CONEGLIANO (TV) - Stavano per essere messe in commercio sul mercato inglese 14.400 bottiglie di Rosecco. Forse i produttori speravano di piazzarle giocando sull'assonanza dei nomi e sui colori delle etichette per trarre in inganno i consumatori. La frode è stata smascherata da funzionari dell'Ispettorato per il controllo della qualità agroalimentare, sede di Conegliano. Sono state sequestrate oltre 14.000 bottiglie di vino denominato 'Rosecco – vino spumante Brut - Rosé”. Il vino era stato prodotto e imbottigliato da una ditta del trevigiano.

«La smisurata fantasia degli agropirati - ha dichiarato il ministro Luca Zaia - stava per colpire uno degli importanti motori dell'industria vinicola della penisola: il Prosecco. Giocando sull'assonanza dei nomi e sui colori delle etichette per trarre in inganno i consumatori, questa volta stavano per finire sulle tavole inglesi 14.400 bottiglie di Rosecco. Questo è un tentativo maldestro di infangare i nostri marchi all'estero. Infatti le bottiglie erano in partenza per la Gran Bretagna e nell'etichetta era riportato con caratteri molti evidenti il termine 'Rosecco”, che richiama in modo palese la denominazione d'origine Prosecco».

Categorico il vicepresidente della Giunta veneta Franco Manzato «La concorrenza è il sale dell'economia, l'inganno ne è la rovina. Chi con eccessi di furbizia cerca di approfittare del lavoro altrui deve cambiare mestiere. Di più sto verificando la possibilità di una costituzione di parte civile in appoggio ai produttori, mentre non escludo che ci siano anche estremi di danno erariale, visto l'impegno che sistema produttivo e mano pubblica stanno compiendo, in questa delicata fase, per far sapere ai consumatori di tutto il mondo le novità che dalla vendemmia 2009 hanno aperto la strada alla Docg Conegliano Valdobbiadene e Asolo e alla Doc Prosecco, eliminando la produzione Igt».

«Non è la prima volta, purtroppo, che all'interno dello stesso mondo del vino si verificano vicende di questo genere – ha concluso il vicepresidente della Giunta veneta – che danneggiano tutti i produttori e l'immagine che il nostro vino si è faticosamente ma meritoriamente guadagnato nella considerazione mondiale. Il sequestro del prodotto è il minimo: sarebbe veramente opportuno che a questa gente venisse impedito di continuare ad operare nel settore».