Agroalimentare e turismo, l'intesa per far conoscere il vero made in Italy
L'intesa favorirà le sinergie tra le rispettive strategie e i piani operativi a sostegno della valorizzazione e promozione integrata dei due settori. Tra i progetti già allo studio e di prossima realizzazione Magic Italy in tour che porterà sulle piazze di 19 città d'Europa il made in Italy
ROMA - Accordo fatto tra il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla (nella foto, a sinistra), e quello delle Politiche agricole, Giancarlo Galan (nella foto, a destra), per valorizzare e promuovere insieme il sistema agroalimentare e quello turistico nazionale. L'intesa, firmata a Palazzo Chigi in un'atmosfera di grande collaborazione, si propone di favorire le sinergie tra le rispettive strategie e i piani operativi a sostegno della valorizzazione e promozione integrata dei due settori.
La linea era già stata tracciata con il precedente titolare del dicastero Luca Zaia e annunciata alla Bit di Milano. «è un lavoro comune che abbiamo deciso di svolgere insieme, nell'interesse dell'obiettivo che vogliamo perseguire - ha detto il ministro Brambilla - e anche all'insegna del clima di condivisione e di grande collaborazione che regna all'interno del nostro Governo. Turismo e agroalimentare sono due settori che al loro interno possono offrire molto, come matrioske dai multipli contenuti. è un unicum di offerte e anche un modo di far vivere i territori, valorizzare le realtà rurali, aumentare l'occupazione e destagionalizzare il turismo. Questi due importanti settori oggi hanno deciso, firmando questa convenzione, di operare in piena sinergia in modo che la promozione di uno possa essere di traino per l'altro».
Ottimista il ministro Galan sulle prospettive aperte da questo coordinamento operativo tra le reciproche azioni istituzionali e sulla definizione di progetti pilota di valorizzazione integrata di sistemi locali e di distretti turistico-agroalimentari. «Il turismo è la prima industria del Paese. Nel mondo ci sono 800mila nuovi potenziali turisti e noi abbiamo almeno tre punti di forza che possono attrarli rispetto ad altri Paesi: il numero e la bellezza e l'importanza dei beni monumentali, artistici e culturali, la bellezza del paesaggio e l'enogastronomia. Il primo punto non è merito nostro, ce li siamo trovati. Senza Napoleone ne avremmo qualcuno in più e senza le Crociate sarebbero di meno, ma sono qualcosa di assolutamente straordinario, ineguagliabile. Secondo: la bellezza del paesaggio, ma questa l'abbiamo un pochino rovinata, e qui bisogna ringraziare Urbani per il codice. Forse si doveva fare qualcosa di più. Il terzo: la straordinarietà dei nostri prodotti che sono il frutto della terra e il nostro dovere è quello di farli conoscere. Il vino è un esempio eclatante che non era affatto un'eccellenza anni fa, se pensiamo ai tempi del metanolo, ma che oggi rappresenta in tutto il mondo uno straordinario messaggio. A questo e agli altri nostri prodotti della nostra agricoltura - settore che da solo incide almeno per il 2% sul Pil - è affidato il compito di sostenere l'immagine e il brand Italia».
Tra i progetti già allo studio e di prossima realizzazione la campagna itinerante Magic Italy in tour che porterà sulle piazze di 19 città d'Europa - da Berlino a Barcellona, da Amsterdam a Oslo - le eccellenze enogastronomiche, artigianali, culturali e artistiche del nostro Paese. Le manifestazioni, che si auspica porteranno un grosso impulso anche all'export, consisteranno in eventi come mostre, convegni e degustazioni, accompagnati da una massiccia campagna di comunicazione sui media.
«C'è bisogno di rafforzare l'immagine dell'Italia come paese dalle mille sfaccettature e noi riteniamo di offrire un'opportunità di promozione anche per le regioni, oltre che per gli enti interessati, inizialmente nel nord Europa. «Vi sarà anche - ha aggiunto Brambilla - un' altra iniziativa: saranno gli Stati generali del vino, che promuoveranno come una vetrina le migliori produzioni vitinvinicole d'Italia».
A un gruppo di lavoro congiunto saranno affidati la definizione di un piano annuale di attività congiunte, la proposizione di interventi anche normativi, e il monitoraggio delle attività. La convenzione firmata avrà la validità di due anni e potrà essere rinnovata tacitamente per uno stesso periodo. L'investimento complessivo dovrebbe essere di circa 2 milioni di euro a carico di entrambi i dicasteri.
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