Massimo BernardiLe bordate di Dissapore e di Intravino non hanno ancora raggiunto l'effetto di aprire una falla in quella corazzata editoriale che, nonostante lo stato di crisi che durerà fino a marzo, continua ad essere il Gambero Rosso. Ma certo il fuoco di questi giorni dei boys di Massimo Bernardi (nella foto) comincia a lasciare qualche segno portando allo scoperto i nervi sensibili di una realtà che, dopo avere per anni dettato la linea a tutta la critica enogastronomica italiana e dopo la rottura con Slow Food, è oggi alla ricerca di una nuova identità capace di conciliare il patrimonio professionale e l'autorevolezza acquisiti in questi anni con le logiche del business della nuova proprietà (nascosta) rappresentata dal presidente Paolo Cuccia.

Daniele CernilliSarà che nel network di blog legati a Dissapore ci sta anche Massimo Bonilli, l'ex direttore di Gambero Rosso andatosene fra polemiche dal suo gruppo, ma tanta acredine contro l'attuale direttore del Gambero rosso, Daniele Cernilli (nella foto), non si capisce. Siamo arrivati al punto che il sito di Bernardi (altro ex di Gambero Rosso) ha fatto un esame pagina per pagina dell'ultimo numero della rivista di Cernilli per sputtanarne i contenuti e rilanciare la voce delle dimissioni (o della cacciata) del direttore. Che di suo non è certo un mostro di simpatia, ma è pur sempre fra i più noti e ricercati giornalisti del mondo del vino.

Come dire che pur comprensibili acredini personali non giustificano un tale accanimento che forse ha altre ragioni, che poco hanno a che vedere con la critica ad un pasticcio fra informazione e promozione commerciale che oggi vede sotto accusa il Gambero Rosso di Cernilli. Anche perchè, ci sia permesso ricordarlo, questo è un vizio antico del gruppo che risale anche a Bonilli e a tutti i suoi collaboratori, e che vede poche realtà totalmente esenti dal vizietto delle marchette in Italia…

Oscar FarinettiForse dietro ci sono scontri a livelli più ampi che hanno a che fare magari con il confronto non sempre in punta di fioretto fra le varie realtà che si muovono sugli scenari dell'enogastronomia italiana. Slow Food dopo aver perso per strada il Gambero Rosso è alla ricerca di nuove sponde. E una è ad esempio Oscar Farinetti (nella foto) con Eatitaly. Dall'altra parte c'è la nebbiosa proprietà del Gambero dietro cui si continua a dire (anche se ci sono smentite) che ci sarebbero alcuni dei più grandi produttori di vino, da Zonin a Marzotto, passando per Panerai.

Mettere in crisi Gambero Rosso (anche se sembra che la politica di risanamento stia avendo successo) aprirebbe molti scenari e darebbe spazio (anche pubblicitario) a molti altri operatori. Nessuno escluso. Ma a determinare il futuro del gruppo (che ha 20milioni di euro di fatturato, una settantina di dipendenti, di cui 8 giornalisti, e un ritorno al pareggio di bilancio) non saranno tanto le sparate esterne, quanto le scelte che dovrà fare, o ha già fatto, la proprietà. E non a caso Dissapore spara palle chiodate contro Carlo Ottaviano, direttore esecutivo editoriale e di fatto il regista della rivista e del gruppo, di cui si parla come possibile sostituto di Cernilli se questo se ne andasse, o venisse rimosso. Il problema è che se anche Cernilli se ne andasse (ipotesi di cui si parla da due mesi), Ottaviano (che si occupa anche della televisione essendo un professionista a tutto campo che non viene dal mondo del vino) avrebbe bisogno della collaborazione degli altri responsabili dei contenuti del gruppo (che con a caso edita la più importante guida del mondo dei vini e da qualche tempo anche un quotidiano sul vino …) perché una realtà come il Gambero Rosso ha bisogno di un'anima (che forse ha perso) e di una squadra motivata … In ogni caso caso tutto è rinviato al 10 gennaio quando si riapriranno le redazioni.

La partita è in ogni caso aperta e vede un confronto a tutto campo, come detto, con un ruolo di non poco conto di Slow Food. L'associazione di Petrini che fra l'altro vuole valorizzare la sua guida dei vini (che non ha avuto un grande successo) tanto che si dice stia per portarsi a casa uno dei due coordinatori della Guida dell'Espresso che in pochi giorni potrebbe trovarsi nella necessità di sostituire totalmente il vertice operativo visto che anche l'altro coordinatore potrebbe avere già firmato le dimissioni. Ma a questo punta ci si avventura davvero nel gossip e quindi ci fermiamo.