Agro Pontino tra arte e sapori. Un viaggio raccontato a Visit Latina
La sesta edizione di Visit Latina ha avuto come obiettivo il patrimonio storico, culturale, naturalistico e gastronomico della vasta provincia di Latina con una strategia di marketing territoriale. Un'edizione particolarmente articolata che ha puntato sui temi importanti del turismo culturale
Valorizzare il patrimonio storico, culturale, naturalistico e gastronomico della vasta provincia di Latina con una strategia di marketing territoriale. è l'obiettivo della sesta edizione di Visit Latina, manifestazione organizzata dalla Confesercenti di Latina in collaborazione con la locale Camera di Commercio, Industria e Artigianato e con l'associazione Agroalimentare in Rosa creata dalla giornalista Tiziana Briguglio per dare risalto al lavoro femminile nelle imprese enogastronomiche di qualità, voce importanti dell'economia laziale.
Un'edizione particolarmente articolata questa del 2010, che ha puntato sui temi del turismo culturale inteso nella sua più vasta accezione con un progetto integrato che vuole mettere a sistema quanto di meglio può offrire la provincia di Latina. Il suo punto di forza è dato dalla varietà dell'intero territorio in cui si incontrano 120 km di costa tirrenica, nove laghi (Caprolace, Fogliano, Fondi, Lungo, Ninfa, Paola, San Puoto, dei Monaci e del Vescovo) e, tra le aree tutelate, il Parco nazionale del Circeo.

Parzialmente collinare verso i Monti Lepini, l'Agro Pontino è in gran parte una fertilissima pianura che grazie al clima temperato produce ortaggi ed agrumi d'eccellenza in tutte le stagioni nonchè ottimi vini. Le ipotesi per una efficace strategia turistica per il territorio sono state al centro di un convegno coordinato da Marco Mariani della Confesercenti svoltosi nello storico Hotel Europa di Latina, recuperato all'accoglienza di livello dopo anni di abbandono. Tra i relatori, Stefano Zappalà, assessore al Turismo e marketing della Regione Lazio, Armando Cusani, presidente della Provincia, Giuseppe Fiacco della Confesercenti, Vincenzo Zottola della locale Camera di commercio e Paolo Graziano dell'Apt.
Per valorizzare al meglio l'esteso territorio pontino tra i due grandi poli di Roma e Napoli - hanno sostenuto gli organizzatori-bisogna predisporre un progetto di marketing che valorizzi l'intera provincia attraverso la definizione di un marchio d'area per tutte le peculiarità attraverso l'organizzazione di eventi, servizi comuni, relazioni tra le istituzioni locali e comunicazione.
L'Agro Pontino ha una storia da raccontare e molto da offrire al nuovo turismo più attento ai beni culturali ma che pretende anche progetti sinergici e sistemici di accoglienza. Una volta terra malsana e paludosa, è stata oggetto di varie bonifiche fin dai tempi dell'unità d'Italia, da quelle papali a quella definitiva e colossale che negli anni Trenta restituì all'agricoltura quasi 4 milioni di ettari. La provincia ha conosciuto meno di altre l'abbandono delle campagne e impegna ancora oggi una percentuale di lavoratori agricoli tra le più alte d'Italia. Tra il 1932 e il 1939 sorse Latina, inizialmente chiamato Littoria, poi furono fondate Pontinia, Sabaudia, Aprilia e Pomezia. Nate come borgate rurali col fine dichiarato della funzionalità nei tempi delle famose battaglie del grano, sono oggi città vive e moderne, ricche di iniziative culturali. I loro edifici istituzionali sono ammirati come esempi di arte razionalista, come a Latina il Palazzo Comunale, il Monumento ai caduti, un monolite altro 17 metri e pesante 300 quintali, il Tribunale, il Palazzo M (come Mussolini), l'Opera Nazionale Balilla e la Questura, quasi tutte opere di Oriolo Frezzotti che firmò il piano regolatore attraverso il quale si organizzò la città, originale sintesi fra lo schema a raggiera e quello ad anelli concentrici.
Importanti esempi di architettura dell'epoca sono anche a Sabaudia la Torre Civica in travertino e mattoni rossi, e il Palazzo Comunale con la famosa «Vittoria Marciante» opera degli scultori Francesco Nagni e Aldo Vecchi. Tra gli itinerari pontini più interessanti il Giardino Botanico di Ninfa, Terracina e il Tempio di Giove Anxur, Sermoneta e il Castello Caetani, Sperlonga, Gaeta e il santuario della Montagna Spaccata, le rovine dell'antica Norma e Cori, le Idrovore di Pontemaggiore con il Centro di documentazione della grande bonifica, il Museo tematico di Piana delle Orme con le ricostruzione delle battaglie di El Alamein, di Cassino e dello sbarco di Anzio con i mezzi bellici dell'epoca, l' Abbazia di Fossanova e - massimo capolavoro in stile romanico cistercense - quella di Valvisciolo, dove i monaci custodiscono nel chiostro un immenso Presepe visibile tutto l'anno. I visitatori possono degustare un vino rosso rubino dai sentori di amarena e cannella, prodotto da secoli, e una storica frittata dagli ingredienti segreti che deliziò il Papa Pio IX in visita.
