesi islamici come certificazione di qualità riconosciuta dallo Stato italiano per l'esportazione di prodotti conformi alle leggi coraniche. Il progetto, realizzato dalla Camera di commercio di Milano, ha portato alla creazione di un organo interno alla comunità religiosa islamica – Coreis - il cui compito sarà quello di rilasciare su scala nazionale certificazioni garantite da un elevato grado di serietà e trasparenza. Senza scordare le normative italiane ed europee in materia sanitaria.Alla luce del crescente interesse manifestato dagli operatori economici per i mercati del mondo islamico e nel contesto dell'impegno per l'internazionalizzazione del sistema produttivo italiano, la firma della Convenzione interministeriale consente di illustrare le potenzialità dell'iniziativa e le misure che verranno intraprese per diffonderla e garantirne l'efficacia. Grazie anche al coinvolgimento di tutte le componenti del Sistema Italia. Soddisfatto il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan: «Vorrei innanzitutto ringraziare il Ministro Frattini per aver promosso questa iniziativa che darà sicuramente un grande contributo anche ai rapporti economici tra Italia e Paesi del Mediterraneo e non solo».
«Il nostro patrimonio agroalimentare è, come noto, ai vertici mondiali tanto che il Made in Italy può dirsi sinonimo di qualità e garanzia. Ma, a prescindere dagli aspetti economici, il motivo principale che mi convince della bontà di questa iniziativa è di carattere storico-culturale. La cultura dei popoli e delle Nazioni si trova anche nella loro tradizione culinaria. Quella italiana ha conosciuto straordinari intrecci col mondo islamico. Penso alla cucina siciliana, ma anche a quella del mio Veneto. Gli uomini da sempre si trovano intorno a un tavolo per discutere, dialogare, confrontarsi, riprendendo in qualche modo il concetto di convivium latino. Con la certificazione Halal il nostro Made in Italy ha un'ulteriore opportunità di scambio. La dieta mediterranea che ci accomuna ad altri Paesi è oggetto di una richiesta di riconoscimento come patrimonio immateriale dell'umanità presso l'Unesco. Richiesta che l'Italia continua a portare avanti da tempo».
«Si tratta - ha detto Frattini - di un progetto finalizzato alla creazione di un marchio di qualità nel rispetto delle leggi coraniche, uno strumento per l'accesso dei prodotti italiani del settore cosmetico e agricolo a mercati importanti come quelli musulmani».

