Si è svolto presso la direzione generale Agricoltura della Regione Lombardia, il tavolo della filiera suinicola. L'incontro tra i funzionari dell'assessorato e gli operatori del settore ha consentito di tracciare un bilancio sui diversi problemi che interessano oggi il comparto. I dati economici non sono confortanti, i rappresentanti della filiera, gli esperti del settore, gli articoli di stampa, ci riferiscono di un quadro negativo, che perdura ormai da tre anni.

L'aumento del prezzo dei cereali, trend confermato anche per questo finire di autunno, non consente di prospettare quella ripresa che si era sperata nel corso del 2009. «è opportuno, anzi necessario - ha detto l'assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Giulio De Capitani (nella foto) - focalizzare gli elementi di criticità e i punti di forza della filiera, per superare i primi e fare leva sui secondi».

«La Lombardia - ha precisato l'assessore - è la prima regione italiana per importanza dell'allevamento suino, con 4,5 milioni circa di capi allevati e destinati per la grande maggioranza alla trasformazione in produzioni di qualità. Proprio la qualità delle produzioni è il primo punto di forza, insieme con l'elevata capacità imprenditoriale degli allevatori che, occorre dirlo, non beneficiano dei medesimi sostegni da parte della Pac (Politica agricola comunitaria), concessi ad altri settori».

Giulio De Capitani«Le criticità attuali del settore - ha detto De Capitani - non sono poche. Mediamente, gli allevamenti operano in perdita, a causa dell'impennata dei costi produttivi e delle importazioni di carni dall'estero».

«La direttiva nitrati - ha aggiunto l'assessore -, la problematica delle emissioni e dello smaltimento rifiuti, i prossimi adempimenti sul benessere animale, costituiscono già oggi, ma ancora di più in prospettiva, ulteriori vincoli e costi alla gestione dell'allevamento».

«Come Regione - ha concluso l'assessore De Capitani - abbiamo ribadito l'impegno ad ascoltare gli operatori e ad utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, a partire dal PRS (Programma di sviluppo rurale), per arrivare alla definizione, a livello nazionale, di un Piano di rilancio del settore che faccia fronte alla crisi attuale. E' quindi fondamentale avviare una riflessione comune sulle filiere suinicole che, partendo dallo scenario economico e del mercato, possa coniugare rispetto delle regole, tutela dell'ambiente e della sicurezza, con la redditività del comparto».

«Il nostro obiettivo - ha aggiunto l'assessore all'Agricoltura - è la realizzazione di un sistema integrato di informazione e di analisi economica aperto a tutte le possibili collaborazioni, per dare agli operatori del settore le conoscenze più aggiornate sul loro comparto e sulle sue filiere e per avere, come assessorato, più elementi possibili per impostare politiche di sostegno alla ripresa della suinicoltura».

«Anche se la Lombardia mostra segnali di tenuta, pur in una situazione complessa - ha sottolineato l'assessore De Capitani - i segni negativi del Rapporto evidenziano una crisi che perdura ormai da anni e non fanno che suffragare la necessità di strumenti organici di conoscenza e di supporto nell'interpretazione dei dati economici, in grado di fornire, tanto agli operatori quanto alla pubblica amministrazione artefice delle politiche di settore, analisi storiche e previsionali. Il Centro di ricerca ha iniziato la propria attività come vero e proprio 'Osservatorio suinicolo” da circa un anno, grazie anche al finanziamento congiunto di Regione Lombardia, del Sistema Camerale e della provincia di Mantova, nell'ambito dell'Accordo Quadro Regione - Sistema Camerale».

Il progetto 'Osservatorio suinicolo” prevede la produzione di una newsletter mensile distribuita attraverso il sito www.crefis.it (cui ci si può iscrivere gratuitamente), di Rapporti congiunturali trimestrali, con presentazione pubblica e distribuzione anche a mezzo stampa, e di un Rapporto annuale. «Il 2010 - ha concluso De Capitani - si può definire come l'anno dello start up. Il mio auspicio personale e quello della Regione Lombardia è che, nel 2011, il Crefis diventi un punto di riferimento per tutti gli attori della filiera suinicola e per gli operatori del mercato, e che possa sviluppare fruttuosi reciproci scambi con altri soggetti detentori o fruitori di dati, al fine di migliorare le condizioni di conoscenza dei meccanismi del mercato».