ROMA - Mangiar bene? A Roma si può, e c'è da scegliere tra ristoranti stellati, alberghi, trattorie, birrerie, locali etnici o di pizza a taglio, wine bar e negozi di specialità alimentari.

Sono 400 i locali segnalati dalla 21ª edizione della Guida di Roma del Gambero Rosso, curata da Clara Barra e da Giancarlo Perrotta e presentata alla Città del Gusto in un Teatro della Cucina gremito fino all'inverosimile. Praticamente c'era tutto il mondo della ristorazione capitolina, alcuni erano alla seconda o terza conferma e altri, visibilmente emozionati, al primo alloro.

Molti dei locali - ci piace sottolinearlo - erano stati già recensiti da tempo dalla nostra testata. Molto spazio è stato dato dalla guida ai locali della provincia romana e non a caso a consegnare loro i premi con Daniele Cernilli è stato proprio il suo presidente Nicola Zingaretti.

«Da anni questa guida rappresenta un punto di riferimento per gli amanti della buona cucina e del buon vino. Quest'anno ce n'è uno in più: la nostra centralissima Enoteca provincia romana, di fronte alla Colonna Traiana, una vera e propria vetrina dei nostri prodotti tipici come vino, olio, pecorini e abbacchio. Vogliamo far crescere questa ricchezza facendo incontrare tradizione e innovazione e scommettere su quello che il passato ci ha consegnato per farlo rivivere nel presente come occasione di sviluppo».

La novità di questa guida è quella di offrire una ristorazione senza schemi, aperta a tutti, dal localino sotto casa fino al massimo dell'eccellenza come La Pergola del Cavalieri Hilton dello stellatissimo e da anni inamovibile dal podio Heinz Beck (nella foto, a destra).

Le due new entry 2010 sono il Pagliaccio di Antony Genovese (nella foto, a sinistra) e le Colline Ciociare di Frosinone di Salvatore Tassa (nella foto, al centro). Per gli appassionati gourmet la novità della Guida sono proprio le le Tre Forchette assegnate a Tassa e Genovese.

«è un premio da noi molto centellinato,  anche a livello nazionale lo hanno ottenuto in pochi - dice la curatrice Clara Barra - sono due nuovi ingressi che dimostrano come la ristorazione romana stia crescendo. Inoltre abbiamo voluto dare spazio ai giovani, ai cuochi emergenti come Marco Bottega di Genazzano e far emergere tutti quelli che lavorano bene, con formule di menu a prezzi vantaggiosi o inventandosi forme di ristorazione alternativa a quelle tradizionali riservate ai ragazzi, che saranno i gourmet di domani. Anche con un panino di giusta lievitazione e una fetta di salame senza conservanti, spendendo pochi euro, si può avere il senso di che cosa significhi avere la qualità».

Locali anche già famosi hanno avuto le Due Forchette, come l'Open Colonna, il Convivio Troiani, l'Antica Pesa, la Terrazza dell'Hotel Eden, l'Enoteca La Torre di Viterbo, The Cesar di Ladispoli e l'Acqua Pazza di Ponza. Unico premiato fuori regione, ma è borderline, è l'Angolo di Abruzzo di Carsoli. Più affollato l'elenco dei locali che possono fregiarsi di una sola Forchetta ma molti di loro hanno messo nel carniere più di un riconoscimento.

I curatori della Guida hanno infatti spaziato tra i più diversi aspetti dell'offerta, ed ecco così i premi Innovazione, Migliore Cucina, Miglior rapporto qualità prezzo, Qualità-cortesia e Migliori interpreti della cucina romana di tradizione. Questi ultimi, per andare a colpo sicuro, sono stati selezionati per piatto, dalla Carbonara al Cacio e pepe, dalla Trippa alla Crostata di ricotta. Indirizzi interessanti quelli segnalati nel capitolo Tour gourmet, in quartieri centrali o in quelli una volta periferici ora divenuti trendy.

Da sinistra: Antony Genovese, Salvatore Tassa e Heinz Beck

Le Due e Tre Bottiglie sono andate a una decina di wine bar ed enoteche, da Casa Bleve a Roscioli, fino agli storici Il Goccetto e Trimani. Tra gli altri riconoscimenti, quello assegnato dai giornalisti della stampa estera aderenti al Gruppo del Gusto, ad Enzo ai Vascellari, tipica quanto semplice trattoria trasteverina, e quelli dati dalla Provincia di Roma ad artigiani del cibo come panetterie, gelaterie e pasticcerie.

Gran finale della presentazione della Guida la premiazione dei tre grandi: Beck, Genovese e Tassa. «Roma cresce, va avanti e diventa sempre più la capitale del mangiare del mondo», ha commentato per tutti lo chef originario di Monaco, pluristellato Michelin, sempre innamorato dell'Italia ma che ha esportato il suo genio anche a Londra in un nuovo ristorante su cui in soli quattro mesi di attività è già caduta la prima stella.