"Terra Ionica - Unica", nuovo marchio per le eccellenze del Tarantino
Il nuovo marchio va ad arricchire quelle Puglie che - per 800 km di costa - dal Tavoliere della Daunia fino al tacco d’Italia che è il Salento rappresentano uno scrigno di tesori, tutti da scoprire. Presentate, inoltre, a Vinitaly le prime bottiglie della nuova Doc Colline Ioniche Tarantine
Un percorso, moderno, lungo quasi un anno. E una via, millenaria, che ha portato all'affermazione di una ben precisa identità che fa, o meglio, farà la differenza. Sono queste le premesse culturali che diventano basi per un decollo economico, sulle quali poggia il marchio comunitario 'Terra Ionica - Unica”.Lo ha voluto la Provincia di Taranto che lo ha chiesto e ottenuto a ottobre 2009 dall'ufficio per l'Armonizzazione del mercato interno di Alicante (Spagna). La Provincia ha presentato il nuovo marchio al Vinitaly alla presenza del presidente Gianni Florido e del commissario della Camera di commercio di Taranto, Roberto Falcone. Chiare le linee strategiche che ha illustrato l'assessore provinciale all'Agricoltura e alle Attività Produttive, Luigi Albisinni.
Con un volume di affari annuo di 400 milioni di euro legati all'agricoltura, numerosissimi prodotti tipici riconosciuti e la ventiseiesima Doc di Puglia 'Colline Ioniche Tarantine” che è stata riconosciuta proprio nel tarantino meno di due anni fa ed è ora pronta per la degustazione, la Provincia di Taranto ha individuato fra i settori trainanti proprio enogastronomia, turismo, artigianato.
'Terra Ionica - Unica” è il nuovo marchio che va ad arricchire quelle Puglie che - per 800 km di costa - dal Tavoliere della Daunia fino al tacco d'Italia che è il Salento rappresentano uno scrigno di tesori, tutti da scoprire.
Vino e gastronomia di eccellenza sono fra i motori trainanti di 'Terra Ionica - Unica” Fortissima l'attenzione di esperti e della stampa di settore verso questo vino che, fra le varie tipologie, annovera anche il Primitivo: si è rivelato, a sorpresa per molti, davvero diverso da quello di Gioia del Colle e di Manduria.
La prima produzione, infatti, ha evidenziato all'olfatto una specifica caratteristica agrumata che riflette quel territorio fra mare e collina della Murgia ionica dove si produce la Clementina del Golfo di Taranto Igp. Il vino, senza territorio e senza le bontà tipiche che questo esprime, diventa come una bottiglia vuota. Ed è per questo che, in tale marchio, i dieci punti individuati sono: il polo museale, il parco delle dune, il parco delle gravine, la Valle d'Itria dei trulli (il 70% ricade nel territorio di Taranto), la civiltà rupestre, la risorsa mare, l'enogastronomia, l'artigianato (come le ceramiche di Grottaglie e le maioliche di Laterza), i centri storici, il consorzio delle Cento Masserie.
Tutte queste caratteristiche hanno portato la Puglia - ed il tarantino patria del Primitivo vuole il suo spazio - ad essere la prima regione del Sud fra le mete prescelte per l'enoturismo (7,3%), seconda solo a territori storicamente blasonati come Toscana, Piemonte, Veneto.
COLLINE IONICHE, ECCO LA NUOVA DOC DI PUGLIA
C'è una zona della Puglia vinicola che non aveva nessuna Doc, malgrado la vocazione a produrre qualità. E' la parte occidentale della provincia di Taranto dove nel 2008 è arrivata la nuova Doc Colline Ioniche Tarantine, di cui le prime eccellenti bottiglie sono state stappate al Vinitaly 2010, ed anche premiate al Concorso enologico internazionale.
Il filo conduttore è quello di un arco collinare suggestivo che degrada verso il Golfo di Taranto, ed è caratterizzato da un ambiente ricco di biodiversità, il cui territorio a seguito del fenomeno del carsismo ha prodotto delle fenditure nel terreno.
Le ricerche e gli approfondimenti effettuati per sostenere, con documenti alla mano, la richiesta della Doc hanno rispolverato numerosissime testimonianze storiche che attestano la presenza di una viticoltura da vino affermata nei Comuni di riferimento sin da epoche molto remote. Ricordiamo che in età greca la chora tarentina, giusto per fare qualche esempio, era nota per la produzione del vino, e famosi erano i suoi vini in età romana. Nel territorio di Massafra, nel fondo Pettiano (che ancor oggi conserva il nome, nelle forme di Pezzano e Puzzano, tra le masserie di Ziculiddo e di Priviticchio) si produceva vino addirittura nel II secolo d.C.
Alla base del progetto che ha portato alla nuova Doc vi è uno studio di zonizzazione commissionato negli anni ‘90 dalla Provincia e realizzato dal prof. Antonio Calò, direttore Dell'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano Veneto. Dallo studio emerge la particolare vocazione dei territori a dare un vino di qualità, dal momento che il denominatore comune di queste aree, lo dice la denominazione stessa, è proprio l'esposizione collinare, questa unita alle caratteristiche dei terreni e alle escursioni termiche che ne conseguono conferisce al vino caratteristiche di pregio.

Lo stesso Antonio Calò ha presieduto la Commissione delegata per la Regione Puglia dal Comitato nazionale per la tutela delle Denominazioni di origine, le cui istanze sono stata portate avanti dal comitato promotore che ha avuto sede nella Cantina Dolce Morso di San Basilio (Mottola - Taranto) il cui Primitivo Megalè al Vinitaly 2010 ha ricevuto la Gran Menzione.
Ad essere ricompresi nel disciplinare gli interi territori della provincia di Taranto appartenenti ai Comuni di Laterza, Mottola, Crispiano, Martina Franca e parte dei territori della provincia di Taranto appartenenti ai Comuni di Castellaneta, Ginosa, Palagianello, Massafra, Statte, Grottaglie.
Il marchio Colline Joniche Tarantine Doc prevede le seguenti: tipologie bianco (almeno il 50% Chardonnay), rosso (almeno il 50% Cabernet Souvignon), rosato, novello, primitivo (secco, dolce naturale e liquoroso) e spumante (anche di Verdeca).
E' da notare la marcata presenza dei vitigni internazionali ma questo è un dato di fatto anche in altre regioni, ai produttori la maestria di qualificare il proprio prodotto anche con altre uve nei limiti delle percentuali consentite e con personali pratiche di cantina.

