Anche quest'anno la Repubblica propone la sua ormai tradizionale Guida dei Ristoranti di Roma 2010-2011, giunta alla settima edizione. In vendita al prezzo di 12,90 euro (più il costo del giornale), la guida, più ricca, aggiornata e di oltre mille pagine, contiene circa 3mila recensioni, con più di 570 novità tra ristoranti, pizzerie, botteghe del gusto, enoteche, locali notturni, pub, negozi gourmet e ristoranti etnici.

In questa edizione della guida ci sono alcuni cambiamenti che rendono più leggibile la vita e le proposte dei locali. Per circa 100 ristoranti è stata introdotta una doppia scheda, una dedicata al cibo e l'altra pensata esclusivamente per la cantina, per la carta dei vini, soffermandosi sulla ricerca di etichette e sulle provenienze territoriali delle bottiglie.

è stato introdotto un indicatore che sintetizzasse la storia e la ricerca di chef e patron. E alla fine di ogni scheda il piatto da non perdere. Con un simbolo sono segnalati i locali storici di Roma, che da oltre 40 anni appartengono alla stessa famiglia e che sono "custodi della tradizione", e è stata dedicata una nuova sezione ai cocktail bar. E c'è di più. C'è una sorta di gioco della memoria e del gusto che ci ha portato gli ideatori a chiudere la guida con un glossario curato da due cuoche straordinarie, Anna Dente e Adele Mazzoni, dove si raccontano modi, storie, generi e prodotti della tradizione culinaria laziale.

«Quest' anno - ha spiegato il caporedattore della Cronaca di Roma de La Repubblica, Giuseppe Cerasa - abbiamo pensato di inserire un atlante che permetterà a tutti di orientarsi nella Capitale tra ristoranti, trattorie ma anche cocktail bar».

Suddivisa in quattro sezioni (Roma, Provincia di Roma, Lazio, Cibo vacanza e benessere), la guida presenta varie categorie, tra cui: cocktail bar (nuova sezione), centri benessere, book-bar, catering, circoli sportivi, location per i ricevimenti, agriturismi, bed&breakfast, fattorie doc, corsi di cucina, spesa biologica, itinerari, produttori di vini e olio.

Come sempre, la guida contiene 120 pagine con le mappe a colori della città di Roma, tutti gli esercizi mappati, lo stradario completo della città. Chiudono gli indici tematici, per orientarsi in modo completo e veloce su tutti gli argomenti della Guida.

«Una fotografia enogastronomica del territorio in piena regola tra punti ristoro, luoghi artigianali del gusto ed altro ancora: 42 tra le migliori aziende vitivinicole laziali recensite, ben 46 quelle oleiche, con la Capitale nel ruolo di capofila. Oggi - ha sottolineato il commissario straordinario di Arsial, Massimo Pallottini, a margine della presentazione a Palatium della nuova Guida ristoranti di Roma de La Repubblica 2010-11, realizzata in collaborazione con l'assessorato alle Politiche agricole e valorizzazione dei prodotti locali della Regione Lazio e Arsial - abbiamo voluto nuovamente presentare questo progetto editoriale, rivisto e ampliato rispetto alla precedente edizione, in quanto opera che si integra perfettamente con quelle di promozione dell'agenzia. L'intento è finalizzato a sensibilizzare il mondo della ristorazione ed i consumatori al grande valore dei territori e degli eccellenti prodotti enogastronomici della nostra regione».

«Una guida che rappresenta, pertanto, un valido strumento per far ulteriormente conoscere ed apprezzare ad un pubblico variegato luoghi del buon bere e del mangiare bene, per una cultura enogastronomica di Roma e Lazio».

«Il connubio tra agricoltura e turismo - ha concluso il commissario di Arsial - è ormai una leva imprescindibile per lo sviluppo dell'economia laziale. Una scommessa vincente quella della realtà enoturistica, basata su un territorio con una storia ed una tradizione che ha pochi eguali».

«Una pubblicazione che aiuta a promuovere le eccellenze enogastronomiche del Lazio attraverso la ristorazione romana e non solo - ha detto Francesco Battistoni, assessore alle Politiche agricole della Regione Lazio -. Mille pagine per indicare ai consumatori dove e cosa mangiare, fornendo suggerimenti e proponendo quelle attività che si distinguono per tradizione e innovazione gastronomica».

88 aziende laziali, tra quelle oleiche e vitivinicole, 87 fattorie doc, oltre 400 botteghe del gusto, più di 50 punti di spesa biologica e 134 agriturismo censiti. «Numeri che fanno grande l'agricoltura del Lazio e che ne promuovono la qualità - ha continuato Battistoni -. Il mangiare è da sempre un aspetto della nostra cultura che mette tutti attorno ad un tavolo, favorendo l'incontro e il dialogo. Un rito che si ripete e che, attraverso l'attività svolta da tanti ristoratori romani riesce a promuovere al meglio la produzione agricola laziale, accreditando il lavoro degli agricoltori agli occhi dei milioni di turisti e consumatori di tutte le età, che hanno voglia di divertirsi e allo stesso tempo non vogliono rinunciare a quello che i nostri territori sanno offrire al meglio: qualità, sicurezza e tradizione. Una qualità dell'offerta che è esempio sapiente di un sistema virtuoso che fa bene al consumatore e alla nostra economia».

«Turismo e commercio possono essere asse portante dell'economia della Capitale - ha detto l'assessore al Commercio del Comune di Roma, Davide Bordoni - i turisti non vengono solo per vedere monumenti ma anche per gustare i piatti tipici della nostra tradizione'».

«Dobbiamo combattere la battaglia al riduzionismo, ovvero quando la produzione si omologa a degli standard - ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno - c' è il rischio che il tessuto dei ristoranti, non riuscendo a comunicare con il pubblico, perda la voglia di essere creativo. Guida come questa aiuta a conoscere qual e' l' offerta della Capitale mantenendo il contatto tra la creativita' dei ristoratori e i consumatori».