Il futuro in rosa della ristorazione Una "rete" per le donne in carriera
L'iniziativa, finanziata dal ministero del Lavoro nell'ambito della Legge 125/91, ha messo in collegamento le titolari di imprese di ristorazione consentendo loro di ricevere formazione a distanza e assistenza alla soluzione delle problematiche individuali, e di creare anche gruppi di acquisto
MILANO - Coniugare una carriera professionale brillante nel settore della ristorazione con una vita familiare altrettanto felice e appagante si può. è quanto è emerso dal convegno 'Il futuro rosa dell'impresa in rete”, promosso dalla Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi, che si è tenuto al Palazzo dei Giureconsulti di Milano con la partecipazione, tra gli altri, del presidente Lino Stoppani, di Sergio Mustica project leader del Laboratorio delle idee, Patrizia Ghiaroni della Commissione pari opportunità Ebnt (Ente bilaterale nazionale del turismo) Eleonora Pisicchio direttore Forte (Fondo paritetico interprofessionale del terziario) e Maria Lucia Galdieri (Presidente Terziario Donna Confcommercio).Il progetto 'Fipe Rosa - Formazione innovativa pubblici esercizi verso l'eccellenza” nasce dall'idea di creare una rete di imprenditrici impegnate professionalmente nella ristorazione, di individuare percorsi di innovazione e supporto nella convinzione di poter rafforzare il ruolo della donna imprenditrice coniugando, al tempo stesso, gli aspetti dell'attività professionale con quelli della vita privata.
Per la Fipe, infatti, è importante testimoniare che è possibile per le donne riuscire a declinare esigenze e bisogni sia come imprenditrici sia come persone. Il progetto, che si colloca nelle azioni finanziate dal ministero del Lavoro nell'ambito della legge 125/91, tende a rafforzare nelle imprenditrici coinvolte la consapevolezza di essere portatrici di una cultura imprenditoriale rinnovata, fondata sul marketing strategico e sulla fidelizzazione del cliente.
Il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli - intervenuto per un saluto - si è dichiarato favorevole al progetto considerandolo «importante per promuovere e rafforzare lo scambio di esperienze tra imprenditrici» con l'auspicio che le stesse possano diventare nella logica di mercato una forte identità.
Le imprese gestite da donne - ha sottolineato - nella sola Lombardia rappresentano il 17,7%. E a livello nazionale il settore dei pubblici esercizi non è da meno: su 10 bar quattro sono gestiti da donne, una percentuale che si ritrova anche nei ristoranti (3,6 donne ogni 10 gestori uomini).
Le esperienze positive registrate dalle partecipanti al gruppo di lavoro sono state illustrate nel corso del convegno da alcune imprenditrici le quali hanno 'testimoniato” di come siano riuscite a selezionare meglio il personale, a migliorare l'offerta gastronomica selezionandola in maniera più adatta al tipo di clientela, a organizzare gruppi di acquisto.
Uno degli strumenti importanti per la riuscita del progetto-pilota è stata la piattaforma 'Melius”, una rete di collegamento informatica in grado di creare un percorso personalizzato di crescita individuale e professionale.
Il convegno è stato anche l'occasione per creare tramite la rete Internet una 'web community” con cui rafforzare lo scambio di esperienze e promuovere una rete di cooperazione.

