La crisi non tocca i surgelati "Beni sentinella" più acquistati
Il 69,6% degli italiani acquista regolarmente surgelati che si posizionano al 1° posto tra i beni sentinella più acquistati. Nel 2009 i segmenti più dinamici sono stati: vegetali, patate e pizze e snack. L'ittico è risultato stabile e le carni hanno mostrato andamenti diversi tra retail e catering
Performance positive confermate per il settore degli alimenti surgelati, che ha archiviato anche il 2009 con un avanzamento del 1,7% a volume nel canale retail (+1,2% catering). La fiducia dei consumatori nei confronti di questo segmento alimentare trae linfa da alcuni trend che mostrano segnali di consolidamento: in primis una assoluta confidenza/conoscenza dei plus qualitativi e di servizio sempre più variegati che tendono a saldarsi ad un ottimo percepito in termini di value for money. Si tratta di tendenze strettamente correlate che evidenziano l'apprezzamento del consumatore per una serie di tecnologie sempre più d'avanguardia, in grado di preservare e rendere immediatamente disponibili gusti, fragranze e proprietà nutrizionali prossimi al prodotto fresco.Come avviene da diversi anni questo sentimento si è sostanziato soprattutto nelle scelte operate in alcuni macro segmenti: vegetali, patate, pizze e ittico su tutti. Ma se nei vegetali la richiesta ha teso a privilegiare le versioni tal quali rispetto ai preparati, l'ittico ha mostrato segnali di avanzamento nelle referenze panate e pastellate, e ciò in virtù del loro alto contenuto di servizio unito all'altrettanto soddisfacente livello nutrizionale raggiunto.
SURGELATO ALL'ITALIANA
I surgelati, infatti, riescono a soddisfare le variegate esigenze della vita quotidiana, tanto da poter esibire la loro vastissima gamma di referenze come un vero e proprio "food style". Un concetto di 'surgelato all'italiana”, che coniughi il rispetto della tradizione culinaria nazionale con i moderni stili di vita alimentare, è l'attuale proposta delle Aziende più rappresentative del settore e tutte le più recenti ricerche confermano che esso potrà ricevere una sempre migliore accoglienza e radicarsi con decisione presso le diverse fasce di consumatori italiani.
I PIÙ ACQUISTATI DAGLI ITALIANI
I consumatori italiani sposano in pieno l'ampia offerta dei surgelati e mostrano sempre meno pregiudizi nei confronti della categoria; a riprova di ciò i risultati di una ricerca interna Iias, i quali mostrano che su un campione di 14-79enni, il 68,5% circa dichiara di utilizzare almeno una volta alla settimana i prodotti sottozero. Dati simili emergono anche da un recentissimo rapporto Censis/Coldiretti sulle abitudini alimentari degli italiani, per ciò che riguarda la percentuale di concittadini che acquistano regolarmente surgelati (69,6%); questo dato permette ai surgelati di posizionarsi al primo posto tra i 'beni sentinella” più acquistati dagli italiani (quelli cioè il cui acquisto regolare connota in modo molto netto il rapporto degli acquirenti con il cibo e/o con le modalità di acquisto dello stesso). Si tratta di una graduatoria che evidenzia come la spesa alimentare delle famiglie italiane sia orientata prima di tutto verso rapidità e facilità di utilizzo, durata del prodotto e garanzia di sicurezza, oltre ovviamente alla convenienza dei prezzi, tutti plus naturalmente associabili al profilo dei surgelati. Nel documento del Censis emerge, inoltre, che il consumatore non segue uno schema 'monolitico” di alimentazione, ma sceglie un carrello personalizzato di alimenti, per cui il surgelato convive benissimo con il prodotto Dop e Igp.
Tra quanti acquistano regolarmente prodotti a denominazione, il 77,7% si indirizza verso i surgelati in modo regolare e, tra quanti scelgono regolarmente prodotti dell'agricoltura biologica, il 73% acquista anche surgelati, mentre tra coloro che abitualmente mostrano una preferenza per i prodotti del commercio equo e solidale la percentuale di acquisto di prodotti surgelati sale sino al 77%.
