Assemblea Fedagri, il presidente Gardini dice no allo scontro con la Gdo
Il presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini all’assemblea elettiva ha sottolineato i punti salienti e gli obiettivi dell'oranizzazione: no allo scontro con la Gdo ma trasparenza sulle operazioni di mercato e attenzione all’origine e più attenzione della politica verso gli agricoltori
ROMA - «Se il mondo della produzione e la grande distribuzione continuano a non dialogare non andremo da nessuna parte. Occorre aprire un terreno di confronto e trovare un accordo su alcuni punti fondamentali: ne va della competitività delle nostre produzioni sui mercati nazionali ed esteri». Lo ha detto il presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini (nella foto) nel corso della sua relazione all'Assemblea elettiva della organizzazione svoltasi nel pomeriggio del 23 marzo 2010 a Roma.«Intendo lanciare oggi alle altre organizzazioni agricole la proposta di giungere entro l'estate alla stipula di un accordo con le principali catene della Grande distribuzione italiana. I contenuti dell'accordo proposti da Fedagri sono: una maggioranza trasparenza sulle operazioni di mercato e di sottocosto; il rispetto dei costi di produzione, specie in particolari crisi di mercato; una maggiore attenzione all'origine e agli sforzi che le organizzazioni di produttori hanno fatto per garantire il controllo di processo e il rispetto della normativa - non ultimo l'applicazione di criteri di reciprocità per le produzioni agricole importate».
Fedagri-Confcooperative è l'organizzazione leader della cooperazione agricola ed agroalimentare italiana in termini di fatturato, cooperative aderenti, produttori associati e occupati. Al 31 dicembre 2009 aderiscono a Fedagri 3.532 cooperative che associano 465mila produttori e che generano un fatturato complessivo di 25,2 miliardi di euro.il presidente di Fedagri-Confcooperative, alla presenza del ministro del Lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi, del sottosegretario alle Politiche agricole Antonio Buonfiglio e del presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro ha poi sottolineato che «la politica e il paese devono conoscere lo stato di reale disagio dei produttori e dell'agricoltura, poiché c'è il rischio di compromettere la sicurezza alimentare e la coesione sociale. I consumatori che acquistano i prodotti alimentari non sanno nulla di quanto realmente arrivi nelle tasche dei produttori e ignorano la situazione di difficoltà in cui versano migliaia di imprenditori agricoli che non sono più in grado di programmare presente e futuro delle proprie aziende e delle proprie attività».
«Se l'opinione pubblica non è al corrente di quanto sia in sofferenza il comparto agricolo - ha proseguito Gardini - è perché non esiste una vera informazione che porti alla luce i problemi reali degli agricoltori, ma si privilegia piuttosto una gestione estemporanea di taluni momenti di comunicazione, per lo più focalizzati in maniera dogmatica su alcuni messaggi quali il valore del made in Italy o l'etichettatura d'origine».
Se l'opinione pubblica non conosce la verità del settore agricolo, parte della responsabilità è anche delle organizzazioni professionali, che secondo Gardini, «non sanno rendersi interpreti come un tempo delle reali esigenze degli agricoltori. C'è tanta disaffezione tra i soci e il rischio che la maggior parte di essi possa convincersi che le organizzazioni professionali lavorino per autosostenersi».
Durante l''assemblea è stato letto il messaggio inviato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, fatto pervenire tramite Donato Marra, segretario generale della Presidenza della Repubblica: «L'assemblea nazionale della Confcooperative-Fedagri costituisce un'importante occasione di riflessione e di confronto sullo stato del sistema cooperativo del comparto agroalimentare e sulle prospettive di questo settore essenziale del tessuto produttivo e sociale. In un mercato fortemente concorrenziale e nell'attuale difficile congiuntura economica, gli operatori del settore, con le riconosciute, peculiari capacità imprenditoriali e di innovazione, dovranno tendere a razionalizzare i processi di produzione e distribuzione per rispondere, nel rispetto della normativa a tutela del lavoro e dell'ambiente, alle dinamiche di una domanda sempre più attenta alla genuinità e qualità del prodotto».
