Eccezionale, nevica a Roma... Come trovare da mangiare bene
Diaro (serio) di una giornata straordinaria nella capitale dove è difficile riuscire a mangiare bene in centro e non certo per colpa della neve. Alla sera molti locali assaltati di giorni da turisti sono vuoti perchè i romani disertano questi locali senza attenzione al cibo
Il 12 febbraio nevica, dopo 25 anni; alle 9 l'Esedra sembra Cervinia. Visito una vecchia scuola alberghiera di Trastevere, sono molto ospitali e si respira l'atmosfera educativa di un tempo andato. A mezzogiorno si sbocconcella un po' di pane ma il pomeriggio di lavoro incombe; il sole mi induce a una breve passeggiata.
Intervisto il cuoco di un ristorante lì vicino, mi sembra molto preparato e condividiamo molte opinioni. Insiste perché assaggi qualche piatto; non è mia abitudine, non ne sento la necessità, ma una vocina interna mi dice di accettare. Il piatto è indecente, ben preparato, ma cibi cattivi. Con un po' di diplomazia me ne vado. Mi hanno segnalato una buona pizzeria nei dintorni di Largo Argentina, non mi fido ma ho un certo languore. Arriva, l'aspetto è dubbio, temo che la pasta non sia lievitata, ne assaggio un boccone, pago e me ne vado. Credevo che per l'effetto lievitazione in pancia bisognasse mangiarne una certa quantità, ma scopro che la lievitazione è iniziata comunque solo con un pezzetto in bocca (sono i miei enzimi a lavorare) e avverto una sete non normale, le fauci roventi. Da piazza Venezia a via Nazionale incomincio a diffidare anche dei bar (oh, siamo sotto al Quirinale), fa un freddo cane e ti servono bibite sottozero. Arrivo in via del Boschetto ma l'ottimo Valentino è naturalmente pieno, idem Vino al Vino in via dei Serpenti e Cavour 313.
Almeno sono tutti gentili e sinceramente rammaricati, ma qui finisce la buona ospitalità nella zona e siamo in vista dei Fori Imperiali e del Colosseo uno dei più famosi monumenti del mondo. Infatti l'incredibile è che in questo tratto di strada di 200 metri esistano decine e decine di bar, ristoranti, trattorie, pizzerie, gelaterie, kebab, ristocinesi, ma alla sera sono vuoti e deserti, come lo stadio di San Siro al lunedì pomeriggio. Giustamente il pubblico non viene per evitare l'avvelenamento; questi qui campano sulla sosta di mezzogiorno e sui turisti sprovveduti. Oltre tutto vengono molti dubbi sulle provenienze di queste licenze- A questo punto, erano le 22, ho sognato davvero un McDonald's.. Vi basta?
Per oggi termino qui, ma mi rifarò domattina con l'inimitabile focaccia del Forno di Campo de Fiori di Dino Bartocci (a sinistra nella foto) e Fabrizio Roscioli, marchigiani autentici.