è interessante evidenziare, infine, che al di là di contingenti criticità, il consumatore italiano è il meno propenso – a livello europeo – a scendere a patti quando si parla di qualità alimentare e dunque continua ad indirizzarsi prevalentemente verso surgelati di marche note, in grado di assicurare alti standard organolettici e di sicurezza.

A riprova di ciò sarà utile dare un'occhiata ad alcuni recentissimi dati statistici elaborati dal Cermes - Università Bocconi a tal riguardo: nonostante il difficile momento congiunturale il consumatore si indirizza con altissime percentuali nei punti vendita verso i prodotti di marca noti (56% 2009 - 78,5 2010) andandoli a cercare laddove il prezzo è più conveniente; tali percentuali risultano molto meno in incremento nel caso delle marche private (47% 2009 - 58,1 2010).
LE DINAMICHE DEI SEGMENTI
Nel 2009 i segmenti più dinamici sono stati quelli dei vegetali, delle patate e delle pizze e snack, mentre i prodotti ittici sono risultati stabili e le carni hanno mostrato andamenti diversi tra retail e catering.
Il segmento vegetali ha mostrato un progresso globale (2,3%) seppur con andamenti diversificati nelle sottocategorie: a fronte di una buona tenuta dei vegetali semplici, si è registrata una stasi delle zuppe e minestroni mentre sono tornati a crescere i vegetali preparati; in quest'ultimo caso il risultato positivo si deve alla fidelizzazione del consumatore verso prodotti di alta qualità, ad elevata versatilità di proposta e di utilizzo e che mantengono inalterato l'originale patrimonio di valori nutrizionali. Il comparto delle patate è avanzato dell'6,6% e tale dato può essere letto positivamente se si considera che da alcuni anni il comparto cresce con buone percentuali; il principale motivo è l'ampliamento delle gamme che, seppur con sostanziali profili di semplicità offre una serie di accattivanti specialità, molte delle quali più leggere grazie all'opzione della cottura in forno.
Il segmento delle pizze e snack ha fatto registrare un buon dato (+1,9%) grazie soprattutto alle vendite delle pizze grandi (+ 3,3%); in questo caso va segnalato lo sforzo dei principali produttori di offrire al consumatore nuovi prodotti caratterizzati da un buon contenuto innovativo (pizze farcite) anche se la 'classica” margherita ha riconfermato con buone percentuali la posizione di prodotto più acquistato. Da aggiungere, inoltre, che in un momento di difficile congiuntura prodotti dal profilo globale soddisfacente anche in termini di gratificazione alimentare sono particolarmente ricercati, specialmente se in grado di offrire un buon rapporto prezzo/qualità.
I prodotti ittici hanno mantenuto le posizioni: i consumatori hanno mostrato particolare interesse per le referenze più innovative (panati e pastellati - che possono essere preparati sia fritti che in forno - cresciuti nel 2009 del 4,1%). Questo progresso si spiega con l'attuale esigenza del consumatore di toccare con mano il 'value for money” del prodotto che acquista e apprezzarne la convenience (prodotti pronti al consumo, già eviscerati, spellati, spinati, etc.).
Il settore delle carni surgelate ha mostrato nel comparto retail indici positivi, rispettivamente con un + 4,7% per le carni rosse ed un + 3,6% per le carni bianche; quest'ultimo dato ha portato ad un aumento complessivo della domanda di carni bianche vicino al 25% nell'ultimo triennio. Tale crescita si deve certamente alla fiducia che il consumatore ripone nel sistema di controllo di filiera e alle raccomandazioni dei nutrizionisti più affermati che consigliano il consumo di piatti leggeri ed equilibrati.
