Durante le festività natalizie cresce la domanda di prodotti ittici, protagonisti delle tavole degli italiani la vigilia di Natale e la sera di Capodanno. Aumentano però anche i rischi di frodi alimentari. Ecco qualche consiglio per una spesa consapevole a cura del Dipartimento sicurezza alimentare del Movimento difesa del cittadino.
 
Il rapporto Mdc sull'etichettatura dei prodotti ittici nei mercati rionali
Solo un terzo del campione rispetta in pieno la legge. Questo il risultato del monitoraggio svolto grazie all'attività delle sedi locali del Movimento difesa del cittadino (Mdc) in 7 regioni d'Italia per un totale di 132 banchi: Basilicata, Calabria, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche e Toscana. L'indagine è stata effettuata nel mese di novembre 2010 da parte delle sedi locali di Mdc.

è la Calabria la regione meno virtuosa con nessuno dei venditori visitati in pieno rispetto della legge. Seguono il Lazio (11%) e la Toscana con Siena al 15%. E' invece la Liguria la regione dove gran parte (80%) dei banchi monitorati è risultata in regola, seguita dalla Lombardia con il 46% e dalle Marche con il 43%.

L'esame dei dati relativi ai contenuti delle etichette evidenzia come sia il prezzo l'informazione più presente (80%) un po' in tutte le regioni. Difficile invece la situazione per due indicazioni essenziali per la trasparenza dell'informazione al consumatore: solo 4 banchi su 10 indicano la provenienza del prodotto e il metodo di produzione. Mentre solo il 60% la denominazione commerciale della specie.
 
L'etichettatura
Prezzo, denominazione commerciale della specie, metodo di produzione (pescato o allevato) e zona di cattura (per il pescato e il Paese di provenienza per l'allevato). Queste le indicazioni obbligatorie in etichetta per il pesce fresco. Per il pesce congelato coperto da glassatura, la percentuale della stessa deve essere indicata perché considerata tara.

L'etichetta del pesce surgelato deve invece contenere: la denominazione di vendita o la denominazione commerciale della specie completata dal termine "surgelato"; il metodo di produzione (pescato o allevato), la zona di cattura per il pescato ed il Paese di provenienza per l'allevato; l'elenco degli ingredienti e cioè delle specie in caso di miscuglio (per es. preparato per risotto alla pescatora); la quantità netta o, nel caso di prodotti preconfezionati in quantità unitarie costanti, la quantità nominale; il termine minimo di conservazione (Tmc) completato dall'indicazione del periodo in cui il prodotto può essere conservato presso il consumatore; il Tmc si indica "da consumarsi preferibilmente entro"; il nome o la ragione sociale o il marchio depositato e la sede del fabbricante o del confezionatore o di un venditore stabilito nella Comunità economica europea; la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento; una dicitura che consenta di identificare il lotto di appartenenza del prodotto; le modalità di conservazione del prodotto dopo l'acquisto, completata dall'indicazione della temperatura di conservazione e della attrezzatura richiesta; l'avvertenza che il prodotto una volta scongelato non deve essere ricongelato e le istruzioni per l'uso.