Viaggio nelle bellezze della Sardegna. Caccia al tesoro per scoprire Cagliari
Per far crescere la cultura dell'accoglienza fornendo inediti spunti, la provincia di Cagliari ha messo a punto un originale proposta dal nome significativo: “Scopri, vedi, senti e gusta”. Un progetto provinciale per la promozione di itinerari dell'enogastronomia e dell'artigianato tipico
CAGLIARI - Come promuovere un territorio bellissimo, come quello di Cagliari, primo approdo aeroportuale e navale per la Sardegna ma considerato solo di passaggio a vantaggio di blasonate località balneari? Eppure è un'area vasta e incontaminata, dalla fascia costiera ai boschi di querce, sugheri, lentischi e corbezzoli, regno di cervi e mufloni, nonché ricca di nuraghi e di siti archeologici punici e romani. Per far crescere la cultura dell'accoglienza fornendo inediti spunti per un prodotto turistico competitivo, la provincia di Cagliari ha messo a punto un originale proposta dal nome significativo 'Scopri, vedi, senti e gusta”, realizzata nell'ambito del piano marketing del Sistema turistico locale Karalis.
La scoperta del territorio - questa la novità - diventa attiva ed esperienziale per il visitatore che viene coinvolto in una sorta di caccia al tesoro a premi. Dotato di mappe cartacee e multimediali potrà raccogliere indizi, scattare foto, rispondere a quesiti su ciò che ha visto o gustato, accumulare un punteggio e vincere premi.
Un navigatore satellitare e una macchina fotografica digitale verranno consegnati ad ogni team in partenza. Per sistematizzare i percorsi alternativi al turismo balneare sono state definite tre direttrici che da Cagliari vanno verso la costa est (Villasimius) verso quella ovest (Chia) e nel cuore della Sardegna (la Barbagia di Seulo).
Lungo ogni itinerario sono previste tappe intermedie presso aziende di produzione, trasformazione e distribuzione di prodotti enogastronomici, nei punti di ristorazione e nei laboratori di artigianato artistico e tradizionale che hanno finora aderito al progetto.
Per gli organizzatori è questa la chiave giusta per conoscere luoghi e persone: il visitatore potrà partecipare a esperienze produttive, vedere come dall'argilla nasce un'anfora e come l'incudine e il fuoco piegano il ferro, assistere alla tosatura delle pecore, seguire il magico processo che trasforma il latte in ricotte e pecorini e vedere come una corteccia di sughero diventa un oggetto di design. Con guide esperte potrà calarsi nei misteri della civiltà nuragica, alloggiare in case private - il concetto di albergo diffuso è nato qui- imparando dalla padrona di casa a impastare la semola e a fare malloreddus, fregula e maccaronis e pani della festa frastagliati come merletti.
Partner del progetto, finanziato nell'ambito delle risorse del Sistema turistico locale Karalis, sono l'Api Sarda, la Cciaa, la Confartigianato ,il consorzio turistico Costa Sud, quello dei Laghi, quello della Costiera Sulcitana e il Sardegna Convention Bureau.
Tante le proposte più interessanti già operative: le visite alla modernissima azienda agricola Villa d'Orri dei Marchesi Manca di Villahermosa a Sarroch, che fa ortaggi, olio extravergine, alleva pecore e produce energia con un impianto a biomassa, al caseificio di Marco Aresu, dinamico imprenditore poco più che ventenne che raccoglie ogni giorno latte ovino e caprino di 200 piccoli allevatori trasformandolo in squisiti formaggi, alla fabbrica di torroncini Tiu Boele, gli stessi prodotti già nel Seicento col miele e con le mandorle locali, alla distilleria del mirto di Sa Bresca Dorada, alla Casa del Grano, azienda leader di paste artigianali, al laboratorio del ceramista Luigi Nioi di Assemini, quasi 70 anni a impastare argilla e alla cooperativa ortofrutticola modello Terra e Sole di Pula.
Dovunque sorprende il rispetto e la memoria di un passato agricolo e pastorale. Utensili e oggetti d'altri tempi sono mostrati con orgoglio in tanti mini musei della civiltà contadina allestiti in case private o nelle aziende. Straordinari i pezzi della raccolta di Francesco Locci, titolare dell'antico Frantoio del Notaio di Dolianova. Selezionatissime le strutture destinate alla ristorazione e all'accoglienza. Alla Sa Festa a Maracalagonis, tipica casa campidanese trasformata in ristorante gli spiedi cuociono porcetti e salsicce mentre danze in costume e canti regalano autentiche emozioni. Un'altra esperienza da non perdere è pernottare ad Onu Axiu, antica casa padronale di Orroli, località famosa per il lago dell'Alto Flumendosa e per il Nurago di Arrubiu che ha tante torri come un castello medievale. L'edificio dal vasto cortile conserva la memoria di intere generazioni della Famiglia Vargiu. Antonia, 80 primavere d'energia, non delega a nessuno la direzione della casa e dei fornelli. Insegna a ricamare e a fare paste e pani della festa e non è mai stanca di raccontare la vita di una volta.
Queste sono solo alcune proposte, tanto lontane dalle sirene della mondanità balneare della Costa Smeralda. L'animo dei sardi è rivolto alla montagna piuttosto che al mare ed è soprattutto alla scoperta delle zone interne della Sardegna che punta la formula Karalis che ha tutte le premesse per essere estesa con successo alle altre province.

