Vendevano cibi scaduti. Tre denunce nel Bergamasco
Rimettevano in vendita prodotti alimentari scaduti dopo aver cancellato o rinnovato l'etichetta. L'accusa è stata mossa dai carabinieri del nucleo antisofisticazioni di Brescia e dai militari di Treviglio nei confronti di padre e due figli che gestiscono un punto vendita di Lurano (Bg)
BERGAMO - I Nas di Brescia e i militari di Treviglio (Bg) hanno sequestrato in un negozio all'ingrosso di Lurano (Bg) 4 tonnellate di prodotti scaduti che erano già stati ritirati dai banchi dei supermercati, ma che poi, invece di essere avviati all'effettivo smaltimento, sono stati riacquistati dai titolari per essere immessi nuovamente sul mercato.Il blitz dei militari è scattato nei giorni scorsi: durante i controli nel negozio e del magazzino, che si trova sul retro, i carabinieri hanno trovato quattro quintali di salami, formaggi e affettati che lì non avrebbero dovuto essere tenuti, ma che invece avrebbero dovuto essere smaltiti. Il padre e i due figli sono stati denunciati a piede libero per frode in commercio e per altri reati, sempre legati alla cattiva conservazione dei cibi.
E ora Federconsumatori chiede sanzioni più severe per chi attenta alla sicurezza dei cittadini mettendo in commercio cibi scadutio. In questo caso sono diverse le responsabilità che andranno sanzionate, non solo con pene pecuniarie. Queste ultime, infatti, come dimostrato dal proliferare di eventi di questo tipo, non rappresentano più un adeguato deterrente. «è per questo motivo - dice Rosario Trefiletti, Federconsumatori - che sosteniamo la necessità di un inasprimento delle sanzioni, che non prevedano solo il ritiro delle autorizzazioni, ma anche la detenzione per coloro che attentano alla sicurezza dei cittadini». Inoltre, al fine di tutelare la salute dei consumatori è necessario intensificare l'azione di vigilanza e controllo nel delicatissimo settore della sicurezza alimentare.

