Dal primo giugno i giovani dai 16 ai 25 anni di età regolarmente iscritti a un ciclo di studi possono lavorare durante l'estate ed essere remunerati con voucher, i buoni lavoro che comprendono già la copertura assicurativa e previdenziale e non sono soggetti a ritenute fiscali. Lo rende noto la Coldiretti, l'organizzazione con il maggior numero di imprese che assumono lavoratori in agricoltura che, insieme al turismo e ai servizi, è il settore che più utilizza questa opportunità per agevolare l'accesso di studenti, pensionati e casalinghe a un'esperienza di lavoro e di integrazione al reddito assicurando trasparenza al rapporto.

La fine della scuola coincide infatti con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne dove iniziano le attività di raccolta di verdura e frutta come ciliegie, albicocche o pesche  durante l'estate fino alla vendemmia che si concentra nel mese di settembre.



Lo strumento dei voucher, introdotto per la prima volta proprio in occasione della vendemmia 2008, è stato già utilizzato per pagare circa 20mila giovani che rappresentano ben un quarto del total di 80mila lavoratori che hanno usufruito di questo sistema di pagamento. Il 46 per cento dei voucher sono serviti per remunerare il lavoro in campagna, il 14 per cento per manifestazioni sportive, culturali o di solidarietà, il 9 per cento nel commercio, l'8 per cento nei servizi, il 4 per cento per attività turistiche.

Si tratta di una opportunità che attraverso la semplificazione delle procedure ha permesso di ottenere importanti risultati nella lotta al lavoro sommerso. Nonostante le difficoltà determinate dai bassi prezzi riconosciuti per i prodotti agricoli (-7 per cento nel primo trimestre del 2010) per effetto delle distorsioni e speculazioni lungo la filiera, la campagna - sostiene la Coldiretti - continua ad offrire opportunità di lavoro ad un milione di persone in Italia delle quali più del 10 per cento sono di origine extracomunitaria.

Per gli studenti lavorare nei campi significa, oltre che prendere contatto con il mondo del  lavoro,  anche fare una esperienza diretta a contatto con la natura, i suoi prodotti ed una cultura che ha fatto dell'Italia un Paese da primato a livello internazionale nell'offerta di alimenti e vini di qualità. Una occasione per conoscere la genuinità e le caratteristiche dei veri prodotti del Made in Italy per impararli a distinguere da quelli importatati spacciati come nazionali anche sugli scaffali dei mercati al momento di fare la spesa.