Capitoni e anguille in tavola. Tante le proposte di Lesina
Lesina, nel Foggiano, è sinonimo di paranze, nasse, arpioni, pali di castagno: gli strumenti della pesca, un'attività in passato molto florida, collegata anche alla costruzione di natanti adatti per i bassi fondali del lago. Da qui, i varchi verso l'Adriatico sono due: Acquarotta e Schiapparo
LESINA (FG) - Lesina, nel Parco nazionale del Gargano, in provincia di Foggia, è famosa per capitoni (le femmine) e anguille, presidio di Slow Food, pescati in laguna. Il Comune e in particolare l'assessorato al Turismo e l'associazione 'I custodi degli antichi sapori” hanno organizzato 'Lagoloso”, manifestazione che, secondo l'assessore Gianni Capuzziello, servirà per ben promuovere il paese che sino al 12 dicembre accoglierà per quattro weekend chi apprezza la cucina di laguna e i paesaggi garganici.
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I dieci ristoranti di Lesina e dell'omonima Marina serviranno tutte uno stesso menu a base di sapori di mare dagli antipasti ai primi e ai secondi piatti (frutti di mare, bottarghe di cefalo, carpacci di muggine con agrumi del Gargano, granchi in umido, molluschi, crostacei, anguille e capitoni) tutto secondo la locale tradizione con i 'sapori di un tempo, le emozioni di sempre”, anche se con piacevoli invenzioni degli chef.
Una delle preparazioni più richieste è quella di una ricetta di minestra a base di patate, zucchine, cipolla, peperoni, peperoncino, sedano, cicorie selvatiche, pomodori. è un piatto tipico della tradizione natalizia di molti paesi del Foggiano. Assai apprezzati anguille e capitoni secondo le preparazioni più classiche: allo spiedo con l'alloro, alla brace, in umido.
Ecco una ricetta con i 'lampasciune” (Muscari comosum), tuberi comuni nella cucina pugliese: preparare anguille di media grandezza, privarle della testa, sventrarle e tagliarle in tranci e farle bollire per pochi minuti. Adagiarle in una teglia aggiungendo i 'lampasciune” già cotti, due spicchi d'aglio, un ciuffetto di prezzemolo, alcune foglie d'alloro, un pizzico di peperoncino, sale quanto basta, un cucchiaio di olio, uno o due bicchieri d'acqua e infornare a 150°C per 50 minuti.
Ecco la ricetta di una minestra da proporre magari per la Vigilia di Natale: 1 kg di anguille, 500 g di cicorielle selvatiche, 1 melanzana, 1 zucchina, un mazzetto di salicornia, 1 cipolla, 1 peperone, 2 patate, 5 pomodori, peperoncino, sale. Dopo aver pulito bene le anguille, le si tagliano a pezzi di qualche centimetro e le si cuociono in acqua e sale facendo in modo di eliminare la schiuma che via via si forma. Quando sono pronte, si tolgono dall'acqua che servirà per cuocere le verdure pulite e tagliate a pezzi, aggiustare di sale. Aggiungere, quindi, il peperoncino e i pezzi di anguilla. La minestra va servita calda, con una croce di olio crudo e con crostini di pane raffermo o abbrustolito. Sulle anguille si beve vino rosso.
Lesina
Lesina è paranze, nasse, arpioni, pali di castagno: gli strumenti della pesca, un'attività in passato molto florida, collegata anche alla costruzione di natanti adatti per i bassi fondali del lago. Non più di dieci anni fa le acque del lago erano percorse da barche, in legno a vela quadra. Sul lungolago barche e 'marotte” (sorta di gabbia di legno da sommergere per tenervi le anguille appena pescate) e palificazioni nere di pece e qualche pescatore che, con abilità sorprendente, scuoia anguille dopo averle inchiodate per la coda su un tavolaccio, le dilisca ed eccole pronte per pentole e braci. La laguna di Lesina è estesa su circa 1.083 ettari, il cordone dunale che la separa dal mare è lungo 20 km. I varchi comunicazione con l'Adriatico sono due: Acquarotta e Schiapparo.
A Lesina hanno ricostruito nel museo etnografico, la 'Casa del pescatore” dove sono esposti i più antichi attrezzi da pesca. Da visitare anche la Foce del Fortore, la chiesa medievale di San Clemente, distrutta dai saraceni e poi ricostruita. L'abbazia di Santa Maria di Ripalta che fu dei Cistercensi. Federico II di Svevia (1224-1256), il Puer Apuliae, secondo una tradizione molto radicata, andava a caccia con il falco nella laguna, di Lesina - Foce del Fortore. Allora molto più alta la presenza d'uccelli acquatici migratori e stanziali che ben pascevano tra la rigogliosa vegetazione. Nelle acque poi tra anguille, cefali, spigole, orate e crostacei c'era abbondanza d'ingredienti per preparare quei piatti sopraffini che, sempre secondo leggenda, tanto piacevano a Federico.
