Acqua troppo cara in Italia Ancora problemi per i risicoltori
Il costo dell’acqua si aggiunge agli altri problemi che stanno piegando il settore: Karnak venduto come Carnaroli, Volano etichettato Arborio; il prezzo della materia prima che scende, mentre quello al consumo sale; incontri pagati con soldi pubblici per affrontare problemi ormai scontati

Doveva essere un momento di riflessione quello proposto dall'Ente Risi in collaborazione con le Camere di commercio di Alessandria, Biella, Novara e Pavia su un problema fondamentale per tutti: la gestione delle risorse idriche. Due tavoli di confronto, uno con le richieste della filiera, rappresentata da Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Airi (Associazione italiana per la ricerca industriale) e uno che vedeva i rappresentanti dei Consorzi irrigui, Consorzio della Baraggia, Est Sesia, Est Ticino Villoresi e Ovest Sesia.
Una carrellata di interventi che, a detta degli organizzatori, doveva servire per specificare punti di forza e di debolezza del settore da discutere, dopo le elezioni, in un convegno pubblico con la partecipazione delle forze politiche. Peccato che tutte le volte che cambiano i rappresentanti politici si debba iniziare da capo con la loro alfabetizzazione sulle vere necessità del settore.
Quello che è emerso è che l'acqua costa troppo. Rispetto ad altri paesi europei, la nostra acqua è troppo cara. Ma i veri problemi della nostra risicoltura sono ben altri. Innanzi tutto la mancanza di una strategia, soprattutto perché ci avviciniamo alla scadenza della Politica agricola comunitaria prevista per il 2013. Se oggi dobbiamo auspicarci che i vari attori della filiera operino in sinergia, allora torniamo alla preistoria. Strategia di filiera include anche gli argomenti di attualità, che volutamente non sono stati trattati.
Il costo dell'acqua è un fattore importante della voce costi di una impresa risicola, anche se non incide per tutti allo stesso modo. Ma di certo non sarà la causa dell'aumento del prezzo del riso. Il prezzo del riso al consumo è aumentato dal 2009 di quasi il 2% contro una diminuzione del 29,7% del costo della materia prima.Da una nota della Coldiretti si legge che da marzo 2002 a oggi, a fronte di un aumento del prezzo medio del risone del 17,2%, i costi di lavorazione sono aumentati, nello stesso arco temporale, del 47,8%. Oggi, dal risone al riso lavorato, il prezzo aumenta del 118,2%.
Quante cose il nostro consumatore non sa: Karnak venduto come Carnaroli, Volano etichettato Arborio; il prezzo della materia prima scende con quello al consumo che sale; incontri pagati con soldi pubblici per affrontare problemi ormai scontati. è proprio auspicabile un risveglio del settore agricolo affinché si appropri del suo ruolo economico, sociale e culturale in un contesto specialistico.
è sempre più importante definire strategie e ruoli dei vari enti a tutela del comparto al fine di ottimizzare sinergie e risultati a vantaggio di tutti, consumatori compresi, evitando inutili sprechi e sovrapposizioni.
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