Con il Decreto legislativo del 12/03/2010 sulle denominazioni di origine dei vini nascono gli spumanti 'storici”. E i formaggi? Quelli veramente storici? I formaggi no, perché all'industria non interessa e non piace l'idea di distinguere dentro le Denominazioni d'origine (Do). Il Consiglio dei ministri del 12 marzo scorso ha dato dunque il via libero definitivo al decreto legislativo che riforma la legge 164/92 in tema di denominazioni d'origine.

Nell'ambito delle Do la denominazione 'classico” si potrà utilizzare per i vini non spumanti della zona di origine più antica, ai quali può essere attribuita una regolamentazione autonoma; 'storico” si potrà utilizzare per i vini spumanti della zona di origine più antica ai quali può essere attribuita una regolamentazione autonoma; 'riserva” è solo per i vini sottoposti a un periodo di invecchiamento, compreso l'eventuale affinamento, non inferiore a 2 anni per i vini rossi, un anno per i vini bianchi e gli spumanti ottenuti con metodo Charmat e 3 anni per i vini spumanti con fermentazione naturale.

A quando qualcosa di simile per i formaggi? Il primo spumante italiano (copiato dallo Champagne) lo produsse Gancia nel 1865, mentre il Bitto è documentato da almeno 5 secoli e non è copiato da nessuno. Ora gli spumanti della zona d'origine più antica (spesso siamo nel XX secolo) diventano storici. Una vera beffa per il Bitto storico, che è alle prese con le sanzioni per aver 'usurpato” la Dop e con una normativa che secondo la burocrazia non ammette altre denominazioni.


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