Lombardia, i debiti soffocano le aziende. Raddoppiate le operazioni di salvataggio
Il numero delle aziende agricole che hanno chiuso i battenti nel primo trimestre 2010 è pari 1.272 (mentre in tutto il 2009 hanno chiuso 2.905 aziende). Le richieste di aiuto ad Agrifidi Coldiretti sono state più consistenti a Cremona, con 490mila euro in media per azienda, seguita da Milano e Lodi
La crisi stringe la gola alle aziende agricole. Secondo l'ultimo report di Agrifidi Lombardia, il sistema Coldiretti di garanzia dei finanziamenti alle imprese, sono raddoppiate le richieste per 'coprire” ristrutturazioni dei debiti, carenza di liquidità a breve e alcune operazioni di investimento in immobili e macchinari. Si è passati dai 32 milioni del 2008 ai 69 milioni del 2009 e nel primo trimestre del 2010 si sta registrando un boom di richieste per un totale a oggi di 35 milioni di euro (la metà del 2009 e più del bilancio di due anni fa).«La situazione è oggettivamente pesante - spiega Franco Gatti, presidente Agrifidi Lombardia - anche perché i prezzi all'origine dei prodotti, quelli quindi riconosciuti agli agricoltori, sono ancora troppo bassi per compensare i costi di gestione delle aziende e molte hanno il fiatone anche sul breve termine, oltre che sul lungo periodo». Il numero delle aziende agricole che hanno chiuso i battenti nel primo trimestre 2010 è pari 1.272 (mentre in tutto il 2009 hanno chiuso 2.905 aziende).
Secondo la rilevazione di Agrifidi Lombardia, oltre al 44% di richieste di mutui da ristrutturare (allungando scadenze, rinegoziando tassi, modalità di pagamento e accorpamenti con altri debiti) c'è un altro 9% di coperture per spese vive di gestione, praticamente si sta prosciugando anche la liquidità che serve alle imprese agricole per l'attività di ogni giorno.
«Nonostante questo però - spiega Pierangelo Guerini, responsabile lombardo di Agrifidi-CreditAgri Coldiretti - la percentuale di incagli, quindi di pratiche in sofferenza è sostanzialmente stabile. Questo significa che gli agricoltori si tirano il collo, stringono la cinghia, ma onorano i debiti. Anche se spesso le banche non tengono conto di questo comportamento virtuoso che registra il comparto».
Anzi, negli istituti di credito si registra, da parte di Coldiretti, una generale contrazione dei finanziamenti sia a breve che a lungo termine, con una situazione a macchia di leopardo che non riguarda solo le grandi banche, ma in alcuni casi anche i sistemi più territoriali.«Molto spesso - spiega Guerini - quello che fa la differenza non è tanto il radicamento locale della banca, ma l'insieme dei rapporti che si riesce a instaurare».
A livello lombardo, le richieste di aiuto ad Agrifidi Coldiretti sono state più consistenti a Cremona (490mila euro in media per azienda), seguita poi da Milano e Lodi (230mila euro), Como (190mila euro), Brescia (180mila euro), Mantova (140mila euro), Sondrio (100mila) e Pavia (90mila).
«Il nostro settore - conclude Eugenio Torchio, direttore regionale di Coldiretti - sta attraversando, come altri, un difficile momento e il 2009 è stato uno degli anni più duri che abbiamo mai vissuto. Con il sistema Agrifidi-CreditAgri cerchiamo di intervenire ogni volta che è possibile per non lasciare sole le aziende e assisterle in ogni operazione, dallo studio e applicazione dei business plan fino ai rapporti, non sempre facili, con le banche».

