Radicchio di Treviso e ville venete per rilanciare il turismo invernale
Un importante convegno organizzato dal Comune di Preganziol ha messo a punto un piano per il rilancio del turismo invernale nel Trevigiano, attraverso un’opera di promozione delle ville venete e della cucina del territorio, caratterizzata dal Radicchio rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco
PREGANZIOL (TV) - L'idea è di quelle brillanti, poiché si propone di valorizzare due preziosi patrimoni del Comune di Preganziol (Tv) e di tutta l'area nella quale si produce il celebre Radicchio rosso di Treviso tardivo. E per dar corso concreto a questa idea il Comune di Preganziol, con il patrocinio della Regione Veneto e la Provincia di Treviso ha organizzato lo scorso 9 gennaio nella sala delle conferenze di villa Marcello Zon - una delle 18 ville venete esistenti nel Comune - un interessante e affollato convegno sul tema 'Radicchio rosso di Treviso: prodotto gastronomico e prodotto turistico”. Al convegno, moderato da Tiziano Spigariol, fondatore e presidente dell'associazione 'Ea Congrega del Tabaro”, hanno portato il proprio saluto il sindaco di Preganziol Sergio Martin, il presidente dell'amministrazione provinciale di Treviso Leonardo Muraro e il vice presidente e assessore regionale all'Agricoltura e al Turismo Franco Manzato.

Il rappresentante dell'Istituto ragionale ville venete ha sottolineato il valore culturale e artistico delle ville, la disponibilità dei proprietari ad aprirle al turismo internazionale, facendo conoscere un patrimonio unico al mondo. E ci sono ville realizzate da grandissime firme, come Andrea Palladio e Francesco Maria Preti, ville studiate nelle università del mondo per il loro straordinario valore architettonico, per la stupenda armonia col paesaggio e, spesso, per gli affreschi e le altre opere d'arte che contengono. è seguito l'intervento del gastronomo Giampiero Rorato, che ha ricordato come la cucina del radicchio rosso di Treviso rappresenti un unicum che caratterizza l'area di produzione e l'intera provincia di Treviso. Un sapiente impiego del radicchio, sia crudo che cotto, nella confezione dei piatti, ha affermato, regala alla cucina sapori unici e caratteristici, tanto amati dai buongustai, per cui realizzare una seria cucina che esalti il radicchio rosso di Treviso significa offrire al turismo che ama la Marca Trevigiana un richiamo in più, capace di attrarre anche d'inverno quei turisti che amano, assieme all'arte e a Venezia, anche la buona tavola. E in questo settore, ha concluso, le potenzialità sono tante e le possibilità non ancora sfruttate al meglio.
Sul turismo e sul valore non ancora pienamente compreso rappresentato dalle ville venete è intervenuto con una magistrale lezione Romano Toppan, docente dell'Università di Verona, uno dei massimi esperti italiani delle problematiche rappresentate dal movimento turistico. Quello che serve, ha detto, è innanzitutto la comprensione del tema turistico, nei suoi tanti risvolti, la comprensione di ciò che rappresentano per le comunità locali e per il turismo colto internazionale le ville venete e ciò che la tavola può offrire al turismo sia interno che internazionale. Fare sintesi di questi valori è presupposto al lancio di progetti capaci di creare anche d'inverno, in provincia di Treviso, alle porte di Venezia, un movimento capace di arricchire le attività di ospitalità, quindi gli alberghi e quelle di ristorazione, con indubbio beneficio per l'economia del territorio.
Sul valore dell'Indicazione geografica protetta (Igp) si è soffermato il presidente di Treviso Mercati, Roberto Loschi, sottolineando come l'Igp rappresenti un importante valore aggiunto per il radicchio rosso di Treviso, per cui i produttori hanno l'assoluta convenienza di inserirsi nella fascia Igp attraverso l'apposito Consorzio. E proprio sul Consorzio del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco è intervenuto il suo presidente, Paolo Manzan, offrendo ai convenuti una serie di dati che dimostrano la possibilità di ulteriormente valorizzare il prodotto proprio attraverso il Consorzio. Sul valore turistico del radicchio rosso di Treviso Igp si è infine soffermato Igino Zugno, presidente della Strada del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco.
