Galan: è crisi anche in agricoltura Serve un piano nazionale di intervento
Nella sua audizione davanti alle Commissioni agricoltura di Camera e Senato il Ministro Galan ha parlato dello stato attuale dell'agricoltura: «Oggi dobbiamo affrontare una crisi che il settore agricolo non ha mai conosciuto prima, perché essa colpisce tutte le produzioni e tutte le Regioni»
Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan (nella foto), nella sua audizione davanti le Commissioni agricoltura di Camera e Senato ha parlato della crisi dell'agricoltura, intervenendo anche sugli Ogm.
«L'agricoltura nazionale non è rimasta esente dagli effetti della crisi che, peraltro, si è riverberata su un settore contrassegnato da debolezze strutturali tipiche in una fase ulteriormente complicata dalla contrazione del sostegno comunitario, ridottosi negli ultimi anni sia per l'allargamento dell'Unione europea sia per scelte di politica economica complessiva attuate dall'Ue. Oggi dobbiamo affrontare una crisi che il settore agricolo non ha mai conosciuto prima, perché essa colpisce tutte le produzioni e tutte le Regioni».
«Nonostante ciò, il settore evidenzia - ha aggiunto - ampie aree di capacità competitiva anche a livello mondiale: la crisi lo ha colpito senza tuttavia annientarne gli elementi di forza che pure lo caratterizzano. Ed è proprio su questi elementi di forza che si fonderà l'azione programmatica del Ministero nel corso della legislatura. Un piano di interventi che mira a ridare vigore al settore affrontando i fattori di crisi ma che, allo stesso tempo, delinei un quadro organico di interventi per rilanciare e promuovere la competitività dell'agroalimentare italiano che è un sistema unico al mondo».
Il settore primario - ha spiegato il Ministro «soffre da tempo di una spinta frammentarietà. Il 73% delle aziende ha una superficie utilizzata inferiore ai 5 ettari. La dimensione media è di 7,6 ettari di superficie agraria utile (Sau) Nell'ultimo quinquennio, si è avuta una forte contrazione delle aziende agricole (-14,5% nel complesso), che ha riguardato soprattutto le aziende piccolissime e, quindi, ha inciso molto poco sulla dimensione media Osservando i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni ciò che emerge è che l'erosione delle aziende e, corrispondentemente, dei capi azienda, abbia interessato in larga misura i già poco numerosi giovani. La numerosità dei capi azienda con meno di 35 anni si è ridotta di ben il 36%. Vi è quindi un problema di ricambio generazionale».
Da alcuni anni, ha proseguito Galan, «salvo situazioni estremamente congiunturali, si assiste a un calo costante dei redditi agricoli, a causa del notevole differenziale di crescita tra i prezzi dei prodotti ed i costi di produzione. Il 2009, peraltro, è stato caratterizzato da una forte contrazione della redditività degli agricoltori dovuta ad una flessione dei prezzi alla produzione del 12% e ad una riduzione meno marcata dei costi dei mezzi produttivi, in calo solo del 2%».
Nel corso dell'audizione il ministro è anche ritornato sul tema degli Ogm: «è un mio pensiero di sempre, ad una convinzione che mi appartiene: quella di sostenere in ogni caso e comunque la necessità della ricerca». L
«Non si tratta però di una scelta alla Ponzio Pilato, una scelta - ha aggiunto - tanto per non essere costretti a dover schierarsi con il fondamentalismo organico oppure con gli apostoli della biotecnologia. Anch'io, come molti altri, credo che il futuro della produzione alimentare si trovi sicuramente nel mezzo, uno spazio di mezzo rappresentato da un terreno che solo così può essere vasto e fertile.D'altra parte, è vero che la tradizione vince, ma vince a patto che la si innovi».
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