Per informazioni:
Comune: tel 0882 990711
Ufficio promozione turistica: tel 0882 992219 / 992481
Centro visite della Lipu per un giro in laguna a bordo di catamarano: tel 0882 992727
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I dieci ristoranti di Lesina e dell'omonima Marina serviranno tutte uno stesso menu a base di sapori di mare dagli antipasti ai primi e ai secondi piatti (frutti di mare, bottarghe di cefalo, carpacci di muggine con agrumi del Gargano, granchi in umido, molluschi, crostacei, anguille e capitoni) tutto secondo la locale tradizione con i 'sapori di un tempo, le emozioni di sempre”, anche se con piacevoli invenzioni degli chef.
Una delle preparazioni più richieste è quella di una ricetta di minestra a base di patate, zucchine, cipolla, peperoni, peperoncino, sedano, cicorie selvatiche, pomodori. è un piatto tipico della tradizione natalizia di molti paesi del Foggiano. Assai apprezzati anguille e capitoni secondo le preparazioni più classiche: allo spiedo con l'alloro, alla brace, in umido.
Ecco una ricetta con i 'lampasciune” (Muscari comosum), tuberi comuni nella cucina pugliese: preparare anguille di media grandezza, privarle della testa, sventrarle e tagliarle in tranci e farle bollire per pochi minuti. Adagiarle in una teglia aggiungendo i 'lampasciune” già cotti, due spicchi d'aglio, un ciuffetto di prezzemolo, alcune foglie d'alloro, un pizzico di peperoncino, sale quanto basta, un cucchiaio di olio, uno o due bicchieri d'acqua e infornare a 150°C per 50 minuti.
Ecco la ricetta di una minestra da proporre magari per la Vigilia di Natale: 1 kg di anguille, 500 g di cicorielle selvatiche, 1 melanzana, 1 zucchina, un mazzetto di salicornia, 1 cipolla, 1 peperone, 2 patate, 5 pomodori, peperoncino, sale. Dopo aver pulito bene le anguille, le si tagliano a pezzi di qualche centimetro e le si cuociono in acqua e sale facendo in modo di eliminare la schiuma che via via si forma. Quando sono pronte, si tolgono dall'acqua che servirà per cuocere le verdure pulite e tagliate a pezzi, aggiustare di sale. Aggiungere, quindi, il peperoncino e i pezzi di anguilla. La minestra va servita calda, con una croce di olio crudo e con crostini di pane raffermo o abbrustolito. Sulle anguille si beve vino rosso.
Lesina
Lesina è paranze, nasse, arpioni, pali di castagno: gli strumenti della pesca, un'attività in passato molto florida, collegata anche alla costruzione di natanti adatti per i bassi fondali del lago. Non più di dieci anni fa le acque del lago erano percorse da barche, in legno a vela quadra. Sul lungolago barche e 'marotte” (sorta di gabbia di legno da sommergere per tenervi le anguille appena pescate) e palificazioni nere di pece e qualche pescatore che, con abilità sorprendente, scuoia anguille dopo averle inchiodate per la coda su un tavolaccio, le dilisca ed eccole pronte per pentole e braci. La laguna di Lesina è estesa su circa 1.083 ettari, il cordone dunale che la separa dal mare è lungo 20 km. I varchi comunicazione con l'Adriatico sono due: Acquarotta e Schiapparo.A Lesina hanno ricostruito nel museo etnografico, la 'Casa del pescatore” dove sono esposti i più antichi attrezzi da pesca. Da visitare anche la Foce del Fortore, la chiesa medievale di San Clemente, distrutta dai saraceni e poi ricostruita. L'abbazia di Santa Maria di Ripalta che fu dei Cistercensi. Federico II di Svevia (1224-1256), il Puer Apuliae, secondo una tradizione molto radicata, andava a caccia con il falco nella laguna, di Lesina - Foce del Fortore. Allora molto più alta la presenza d'uccelli acquatici migratori e stanziali che ben pascevano tra la rigogliosa vegetazione. Nelle acque poi tra anguille, cefali, spigole, orate e crostacei c'era abbondanza d'ingredienti per preparare quei piatti sopraffini che, sempre secondo leggenda, tanto piacevano a Federico.
Per informazioni:
Comune: tel 0882 990711
Ufficio promozione turistica: tel 0882 992219 / 992481
Centro visite della Lipu per un giro in laguna a bordo di catamarano: tel 0882 992727

