Il prodotto turistico tedesco continua ad attrarre gli italiani. è una meta relativamente vicina, appena al di là delle Alpi, comodamente raggiungibile anche in auto e con un ottimo rapporto qualità prezzo.



Primo e preferito approdo per gli italiani è la Baviera, terra verdissima e accogliente dove grandi e piccoli alberghi dalle architetture rurali, dalle mura affrescate e con i gerani sui balconi, spesso a conduzione familiare, offrono confort e cucina tradizionale con prodotti del territorio, ben oltre i wurstel con crauti e patate. Ottimi, certo, ma la gastronomia bavarese, e tedesca in generale, ha ben altro da offrire.

Montagne e colline, sentieri e strade a tema, laghi con i cigni e cascatelle. Forse Heidi ha abitato davvero qui. C'è tutto il folklore del passato ma anche un ricco calendario culturale, concerti ed eventi folk.

Interessante l'offerta turistica delle Alpi di Ammergau, la riserva naturale più vasta della Baviera, ideale per attività all'aria aperta come escursionismo, ciclismo,parapendio, equitazione e pesca sportiva. Grande spazio al benessere con piscine termali e fanghi curativi. La città più visitata in questa estate 2010, è Oberammergau, dalle case splendidamente affrescate e famosa per l'abilità degli intagliatori del legno. Questo è l'anno della rappresentazione della Passionsspiele, la Passione di Cristo, uno spettacolo che si replica solo ogni dieci anni e che coinvolge tutti gli abitanti in completa autonomia organizzativa ed artistica che diventano in prima persona attori, figuranti, scenografi, costumisti. www.passionsspiele2010.de

L'eccezionale evento tenuto vivo da un profondo sentimento religioso e dalla fedeltà alla tradizione, si ripete ogni 10 anni per il voto fatto nel 1633 dalla popolazione stremata da un'epidemia di peste e dalla Guerra dei Trenta anni. Da allora - questa è la quarantunesima edizione - il voto viene rispettato. Il testo risale al 1500 e ha subito nel tempo diversi cambiamenti. La musica e le parti cantate sono state scritte all'inizio del 1800 da Rochus Dedler, musicista e insegnante di Oberammergau, e hanno anch'esse subito delle rielaborazioni. Numerosi quadri si alternano ad episodi del Vecchio Testamento. La rappresentazione inizia con l'entrata in scena del Nazareno a Gerusalemme e si conclude con il trionfo e la Resurrezione di Cristo.

L'evento attira decine di migliaia di visitatori da tutto il mondo che cercano di accaparrarsi i biglietti per i quattro spettacoli settimanali previsti in calendario fino a ottobre, per 102 rappresentazioni complessive. Centinaia di persone su un gigantesco palcoscenico ripropongono con impegno e devozione la Passione di Cristo, con risultati di altissimo livello. Il Calvario di Cristo è più vissuto che recitato. Nessuna barba è finta: tra una rappresentazione e l'altra gli uomini hanno molti anni per farsela crescere ed entrare nel ruolo dei personaggi che interpreteranno. Capita di riconoscere nel portiere del proprio albergo il Barabba visto a teatro la sera precedente o Maria Maddalena nella cassiera del supermarket. Nessuno che non sia nato a Oberammergau o che vi risieda da almeno 20 anni può salire su quel palcoscenico. Lo spettacolo dura molte ore, con un lungo intervallo perfetto per uno spuntino e una birra nei tanti localini della città. Il teatro è immenso, costruito apposta per la Passionsspiele, e può ospitare 4700 persone.

Tutta la città è da visitare per la bellezza delle case, affrescate con temi prevalentemente religiosi ma anche legati a celebri favole, tra le quali emergono la Geroldhaus, la Forrsthaus, la Mussldomahaus e la Pilatushaus al n. 10 della Dorfstrasse, gioiello di Franz Seraph Zwinck (1748-1792), uno dei maggiori esponenti della Luftlmalerei, la 'pittura d'aria”.



Dalla città bavarese partono numerosi itinerari naturalistici, sportivi e storici. Le Alpi di Ammergau offrono le vacanze più verdi, e il massimo del relax. C'è persino un percorso di meditazione lungo 85 km, da fare ovviamente a piccole tappe.

Tra i monumenti storici da visitare l'Abbazia di Ettal con la sua imponente basilica barocca e la sagrestia rococò, fondata dal kaiser Ludwig IV nel XIV secolo e rimaneggiata nei secoli successivi, la Chiesa di Wies, patrimonio Unesco, la Chiesa dei Pellegrini del Sacro Sangue, detta tout court la Kappel, con bellissimi affreschi.

Ma è soprattutto intorno alla figura di Ludwig di Baviera contestato personaggio su cui grava ancora il mistero di una morte misteriosa, avvenuta nel lago di Stanberg bel 1886, che si snodano itinerari ed emozioni, tra boschi e castelli. Quello di Linderhof, nella Valle di Graswang, può offrire più di altre residenze la chiave per comprendere la figura di un uomo in forte anticipo sul suo tempo, intellettuale e ombroso, amante della musica e delle arti, tanto preso dal fascino di Luigi XIV il Re Sole da dedicargli statue e trasformare il suo eremo tra i boschi in una sontuosa mini-Versailles.

Un altro luogo che merita di essere visitato è Murnau, cittadina scelta come città dell'ispirazione artistica da Wassily Kandisky e Gabriele Munter, ancora identica nelle vie e nelle case a quesla rappresentata 100 anni fa sulle loro tele.

E se è vero che per comprendere un paese bisogna anche "mangiarlo" in Alta Baviera l'offerta di cibo è quella della tradizione, nelle più semplici stube come nei grandi ristoranti, anche se molti giovani chef cresciuti con maestri stellati propongono interpretazione innovative ma sempre con prodotti locali. Tutto o quasi è a km zero, a cominciare dal buon latte, dai formaggi, dal burro e dal pane ai mille gusti e dalle tante forme esposto nelle backerei.

Immancabile il bretzel, biscotto intrecciato da gustare imburrato perfetto con la birra. Infinite le variazioni di insaccati, di wurstel e salsicce, di salami aromatizzati e affumicati, di pasticci di carne, come il Leberkase. I laghi e i fiumi danno ottime trote e i boschi la cacciagione.

La lista delle specialità locali è davvero ampia. I grandi classici sono l'Haxen, cosciotto di maiale o vitello accompagnato dai Knödel, grossi gnocchi di patate, gli Spätzle, una pasta all'uovo e i Maultaschen, ravioloni ripieni. Poi la salsiccia bianca di Monaco, la Wienerschniztel, croccante cotoletta fritta nel burro, lo Strudel di mele servito con crema calda e la Schwarzwälder Kirschtorte, la torta di ciliege, gustata magari con un bicchierino di Kirschwasser, distillato dallo stesso frutto.

Ma c'è una specialità locale, da appetiti robusti che va provata: il piatto bavarese, composto da carni miste, salsicce e spatzli, deliziosi gnocchetti di pasta. Allegato al piatto in alcuni locali viene donato, come souvenir, il tipico cappello di feltro bavarese.