ANCONA - I Carabinieri del Nas di Ancona, nell'ambito di un'ampia strategia connessa alla verifica della sicurezza alimentare dei prodotti d'importazione, hanno denunciato all'autorità giudiziaria un cittadino di origini cinesi, titolare di un deposito all'ingrosso di alimenti etnici in provincia di Ancona, ritenuto responsabile di detenzione e vendita di prodotti in cattivo stato di conservazione.

I militari hanno posto sotto sequestro l'intera struttura dislocata su 500 mq di superficie e le derrate ivi stoccate, costituite da oltre 5 tonnellate di conserve vegetali (riso, farina di soia, funghi, rape, sughi, infusi alle erbe) e da 1,5 tonnellate di prodotti ittici e carne di suino.

Gli alimenti, destinati alla fornitura a esercizi commerciali locali, quali ristoranti e negozi, sono stati sottratti dal commercio in quanto versavano in precarie condizioni igieniche, erano invasi da parassiti e detenuti in locali e apparecchiature frigorifere privi degli essenziali requisiti sanitari.

L'operazione dei Nas è particolarmente importante poiché un italiano su tre (33%) consuma cibi etnici almeno qualche volta durante l'anno. è quanto afferma la Coldiretti nell'esprimere apprezzamento per l'operazione dei carabinieri Nas di Ancona che hanno sequestrato circa 7 tonnellate di cibi etnici irregolari e denunciato all'autorità giudiziaria un cittadino di origini cinesi, titolare di un deposito all'ingrosso di alimenti etnici

I prodotti etnici in vendita nei supermercati hanno avuto il maggior tasso di crescita tra le diverse tipologie di consumo (cibi pronti, salutistici, di base, ecc.) con un aumento record del 71% dal 2003 al 2009, sulla base delle elaborazioni Ref su dati Iri-Infoscan relative al primo semestre. In crescita sono anche i pubblici esercizi come dimostra il fatto che dal 2000 ad oggi sono praticamente raddoppiati i ristoranti etnici passando dalle 2.511 unità agli oltre 4mila del 2009.

La crescita esponenziale delle attività ma anche la diffusione dei reati confermano l'importanza dell'attività di controllo effettuata dalle forze dell'ordine a tutela dei consumatori anche immigrati che apprezzano questo cibo. Occorre peraltro intervenire in modo strutturale con l'obbligo di indicare la provenienza del cibo in etichetta per consentire la rintracciabilità della produzione in vendita e favorire acquisti consapevoli da parte dei consumatori.