Dalla terra la ripresa dell'Abruzzo 6mila imprese trainano la rinascita
Dopo il terremoto l’economia dell'Abruzzo riparte con 6mila punti vendita dei prodotti tipici aperti in frantoi, cantine, stalle, aziende agricole e mercati dove è possibile acquistare direttamente dagli agricoltori. Tra i prodotti più venduti dalle aziende agricole abruzzesi ortofrutta e olio
Dopo il terremoto l'economia dell'Abruzzo riparte con 6mila punti vendita dei prodotti tipici regionali aperti in frantoi, cantine, stalle, aziende agricole e mercati dove è possibile acquistare prodotti direttamente dagli agricoltori e di origine abruzzese garantita. Lo ha annunciato la Coldiretti in occasione dell'iniziativa che ha visto agricoltori e pastori abruzzesi ospitati nel mercato coperto di Campagna Amica al Circo Massimo, a Roma, grazie a una iniziativa di solidarietà promossa dagli agricoltori della Coldiretti del Lazio che hanno lasciato il proprio posto all'interno del mercato, per l'intero weekend, ai loro colleghi dell'Abruzzo. Una possibilità unica di far conoscere ed apprezzare le specialità locali (dallo zafferano alle patate e agli ortaggi del Fucino, dall'extravergine Dop ai salumi). Il terremoto, oltre a distruggere stalle e aziende, con danni complessivi stimati in 100 milioni di euro tra imprese agricole, strutture e infrastrutture rurali, ha compromesso gli sbocchi commerciali in una regione dove l'agroalimentare vale il 15% del PIL ed è fondamentale per la ripresa dell'economia e lo sviluppo locale.Ai circa 6mila punti di vendita diretta, che coinvolgono le aziende agricole e gli agriturismi, si sono aggiunti grazie al progetto della Coldiretti per 'una filiera agricola tutta italiana” i mercati degli agricoltori di Campagna Amica, che portano nei centri delle piccole e grandi città prodotti sani, freschi, stagionali, senza organismi geneticamente modificati (Ogm) e al giusto prezzo. Sei sono stati già attivati a Chieti, Vasto, Giulianova, Pratola Peligna, Scurcola Marsicana e Casoli, e altri due ne verranno aperti a breve a Pescara e un terzo a Sulmona coinvolgendo in totale quasi cento produttori agricoli.
Tra i prodotti più venduti direttamente dalle aziende agricole abruzzesi ci sono ortofrutta e olio d'oliva, davanti a formaggi, confetture e vino, ma il 54% delle aziende abruzzesi pratica la vendita diretta nei suoi locali, mentre una su quattro ha aperto un vero e proprio negozio aziendale e il 7% degli agricoltori fa anche consegne a domicilio, secondo il rapporto Coldiretti-Agri2000. Il patrimonio agroalimentare regionale può contare del resto su 7 prodotti tutelati a livello europeo (Dop/Igp), tra i quali ottimi oli di oliva a denominazione di origine (Dop Aprutino Pescarese, Colline Teatine o Pretuziano delle Colline Teramane), il rinomato Zafferano dell'Aquila Dop, che trova la massima espressione nel caratteristico Altipiano di Navelli e la carota dell'Altopiano del Fucino Igp. Ma ci sono anche i vini a denominazione di origine controllata come il Montepulciano d'Abruzzo e Trebbiano d'Abruzzo e il Controguerra Docg. Sono inoltre numerose le specialità regionali come il ricco il patrimonio di formaggi, tra i quali spiccano il pecorino d'Abruzzo, il caciofiore aquilano e l'incanestrato di Castel del Monte, o come la mortadella di Campotosto. Ma non mancano anche prodotti orticoli di elevata qualità come le lenticchie di Santo Stefano o l'aglio rosso di Sulmona, fino al cece di Navelli. Sono 79 i prodotti agroalimentari tradizionali censiti nell'albo delle specialità.
