Siamo entrati nel 2010 e la crisi continua, lo sapevamo. Ci vorrà ancora tempo per tornare all'economia allegra (ma tornerà mai?) di una volta. La crisi fa muovere le idee, moltiplica le iniziative per stare sul mercato. è quello che fanno molti ristoratori, non subendo la crisi ma cercando di aggirarla. Uno dei modi per fidelizzare i clienti e agganciarne di nuovi - ci dicono gli stessi ristoratori - è la soluzione del 'menu degustazione”, messo ben in evidenza all'inizio della 'Carta”.

Un menu preciso cui corrisponde un prezzo preciso, con o senza i vini. In tempi incerti, quando il cliente raramente fa un pasto completo per non arrivare a un conto troppo alto, ecco che, limando sui vari piatti, il 'menu degustazione” a 30, 35, 40, 50 euro (dipende dal 'tono” del ristorante e dalle materie prime impiegate) funziona come un calmiere nella mente del consumatore. Non un solo 'menu degustazione”, ma più d'uno: quello di pesce, quello a base di funghi, quello di cacciagione, quello di carne e altri ancora. Tutti con il loro bell'elenco di pietanze e il costo complessivo. Pare che psicologicamente il messaggio arrivi a destinazione: il prezzo è certo e anche promozionale, per cui il cliente si avvicina con maggiore fiducia.

Altra iniziativa - che a Natale ha avuto la sua positiva controprova - è quella del 'take away”: vendere al cliente i piatti pronti che ognuno si porta a casa per il consumo in famiglia. Una soluzione che può essere interessante in ogni circostanza durante l'anno. O ancora: il mini-catering. Se un cliente ospita a casa una decina di commensali, ecco che il ristoratore va a cucinare, usa le attrezzature della casa e ne aggiunge altre, procura le materie prime. Tutte soluzioni che possono aggirare la crisi e aumentare il fatturato.


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