Giorgio Calabrese suggerisce di promuovere nelle scuole il paniere delle buone specialità alimentari, il patrimonio agricolo di cui dovremmo essere consci e orgogliosi. Si tratta di una lodevole proposta e in attesa che gli studenti (quegli stessi che sembrano arrivino all'Università con scarsa conoscenza dell'italiano) apprendano, sollecitino le famiglie o diventino grandi per decidere in autonomia come nutrirsi, suggerisco, oltre alla presenza nelle scuole, di intervenire su attività che coinvolgono la pubblicità e l'informazione.

La stampa d'attualità e quella specializzata, le radio e internet possono svolgere un'opera intensa e continuata d'informazione sia per l'alimentazione sia per il turismo, beni e servizi d'interessa nazionale, emergenze nel senso positivo del termine. I giornali, le radio, i siti richiedono finanziamenti pubblicitari che ora sono carenti. Al contrario sentivo le tariffe enormi per il festival di Sanremo e non riuscivo neppure a comprendere l'entità. I giornali, le radio, i siti pur avendo un pubblico meno numeroso della tv, hanno maggiori possibilità informative, garantiscono riflessioni e continuità. Il cibo è anche cultura, non si acquista d'impulso come un cellulare. Credo che si potrebbe indire una conferenza annuale o un coordinamento permanente fra questi mezzi per garantire alle piccole e grandi aziende informazione costante, chiedendo finanziamenti pubblicitari consistenti.

Questo mi porta alla seconda proposta. Il mondo dell'arte, cultura e musica coinvolge un pubblico ampio, consapevole e attivo. Mostre, concerti, festival: tutte iniziative di grande valore che sono il luogo più adatto per far conoscere promuovere concretamente anche i buoni alimenti, dico buoni.

Per esempio, in alcune città a Capodanno si sono tenuti concerti con cena di gala, fra tutti segnalo il teatro Massimo di Palermo. Un successo di pubblico e di notorietà. Purtroppo nessuno ha parlato dei cibi, tanto meno delle marche. A Lissone, Milano, Bergamo e a luglio a Lugano, si è inaugurato il Grande Gioco, mostra dedicata ai movimenti artistici e al design del Novecento, forme e colori che molti conoscono e che coinvolgono oggetti quotidiani. Per il 2011 è annunciata una grande mostra dedicata all'arte povera. Infine ricordo il bravo oste Luca Sarais, Enoteca Isola di via Paolo Sarpi a Milano che ogni martedì alle 17 legge una poesia e riconosce un'ombra de vin a chi indovina il poeta.

Devo dire che nel mondo dei ristorantini, bistro, vinerie l'arte si trova sempre più spesso, con la musica e la poesia. Perché le riviste non ne parlano e le aziende non ne approfittano? Continuiamo a pubblicizzare la sagra del maiale e della fettunta, bicchieri di plastica, vino sfuso e cibi dozzinali. Propongo che le riviste, almeno quelle specializzate, si consorzino per pubblicare un calendario comune di queste iniziative; un piano media comprensivo di pubblicità e sponsorizzazione avrebbe buone possibilità di successo.