TREND DEL SETTORE ALIMENTARE - PRIME INDICAZIONI 2010 SUI SURGELATI
Dalle conclusioni del Rapporto Censis sulle abitudini alimentari degli italiani emerge che nei primi nove anni del nuovo millennio si è registrato un mutamento epocale nel rapporto con i consumi alimentari: si sono dunque fatti strada trend altamente qualitativi, quali la ricerca della sicurezza e della genuinità. Inoltre, una popolazione che invecchia si indirizza verso un'alimentazione adeguata a contrastare gli effetti sulla salute del tempo che passa.
Anche se tali tendenze non sempre rispecchiano l'effettivo vissuto quotidiano degli italiani ciò non riduce il peso del salutismo come riferimento valoriale e pratico rispetto a quello che si mangia; in questo contesto, dunque, un Istituto quale il nostro non può che registrare con soddisfazione il primo posto tra i prodotti 'sentinella” assegnato ai surgelati dai nostri connazionali. Segno che gli italiani riconoscono oggigiorno ai prodotti sottozero il profilo di prodotti pratici, sicuri e di buona qualità.
«Credo che dopo quasi cinquant'anni di presenza sul mercato alimentare nazionale - sottolinea Vittorio Gagliardi, presidente dell'Istituto Italiano Alimenti Surgelati - scoprire che circa il 70% dei consumatori italiani non ha più riserve nei confronti dei surgelati sia un risultato storico, al quale crediamo - come Istituto di tutela e valorizzazione - di avere fornito il nostro contributo in tandem con le principali Aziende del settore, da sempre attente alla qualità e alla sicurezza di ciò che producono».
«In Italia - aggiunge Gagliardi - il consumo pro - capite di prodotti surgelati è tra i più bassi d'Europa (13.,65 kg); ben si comprende, quindi, come le potenzialità di crescita siano ancora piuttosto elevate, sebbene nel nostro Paese l'offerta globale del fresco sia sicuramente molto più alta di quella rintracciabile nei principali Paesi europei. Per quanto riguarda il primo quadrimestre 2010, dalle nostre prime rilevazioni, sembra che il settore nel suo complesso stia mantenendo le proprie posizioni e alcuni dei segmenti 'storici” del surgelato (vegetali, patate e ittico) continuino a marciare con buona incidenza. E' appena il caso di segnalare che dopo un triennio, nel primo trimestre 2010 tornano a crescere i primi piatti surgelati (+ 3,8%); questo trend segnala che il contenuto di servizio – non appena si evidenziano lievi segnali di ripresa – torna ad essere un plus vincente». «Tali segnali ci fanno ritenere che anche il 2010 si iscriverà nel solco di costante crescita fatta registrare negli ultimi 20 anni dal mercato dei surgelati in Italia. Sarà ancora una volta l'innovazione, intesa non soltanto dal punto di vista del prodotto ma anche dell'approccio verso la categoria, a trainare questa crescita. Dal nostro osservatorio possiamo prevedere che il ridotto potere d'acquisto, l'aumento dei single, la recente incidenza nei consumi delle scelte degli extracomunitari (l'8% della popolazione - circa 5 milioni), i principi di una alimentazione bilanciata, l'incremento dei pasti fuori casa e, in definitiva, uno stile di vita in rapida evoluzione, saranno i parametri fondamentali che orienteranno le principali aziende del settore nel loro sforzo innovativo. L'innovazione tecnologica è infatti percepita dal consumatore non di per sé, ma in quanto capace di soddisfare al meglio un bisogno esistente o di stimolarne uno latente. La massima attenzione va quindi posta alle nuove esigenze del consumatore, ed è questa la chiave di volta del successo di qualsiasi innovazione, in particolare dei prodotti surgelati».
Articoli correlati:
La rivincita delle verdure surgelate Più nutrienti degli ortaggi freschi
Pratici, economici e senza scarti Gli italiani scelgono i surgelati
I prodotti confezionati costano meno E gli italiani ne comprano sempre più