Per scoprire il fascino della maga Circe e per godere di un panorama mozzafiato sul mare si può salire sul monte Circeo fino alla punta estrema, esplorare le sue grotte e visitare le terme romane. Da vedere anche un altro importante sito archeologico sul lago di Paola: la villa dell'imperatore Diocleziano con la palestra, le cisterne e il maestoso impianto termale ancora ben conservato. Di grande interesse naturalistico il Lago di Fogliano con l'orto botanico e il Museo Ornitologico, le famose dune di Sabaudia e tutte le isole pontine: Ponza, Ventotene, Palmarola e Zannone.
A un'offerta turistica straordinaria si aggiunge un'enogastronomia d'eccellenza, su cui Visit Latina punta molto. Pensiamo alla Salsicia al coriandolo di Monte San Biagio, al prosciutto di Bassiano all'aglio e alle erbe dei monti Lepini, alla bresaola di bufala, alle minuscole lenticchie di Ventotene che la terra vulcanica rende saporitissime, alle cicerchie di Campodimele che si dice regalino longevità, all'extravergine dell'oliva Itrana, al sedano bianco di Sperlonga e alle olive di Gaeta.
Sono tutte eccellenze degne della tavola delle feste, senza dimenticare il pesce pescato in abbondanza in mare e nei laghi. Molto apprezzati il cefalo Calamita del Lago di Fondi, che deve la sua bontà allo scambio tra acque dolci e salate, e le alici del Golfo di Gaeta, ottime marinate e sotto sale. Un ruolo di primo piano nel patrimonio gastronomico pontino è detenuto dai formaggi: a pasta dura e molle, freschi e mediamente stagionati, dolci e piccanti come il Lenolese, il caciocavallo di bufala, il pecorino romano Dop e quello del Pastore, la ricotta romana Dop e quella di bufala che si aggiungono alla produzione più tipica come la marzolina, lo scacione, la mozzarella di bufala e il fiordilatte.
Tra le aziende pontine promotrici di un tour del gusto nell'ambito di Visit Latina, l'azienda Agricola Ganci con visita della cantina e assaggio dei prodotti, la Cantina Sant'Andrea con la degustazione del famoso Moscato di Terracina, il Frantoio di Paola Orsini a Priverno, con dimostrazione dell'estrazione a freddo dell'extravergine, l'Azienda Zootecnica Roana con visita alle stalle delle bufale e lavorazione delle treccione di mozzarella, delle provole e della ricotta, e la dimostrazione dell'arte della pasticceria di Sermoneta con la preparazione di fantastici e fragranti biscotti presso l'Azienda Agricola di Franca Battista. Degustazioni di piatti tradizionali pontini sono state organizzate nei ristoranti La Mela Rossa di Latina, da Romoletto da Dante nel Centro storico di Priverno e nella Trattoria Da Teresa: tutti preparati secondo manualità antiche ma adattati ai desideri e ai ritmi del consumatore moderno.
Un'edizione particolarmente articolata questa del 2010, che ha puntato sui temi del turismo culturale inteso nella sua più vasta accezione con un progetto integrato che vuole mettere a sistema quanto di meglio può offrire la provincia di Latina. Il suo punto di forza è dato dalla varietà dell'intero territorio in cui si incontrano 120 km di costa tirrenica, nove laghi (Caprolace, Fogliano, Fondi, Lungo, Ninfa, Paola, San Puoto, dei Monaci e del Vescovo) e, tra le aree tutelate, il Parco nazionale del Circeo.

Parzialmente collinare verso i Monti Lepini, l'Agro Pontino è in gran parte una fertilissima pianura che grazie al clima temperato produce ortaggi ed agrumi d'eccellenza in tutte le stagioni nonchè ottimi vini. Le ipotesi per una efficace strategia turistica per il territorio sono state al centro di un convegno coordinato da Marco Mariani della Confesercenti svoltosi nello storico Hotel Europa di Latina, recuperato all'accoglienza di livello dopo anni di abbandono. Tra i relatori, Stefano Zappalà, assessore al Turismo e marketing della Regione Lazio, Armando Cusani, presidente della Provincia, Giuseppe Fiacco della Confesercenti, Vincenzo Zottola della locale Camera di commercio e Paolo Graziano dell'Apt.
Per valorizzare al meglio l'esteso territorio pontino tra i due grandi poli di Roma e Napoli - hanno sostenuto gli organizzatori-bisogna predisporre un progetto di marketing che valorizzi l'intera provincia attraverso la definizione di un marchio d'area per tutte le peculiarità attraverso l'organizzazione di eventi, servizi comuni, relazioni tra le istituzioni locali e comunicazione.
