Zucchero, Zaia se ne lava le mani Insoddisfatti i bieticoltori italiani
Niente soldi allo zucchero e i bieticoltori di tutta Italia, dopo aver tanto atteso i finanziamenti dovuti, alzano la voce. È scontro aperto tra il ministro delle Politiche agricole Zaia e il Consorzio nazionale bieticoltori: «Inopportuno il temporeggiare del Ministro alla vigilia delle semine»
è scontro aperto tra il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia e gli industriali del settore bieticolo saccarifero. Niente soldi allo zucchero italiano e dal Consorzio nazionale bieticoltori (Cnb), dopo aver tanto atteso i finanziamenti dovuti, alzano la voce «Il ministro Zaia continua a ripetere di essere impegnato per il comparto bieticolo saccarifero, ma fino a oggi niente di concreto: l'unica cosa certa è un'ennesimo rinvio». Non usa mezzi termini il presidente del Consorzio nazionale Bieticoltori, Alessandro Mincone, che ribadisce l'urgenza di stanziare gli 86 milioni di euro dovuti per le annualità 2009 e 2010 al comparto bieticolo-saccarifero italiano.
«Confidavamo che la riunione del 18 febbraio 2010 fosse quella decisiva, anche per la presenza del ministro - aggiunge il presidente Mincone - ma abbiamo ascoltato la solita litania ministeriale fatta di verifiche, incontri e approfondimenti in corso, con l'obiettivo di reperire le risorse necessarie nell'ambito del decreto legge sulla competitività in via di predisposizione».
Un ulteriore rinvio dunque, ben lontano dalle risposte concrete e urgenti che invece attendono i bieticoltori e gli zuccherifici italiani già duramente penalizzati dalla riforma del settore del 2005, riforma che il Cnb sin da allora giudicò devastante e dalla quale oggi il ministro prende le distanze, dimenticando che a suo tempo (novembre 2005) fu lo stesso Governo oggi in carica a sostenere ed a condividere la nuova riforma.
«Al ministro Zaia, aspirante governatore del Veneto - conclude Mincone -, vorrei ribadire che questo inopportuno temporeggiare alla vigilia delle semine delle bietole, sta mettendo seriamente a rischio il futuro delle ultime quattro fabbriche rimaste nel nostro Paese, compreso lo zuccherificio di Pontelongo operante proprio nella Regione Veneto».

