Una ripresa a singhiozzo è quella che sta vivendo il turismo italiano nei primi quattro mesi del 2010. I dati del monitoraggio che Federalberghi effettua ogni mese presentano oggi un quadro altalenante.

In effetti, analizzando il primo quadrimestre del 2010 si evidenzia a gennaio un decremento del 2,1% nelle presenze alberghiere, segnale di una stagione invernale che non ha del tutto soddisfatto le aspettative del comparto.



La meteorologia non ha, tra l'altro, aiutato a replicare i risultati dell'inverno 2008/2009. Febbraio, invece, vede i turisti in albergo crescere, seppure di un solo punto e mezzo percentuale, rispetto allo scorso anno.  

Ottima la performance di marzo che ha fatto registrare un incremento di presenze del 4,4% sul 2009 con la previsione di una primavera in crescita per il turismo italiano. Invece, un improvviso stop è arrivato ad aprile con una contrazione dell1,4% sullo stesso mese dell'anno precedente.

Gabriele Burgio, presidente NH Hoteles, fa notare che il contesto negativo in cui il settore si è trovato nel corso del 2009 ha segnalato progressi positivi nei primi mesi del 2010. Pertanto il reddito del settore alberghiero è cresciuto dell'1,3% quale conseguenza di un aumento dell'occupazione in tutti i mercati in cui l'azienda opera.

Un aumento significatamene più favorevole è osservato al 30 aprile, effetto Pasqua concluso, con un aumento del 4,9% nel  RevPAR comparabile ( il rapporto che  misura il reddito per camere disponibili). Una minima ripresa – dichiara – dovuta anche al fatto che il brand NH Hoteles è sempre più conosciuto come sinonimo di qualità.

Decisamente ottimista Vincenzo Presti, presidente di Ora Hotels,  il giovane gruppo alberghiero italiano che raggruppa 22 strutture in località quali ad esempio Parma, Zanzibar e il Kenia.  Secondo Presti «sicuramente una ripresa rispetto all'anno precedente, buon inizio di trimestre nelle città d'arte italiane, ottima la stagione invernale nelle località sciistiche nazionali, buon andamento di prenotazioni per i mesi di luglio, agosto e settembre in tutte le maggiori località di mare italiane».

Dice Gianni Biggi del Grand Hotel Park di Gstaad, località svizzera sulle Alpi Cernesi: «è sempre più difficile fare previsioni. Le famiglie che prima programmavano le vacanze al mare e, dopo, quelle in montagna diventano sempre più rare».

Per rimanere in Lombardia Norberto Pedranzini, proprietario dello Sport Hotel di Santa Caterina Valfurva aggiunge «le presenze alberghiere in Alta Valtellina sono state in generale buone. In percentuale qualcosa di più dell'inverno scorso ( + 7-10%). Prevedere cosa succederà la prossima estate è un po' prematuro perché molto dipenderà dalle situazioni internazionali. Al momento sembra si muova qualcosa con gli stranieri (tedeschi)».

La sensazione di sintesi è che il turismo tenga relativamente bene, soprattutto nelle categorie superiori. Certo sono molto cambiate le abitudini: prenotazioni all'ultimo momento con forte dipendenza dal clima, soggiorni più brevi, attenzione al rapporto qualità/prezzo, diminuzione di incentivi viaggi aziendali.