L'Agro Pontino ha una storia da raccontare e molto da offrire al nuovo turismo più attento ai beni culturali ma che pretende anche progetti sinergici e sistemici di accoglienza. Una volta terra malsana e paludosa, è stata oggetto di varie bonifiche fin dai tempi dell'unità d'Italia, da quelle papali a quella definitiva e colossale che negli anni Trenta restituì all'agricoltura quasi 4 milioni di ettari. La provincia ha conosciuto meno di altre l'abbandono delle campagne e impegna ancora oggi una percentuale di lavoratori agricoli tra le più alte d'Italia. Tra il 1932 e il 1939 sorse Latina, inizialmente chiamato Littoria, poi furono fondate Pontinia, Sabaudia, Aprilia e Pomezia. Nate come borgate rurali col fine dichiarato della funzionalità nei tempi delle famose battaglie del grano, sono oggi città vive e moderne, ricche di iniziative culturali. I loro edifici istituzionali sono ammirati come esempi di arte razionalista, come a Latina il Palazzo Comunale, il Monumento ai caduti, un monolite altro 17 metri e pesante 300 quintali, il Tribunale, il Palazzo M (come Mussolini), l'Opera Nazionale Balilla e la Questura, quasi tutte opere di Oriolo Frezzotti che firmò il piano regolatore attraverso il quale si organizzò la città, originale sintesi fra lo schema a raggiera e quello ad anelli concentrici.
Importanti esempi di architettura dell'epoca sono anche a Sabaudia la Torre Civica in travertino e mattoni rossi, e il Palazzo Comunale con la famosa «Vittoria Marciante» opera degli scultori Francesco Nagni e Aldo Vecchi. Tra gli itinerari pontini più interessanti il Giardino Botanico di Ninfa, Terracina e il Tempio di Giove Anxur, Sermoneta e il Castello Caetani, Sperlonga, Gaeta e il santuario della Montagna Spaccata, le rovine dell'antica Norma e Cori, le Idrovore di Pontemaggiore con il Centro di documentazione della grande bonifica, il Museo tematico di Piana delle Orme con le ricostruzione delle battaglie di El Alamein, di Cassino e dello sbarco di Anzio con i mezzi bellici dell'epoca, l' Abbazia di Fossanova e - massimo capolavoro in stile romanico cistercense - quella di Valvisciolo, dove i monaci custodiscono nel chiostro un immenso Presepe visibile tutto l'anno. I visitatori possono degustare un vino rosso rubino dai sentori di amarena e cannella, prodotto da secoli, e una storica frittata dagli ingredienti segreti che deliziò il Papa Pio IX in visita.
Per scoprire il fascino della maga Circe e per godere di un panorama mozzafiato sul mare si può salire sul monte Circeo fino alla punta estrema, esplorare le sue grotte e visitare le terme romane. Da vedere anche un altro importante sito archeologico sul lago di Paola: la villa dell'imperatore Diocleziano con la palestra, le cisterne e il maestoso impianto termale ancora ben conservato. Di grande interesse naturalistico il Lago di Fogliano con l'orto botanico e il Museo Ornitologico, le famose dune di Sabaudia e tutte le isole pontine: Ponza, Ventotene, Palmarola e Zannone.
A un'offerta turistica straordinaria si aggiunge un'enogastronomia d'eccellenza, su cui Visit Latina punta molto. Pensiamo alla Salsicia al coriandolo di Monte San Biagio, al prosciutto di Bassiano all'aglio e alle erbe dei monti Lepini, alla bresaola di bufala, alle minuscole lenticchie di Ventotene che la terra vulcanica rende saporitissime, alle cicerchie di Campodimele che si dice regalino longevità, all'extravergine dell'oliva Itrana, al sedano bianco di Sperlonga e alle olive di Gaeta. Sono tutte eccellenze degne della tavola delle feste, senza dimenticare il pesce pescato in abbondanza in mare e nei laghi. Molto apprezzati il cefalo Calamita del Lago di Fondi, che deve la sua bontà allo scambio tra acque dolci e salate, e le alici del Golfo di Gaeta, ottime marinate e sotto sale. Un ruolo di primo piano nel patrimonio gastronomico pontino è detenuto dai formaggi: a pasta dura e molle, freschi e mediamente stagionati, dolci e piccanti come il Lenolese, il caciocavallo di bufala, il pecorino romano Dop e quello del Pastore, la ricotta romana Dop e quella di bufala che si aggiungono alla produzione più tipica come la marzolina, lo scacione, la mozzarella di bufala e il fiordilatte.
Tra le aziende pontine promotrici di un tour del gusto nell'ambito di Visit Latina, l'azienda Agricola Ganci con visita della cantina e assaggio dei prodotti, la Cantina Sant'Andrea con la degustazione del famoso Moscato di Terracina, il Frantoio di Paola Orsini a Priverno, con dimostrazione dell'estrazione a freddo dell'extravergine, l'Azienda Zootecnica Roana con visita alle stalle delle bufale e lavorazione delle treccione di mozzarella, delle provole e della ricotta, e la dimostrazione dell'arte della pasticceria di Sermoneta con la preparazione di fantastici e fragranti biscotti presso l'Azienda Agricola di Franca Battista. Degustazioni di piatti tradizionali pontini sono state organizzate nei ristoranti La Mela Rossa di Latina, da Romoletto da Dante nel Centro storico di Priverno e nella Trattoria Da Teresa: tutti preparati secondo manualità antiche ma adattati ai desideri e ai ritmi del consumatore moderno.

