Galan d'accordo per abolire Buonitalia: «Alla promozione penserà il Ministero»
Sembra proprio che il destino dell’ente, che tanto ha già fatto discutere sotto il dicastero Zaia, sia segnato. Per Galan si tratta di un ente “inutile”. Il ministro dell'Agricoltura ha sottolineato che mantenere un ente come Buonitalia significa sprecare il 12% degli investimenti del Ministero
Giancarlo Galan (nella foto), ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, chiarisce la sua posizione in merito alla chiusura della società Buonitalia, all'80% di proprietà del Ministero. «La proposta di chiudere Buonitalia, avanzata anche dall'on. Viviana Beccalossi e da me pienamente condivisa, deriva dalla necessità di evitare duplicazioni di funzioni. Presso il Ministero ci sono già una direzione generale e due divisioni che si occupano di promozione e valorizzazione anche all'estero dei prodotti agroalimentari italiani, e che possono organizzare iniziative di grande prestigio, raggiungendo ugualmente risultati eccellenti».
«L'ipotesi di chiudere questa società è innanzitutto conseguente a quanto si sta decidendo da parte del nostro Governo in materia economica e finanziaria, ma è anche frutto di una riflessione approfondita sull'attuale struttura del Ministero e sui numerosi cosiddetti Enti vigilati. Buonitalia ha conosciuto negli ultimi anni un bilancio complessivo di circa 90 milioni di euro e la sua chiusura comporterebbe tra l'altro un risparmio annuo di almeno un milione e mezzo di euro, a tanto infatti ammontano le sole spese generali. Si tratta di risorse che sicuramente potranno essere utilizzate al meglio proprio allo scopo di valorizzare il Made in Italy, e ciò puntando sulle consolidate professionalità già presenti nel nostro Ministero».
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