L'agricoltura è dunque un settore economico importante per l'Abruzzo con un tessuto produttivo composto da oltre 60mila aziende e una produzione lorda vendibile di un miliardo e 345 milioni di euro. «La vendita diretta è una opportunità per risollevare l'economia abruzzese dopo i danni del sisma, a beneficio delle imprese agricole e dei consumatori che possono così garantirsi acquisti sicuri e di qualità al giusto prezzo - afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini - è anche una occasione far conoscere e divulgare i veri sapori della tradizione abruzzese per poterli riconoscere in tutte le altre forme di vendita senza cadere nell'inganno del falso Made in Italy. Si tratta di un tassello importante del nostro progetto per una filiera agricola tutta italiana che con il coinvolgimento dei mercati di Campagna Amica, Consorzi Agrari, cooperative, agriturismi e imprese, punta a far arrivare sul mercato prodotti al cento per cento italiani direttamente dagli imprenditori agricoli».
Con la consegna delle case riparte anche l'attività economica e torna in tavola il made in Abruzzo. La gustosa polenta di farro, gli arrosticini di pecora, il formaggio cotto, le pizze fritte e tanti assaggi per far conoscere l'intero paniere di prodotti agroalimentari abruzzesi sono stati offerti dai pastori e dagli agricoltori dell'Abruzzo alle migliaia di visitatori che hanno visitato le aziende agricole abruzzesi ospitate dalle colleghe laziali al mercato al coperto di Campagna Amica della Coldiretti al Circo Massimo a Roma fino a domenica. Una iniziativa che ha suscitato l'interesse e la curiosità dei consumatori abituali che, insieme alle tipiche produzioni romane, nel mercato degli agricoltori hanno avuto la possibilità di portare a tavola le specialità abruzzesi. Sono andati letteralmente a ruba i formaggi come il pecorino d'Abruzzo, il caciofiore aquilano e l'incanestrato di Castel del Monte, i prodotti orticoli di elevata qualità come le lenticchie di Santo Stefano, l'aglio rosso di Sulmona e la carota dell'Altopiano del Fucino Igp fino agli oli di oliva a denominazione di origine (Dop Aprutino Pescarese, Colline Teatine o Pretuziano delle Colline Teramane) e i vini doc (Montepulciano d'Abruzzo e Trebbiano d'Abruzzo) offerti dalle sedici imprese che hanno venduto i prodotti e le specialità agroalimentari di una terra profondamente colpita dal sisma del 6 aprile, ma pronta a risollevarsi partendo proprio dalla simbolica conquista della capitale.
«Una giornata che ha il senso di una rinascita, non solo simbolica per le 60mila imprese agricole abruzzesi - ha sottolineato il direttore della Coldiretti Abruzzo Michele Errico - l'economia abruzzese, fortemente provata dal terremoto, si sente pronta a ripartire con entusiasmo e volontà e l'agricoltura si candida ad essere il volano di questa nuova fase. Sarà difficile, ma da parte delle aziende c'è un forte desiderio di riscatto. L'iniziativa di oggi lo dimostra e conferma la bontà del progetto della Coldiretti per una filiera tutta agricola e tutta italiana». Comprare abruzzese è un modo importante per esprimere solidarietà concreta alle popolazioni colpite dal sisma e contribuire al rilancio dell'economia locale, ma il mercato è stato anche una opportunità per far conoscere ed apprezzare le tradizioni abruzzesi anche con la degustazione di ricette tradizionali preparate in loco recuperando l'umile menu degli antichi pastori dell'Appennino che si cibavano con delicati formaggi di capra, polenta e minestre di legumi. E per l'occasione, anche un omaggio alla solidarietà: l'azienda agricola Sergio Del Casale di Vasto ha presentato una edizione limitata di Montepulciano d'Abruzzo, dedicata a tutti coloro che contribuiscono alla rinascita dell'Abruzzo in seguito al terremoto del 6 aprile.
Nel corso della giornata è stato anche fatto il punto sulla situazione delle aziende agricole e sulla apertura dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica in Abruzzo, attualmente presenti nei Comuni di Chieti, Vasto, Giulianova, Pratola Peligna, Scurcola Marsicana e Casoli.
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