Pesca, dall'Unità di crisi un documento per aiutare i lavoratori in fermo
Il documento di provvedimento, che sarà sottoposto a Galan, prevede un fermo consecutivo di 30 giorni differenziato per aree. Le imprese sono “coperte finanziariamente” per 15 giorni, mentre i marinai avranno stipendio garantito dalla cassa integrazione con deroga per tutta la durata del fermo
Niente consenso unanime per il documento di schema di provvedimento per la pesca votato a maggioranza. è questo il risultato finale della terza riunione dell'unità di crisi del settore della pesca che si è svolta ieri 21 giugno al ministero delle Politiche agricole con tutti gli attori del comparto. Il ministero – come riporta l'agenzia di stampa il Velino - ha sottoposto agli operatori del settore un testo che prevede un fermo biologico consecutivo di 30 giorni differenziato per aree. Le imprese sono 'coperte finanziariamente” per 15 giorni, mentre i marinai avranno stipendio garantito dalla cassa integrazione con deroga per tutta la durata del fermo. Questo perché le risorse Fep delle regioni del nord sono minori – circa 4 milioni di euro – di quelle del Sud, circa 20 milioni di euro.
Il voto favorevole è stato dato da Legapesca, Agci Agrital e Federcoopesca, Anapi, Unci e Unicoop. Delle regioni l'Emilia, il Veneto e la Sardegna. A votare contro Federpesca e alcune regioni italiane fra le quali l'Abruzzo, la Toscana, Molise e la Puglia di Dario Stefàno. Sicilia astenuta.
Un aiuto concreto per le imbarcazioni piccole e medie che almeno ora possono contare su un rimborso che varia dai 3 ai 5 mila euro. Ma per trovare ulteriori risorse per garantire tutto il periodo del fermo alle imprese è prevista dopo il 29 giugno.
Il fermo sarà diviso in due macro aree: da Trieste a Bari dal 2 agosto al 31 agosto, e da Brindisi a Imperia dal primo settembre al 30 settembre. Escluse la Sicilia e la Sardegna che dovranno comunque effettuare il fermo entro e non oltre il 30 settembre. Diversa la storia per la Puglia, la Calabria, la Campania e il Molise che, avendo i soldi dell'Obiettivo convergenza, potranno chiedere in seguito la copertura finanziaria totale anche per le imprese.
«Siamo soddisfatti. Così si garantisce qualche cosa anche alle imprese che rimarranno ferme. – ha detto il vicepresidente di Agci Agrital Roberto Arciprete - Rispetto a prima sono stati fatti passi avanti». Soddisfatto anche il presidente di Legapesca Ettore Ianì: «un compromesso 'agionevole viste le posizioni non confluenti e visto il confronto serrato e a tratti anche aspro». Ora la proposta di decreto concordata sarà sottoposta al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan.
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