da sinistra: Sabine Oberhollenzer, Paul Zandanel, Michael Desaler e Helmut Zanotti
Nella foto i relatori. Da sinistra: Sabine Oberhollenzer, Paul Zandanel, Michael Desaler e Helmut Zanotti

MILANO - Al termine del piano triennale della campagna informativa sulla 'Nuova sicurezza alimentare europea” finanziata dallo Stato italiano e da Mariann Fischer Boel, commissaria di Agricoltura e Sviluppo rurale nell'ambito della Ue, i Consorzi della mela, dello speck e delle Cantine di produttori di vino altoatesino, dopo il successo delle due precedenti edizioni, hanno presentato alla Terrazza Martini di Milano il nuovo programma che costituisce un valido strumento per diffondere la conoscenza dei marchi di qualità europea presso i consumatori e le categorie professionali dell'importazione e della distribuzione alimentare.

Michael Desaler del Consorzio dello speck, Helmut Zanotti per quello dei vini e Sabine Oberhollenzer per quello delle mele, coordinati da Paul Zandanel della Camera di commercio di Bolzano, hanno incontrato la stampa specializzata per fare il punto della situazione.

Con una superficie frutticola di 18mila ettari, l'Alto Adige ha il territorio più grande d'Europa adibito alla coltivazione degli alberi da frutta. Con una produzione annua di circa 1.157.525 tonnellate, questa regione alpina di appena 7.400 chilometri quadrati rappresenta il 12% circa della produzione europea di mele, la cui coltivazione risale al 1823 a Bressanone dove fu fondata la prima scuola di pomologia, ed è fornitore principale dell'Unione europea di questo frutto. Per circa i 2/3 le esportazioni prendono la via della Germania dove la mela è sicuramente ai primissimi posti sulla lista della spesa dei consumatori.

Con 5.100 ettari circa adibiti alla viticoltura e poco meno dell'1% della produzione italiana, l'Alto Adige è uno dei territori viticoli più piccoli d'Italia e perciò punta sulla qualità. Qui si producono ogni anno 313mila ettolitri di vino, il 35% dei quali destinati all'esportazione principalmente in Germania e negli Stati Uniti. I vitigni sono per il 60% a bacca bianca (Müller-Thurgau, Gewüzertraminer, Lagrein, Cabernet Sauvignon e Pinot bianco), di rossi c'è lo Schiava ( che occupa ben la metà della superficie vinicola regionale, il Silvaner, il Merlot, il Moscato rosa, il Pinot nero e la Malvasia.

Infine lo speck Alto Adige Igp, una specialità altoatesina strettamente legata alla sua regione di appartenenza punto di incontro tra la cultura mediterranea e quella mitteleuropea. Il clima particolare del versante alpino meridionale, le tecniche di produzione tradizionali e il lungo periodo di stagionatura in cui lo speck è esposto all'aria pura delle valli montane conferiscono a questo prodotto un aroma unico. Viene utilizzato in mille modi nella cucina locale: nei cannelloni, negli spiedini, nelle tartare, nei gnocchi. Esiste quello del nord, affumicato e quello del sud stagionato. Nel 1976 fu emanata una legge regionale volta a tutelare l'origine geografica del prodotto a seguito di un uso illecito del suo nome all'estero.

Con i marchi Igp e Doc la Commissione europea, attraverso il 'Progetto”, aiuta il consumatore a orientarsi meglio nella scelta dei prodotti. Proprio in un'epoca dominata dai cibi pronti e da merci prodotte in massa, gli alimenti tipici regionali come la mela e lo speck Igp unitamente ai vini Doc dell'Alto Adige assumono un valore particolare di garanzia e di origine.

Al termine della presentazione sono state proposte anche deliziose ricette con i prodotti Igp e Doc dell'Alto Adige ideate dallo chef Stefan Unterkircher del ristorante 'Castel Ringberg” di Caldaro e testimonial del programma.


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