Il paesaggio urbano delle grandi città è sempre considerato un 'work in progress” di cambiamenti architettonici ma anche commerciali. Eraclito diceva 'tutto scorre”; a questa regola non sfuggono nemmeno i ristoranti, i bar, le discoteche e, con loro, i proprietari. In questo scorrere del nostro tempo le grandi città, dai centri storici alle periferie, sono ormai costellate dal fenomeno cartellonistico dalle più disparate e disperate forme del menu fisso.

Si è venuta così a creare una vera e propria fenomenologia creativa del menu fisso, al fine di accalappiare i passanti e rubare i clienti ad altri colleghi-ristoratori e convincere i poveri dipendenti delle aziende e degli uffici limitrofi a entrare. La fenomenologia per Husserl è 'ritorno alle cose stesse” attraverso la conoscenza dei fenomeni, e dunque di descrivere il fenomeno 'così come esso si dà” per coglierne la pura forma, l'essenza e l'idea.

Può essere difficile capire la fenomenologia del menu fisso; di conseguenza per aiutare i nostri lettori allegheremo di volta in volta fotografie esplicative di questa nuova moda. Il menu fisso è una categoria della filosofia della ristorazione presente solamente in Italia, in altri stati diventa: piatto del giorno, dello chef, business lunch ecc..

Cominciamo ora a esaminare il menu d'artista: come potete vedere (nella foto sopra) il ristoratore creativo ha usato una cornice posticcia di polistirolo stile Van Gogh dove veramente la realtà ha superato la fantasia, lo stesso artista (nella foto sotto a destra) ha completato la sua opera passando al secondo soggetto dal titolo sicuramente appropriato 'volemose bene che poco ce costa”, dove a causa del faticoso lavoro del ristoratore non è riuscito neppure a trovare le forze per raddrizzare il cartello da lui scritto. Il costo fisso è di 10 € ma di fronte a tanta creatività artistica non ce la sentiamo di entrare (o entriamo per premiarlo?).

Altro esempio di menu fisso (nella foto a sinistra) che abbiamo scoperto in giro per le città è quello chiamato Italo-regional-etnico con nome dell'artista chef. Dalla foto potete sicuramente fidarvi della bontà della cucina pugliese rielaborata in chiave 10 € da Rocco, un nome una garanzia. La cosa che colpisce di più in questo menu è che non avrebbe avuto alcun effetto sul cliente se il nome fosse stato Sergio o Dario.

Il nostro viaggio intorno alla fenomenologia della ristorazione continuerà arricchito di nuovi fenomeni e nuove foto. Hasta el menu siempre. E lanciamo un invito anche a tutti i nostri lettori: inviateci una mail all'indirizzo redazione@italiaatavola.net con le foto delle vostre avventure e disavventure nell'Italia del menu a prezzo fisso.