Le conclusioni del Convegno sono state fatte da Marco Prosdocimo, assessore provinciale all'Agricoltura, che si è vivamente complimentato per l'alto livello degli interventi, per il contributo che hanno offerto a una migliore comprensione del rapporto 'radicchio rosso-ville venete-turismo” in provincia di Treviso e per la grande partecipazione di pubblici amministratori e produttori, segno che sulla strada indicata dal titolo del Convegno conviene proseguire, al servizio dell'agricoltura di qualità, del turismo e dell'economia trevigiana.

Il rappresentante dell'Istituto ragionale ville venete ha sottolineato il valore culturale e artistico delle ville, la disponibilità dei proprietari ad aprirle al turismo internazionale, facendo conoscere un patrimonio unico al mondo. E ci sono ville realizzate da grandissime firme, come Andrea Palladio e Francesco Maria Preti, ville studiate nelle università del mondo per il loro straordinario valore architettonico, per la stupenda armonia col paesaggio e, spesso, per gli affreschi e le altre opere d'arte che contengono. è seguito l'intervento del gastronomo Giampiero Rorato, che ha ricordato come la cucina del radicchio rosso di Treviso rappresenti un unicum che caratterizza l'area di produzione e l'intera provincia di Treviso. Un sapiente impiego del radicchio, sia crudo che cotto, nella confezione dei piatti, ha affermato, regala alla cucina sapori unici e caratteristici, tanto amati dai buongustai, per cui realizzare una seria cucina che esalti il radicchio rosso di Treviso significa offrire al turismo che ama la Marca Trevigiana un richiamo in più, capace di attrarre anche d'inverno quei turisti che amano, assieme all'arte e a Venezia, anche la buona tavola. E in questo settore, ha concluso, le potenzialità sono tante e le possibilità non ancora sfruttate al meglio.
Sul turismo e sul valore non ancora pienamente compreso rappresentato dalle ville venete è intervenuto con una magistrale lezione Romano Toppan, docente dell'Università di Verona, uno dei massimi esperti italiani delle problematiche rappresentate dal movimento turistico. Quello che serve, ha detto, è innanzitutto la comprensione del tema turistico, nei suoi tanti risvolti, la comprensione di ciò che rappresentano per le comunità locali e per il turismo colto internazionale le ville venete e ciò che la tavola può offrire al turismo sia interno che internazionale. Fare sintesi di questi valori è presupposto al lancio di progetti capaci di creare anche d'inverno, in provincia di Treviso, alle porte di Venezia, un movimento capace di arricchire le attività di ospitalità, quindi gli alberghi e quelle di ristorazione, con indubbio beneficio per l'economia del territorio.Sul valore dell'Indicazione geografica protetta (Igp) si è soffermato il presidente di Treviso Mercati, Roberto Loschi, sottolineando come l'Igp rappresenti un importante valore aggiunto per il radicchio rosso di Treviso, per cui i produttori hanno l'assoluta convenienza di inserirsi nella fascia Igp attraverso l'apposito Consorzio. E proprio sul Consorzio del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco è intervenuto il suo presidente, Paolo Manzan, offrendo ai convenuti una serie di dati che dimostrano la possibilità di ulteriormente valorizzare il prodotto proprio attraverso il Consorzio. Sul valore turistico del radicchio rosso di Treviso Igp si è infine soffermato Igino Zugno, presidente della Strada del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco.
Le conclusioni del Convegno sono state fatte da Marco Prosdocimo, assessore provinciale all'Agricoltura, che si è vivamente complimentato per l'alto livello degli interventi, per il contributo che hanno offerto a una migliore comprensione del rapporto 'radicchio rosso-ville venete-turismo” in provincia di Treviso e per la grande partecipazione di pubblici amministratori e produttori, segno che sulla strada indicata dal titolo del Convegno conviene proseguire, al servizio dell'agricoltura di qualità, del turismo e dell'economia trevigiana.