La cooperazione agroalimentare
Secondo l'ultimo rapporto dell'Osservatorio della cooperazione agricola istituito presso il Mipaaf, tutta le cooperazione agricola (circa 5.800 cooperative) produce 33 miliardi di euro di fatturato che è il frutto del lavoro di circa 830mila produttori associati.
Nell'insieme la cooperazione controlla il 35% della produzione lorda vendibile (Plv) agricola nazionale e oltre il 24% del fatturato del settore alimentare. Fatturato e addetti in crescita: 25 nuovi Consorzi e 110 fusioni negli ultimi sei anni.
Settore | Coop | Base sociale | Addetti | Fatturato |
Agricolo e servizi | 1.371 | 228.900 | 13.100 | € 7.180,00 |
Zootecnico | 356 | 12.900 | 17.387 | € 6.335,00 |
Ortoflorofrutticolo | 599 | 58.000 | 19.500 | € 4.600,00 |
Lattiero-caseario | 641 | 21.700 | 6.600 | € 4.600,00 |
Vitivinicolo | 425 | 141.000 | 5.700 | € 2.400,00 |
Forestazione e multifunzione | 140 | 2.500 | 1.540 | € 100,00 |
Totale | 3.532 | 465.000 | 63.827 | € 25.215,00 |
Fedagri-Confcooperative esprime una rappresentanza in crescita e di grande rilievo economico e sociale: dal 2003 al 2009 si è registrata una flessione dell'8,2% delle cooperative aderenti dovuta al fatto che, nello stesso periodo, si è avviato un profondo processo aggregativo con la costituzione di 25 nuovi Consorzi di II grado e la realizzazione di 110 fusioni societarie. Inoltre le concentrazioni si sono spesso accompagnate all'acquisizione di quote di partecipazione in società di capitali.
Nello stesso arco di tempo, il fatturato complessivo è aumentato di circa il 28% passando da 19,6 a 25,2 miliardi di euro, a riprova che il sistema Fedagri nel suo insieme è diventato più competitivo: la contrazione del 7,9% della base sociale negli ultimi 6 anni non è generalizzata, ma riferita soprattutto ad alcuni settori produttivi in particolare crisi: tabacchicolo, bieticolo-saccarifero, oleario e, in parte, zootecnico.
La realtà associativa è caratterizzata da una forte e radicata diffusione territoriale (le cooperative Fedagri sono presenti in tutte le aree del Paese anche se, sul piano della rilevanza economica, le regioni del nord manifestano un maggior peso), da una longevità anagrafica (oltre la metà delle cooperative aderenti supera i 30 anni) e da un accentuato dinamismo (negli ultimi sei anni ci sono state oltre 800 nuove adesioni e una su tre cooperative ha meno di dieci anni di vita).
I livelli occupazionali sono passati da 62.376 del 2003 a 63.817 del 2009 (+ 2,3%), con incrementi più marcati nelle cooperative agroalimentari, specie di maggiore ampiezza, rispetto a quelle agricole.
In questo quadro è importante sottolineare il fenomeno dell'aumento delle dimensioni medie delle cooperative: le micro tendono a ridursi notevolmente a vantaggio delle grandi. Oggi le prime 100 cooperative per volumi di ricavi aderenti a Fedagri superano tutte i 30 milioni di euro di fatturato.
Settore | Coop | Base sociale | Addetti | Fatturato |
Agricolo e servizi | 1.371 | 228.900 | 13.100 | € 7.180,00 |
Zootecnico | 356 | 12.900 | 17.387 | € 6.335,00 |
Ortoflorofrutticolo | 599 | 58.000 | 19.500 | € 4.600,00 |
Lattiero-caseario | 641 | 21.700 | 6.600 | € 4.600,00 |
Vitivinicolo | 425 | 141.000 | 5.700 | € 2.400,00 |
Forestazione e multifunzione | 140 | 2.500 | 1.540 | € 100,00 |
Totale | 3.532 | 465.000 | 63.827 | € 25.215,00 |

