Ilaria è un disastro ai fornelli. Un giorno un'amica che ama cucinare le consiglia di passare un mese nella cucina di un famoso chef. All'inizio le scappa da ridere, ma poi accetta la sfida: se non ce la fa un cuoco con tre stelle Michelin ad accenderle la passione per la cucina, allora non c'è davvero niente da fare. Smessi gli abiti di tutti i giorni e scesa dai tacchi, la protagonista infila un lungo camice e si prepara ad affrontare pentole e padelle.

Ma prima di addentrarsi nelle segrete di via Gavroche, Ilaria si imbatte in un vecchissimo libro di ricette scritto da Peg Bracken, sostenitrice della liberazione femminile dalla dittatura domestica e inventrice di centinaia di ricette rapide tra cui lo 'Stayabed stew”, lo stufato che si cuoce felicemente da solo in cinque ore. Peg, o meglio, il fantasma di Peg diventa il Virgilio che accompagna Ilaria nel suo viaggio estremo in un mondo dominato dai maschi, con orari assurdi, in mano a fascinosi despoti e abitato da apprendisti sacrificati agli dèi dell'haute cuisine.

Insieme a dodici uomini che per tutto il giorno e gran parte della notte preparano piatti raffinatissimi e costosissimi sotto l'imperiosa direzione dello chef, Ilaria vive trenta giorni tra portate da 94 euro e ravioli ripieni di maionese, cucinieri convinti che 'ci vuole molta cura per separare il bianco dal giallo” e giovani aiutanti sicuri di cui Mtv a tutto volume aiuta la concentrazione. Sapori & sudori. La fragranza vitale del gusto e il veleno dell'umiliazione.

Le frasi migliori di 'Lo chef è un dio”, edito da Feltrinelli (191 pagine, 13,50 euro):
  • 'Molti uomini preferiscono una bistecca ben cotta al rombo chiodato in crosta di cacao”.
  • 'Io odio cucinare. Possibile che a nessuno sia ancora venuto in mente di inventare pillole colorate al gusto di cibo?”.
  • 'Guardare uno chef in tivù è come guardare un film porno: guardi qualcuno che fa cose che tu non farai mai”.
  • 'Vi do una dritta. Se vedete girare tra i tavoli un cuoco in tenuta immacolata significa che ha smesso di cucinare da un bel po'”.

Dopo l'uscita del libro sono nate immediatamente polemiche e disquisizioni. Resta ancora aperto l'interrogativo sull'identità del personaggio di Vito Frolla (forse pseudonimo di Carlo Cracco?). Non è chiaro se il sommelier Tony, sboccato e sessuomane, sia in realtà Luca Gardini, che quest'anno ha vinto il titolo di miglior sommelier del mondo assegnato dalla Wsa (Worldwide sommelier association). Nel libro non mancano interviste a Gualtiero Marchesi e Davide Oldani ricche di rivelazioni, e c'è anche un tour nel mondo dei 'maniaci del cibo e del vino” di Identità Golose...