Tonno rosso, ridotta la quota pescabile. D’accordo Galan, no di Federcoopesca
Si è conclusa a Parigi la sessione annuale dell’Iccat, la commissione internazionale responsabile per la pesca del tonno rosso e di altre specie pelagiche. Fra le decisioni adottate anche la fissazione del totale ammissibile di cattura per il tonno rosso del Mediterraneo a 12.900 tonnellate annue
Costerà circa 1 mln di euro ai produttori tonnieri italiani la riduzione del 4.4% delle quote di cattura della pesca al tonno rosso per la campagna 2011, stabilita a Parigi dall'assemblea dell'Iccat (Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi). A stimare i danni per il comparto è la Federcoopesca-Confcooperative che calcola quanto peserà agli operatori questa ulteriore riduzione delle possibilità di pesca di 149,5 tonnellate, con un prezzo del prodotto all'ingrosso che dovrebbe oscillare tra i 6 e gli 8 euro al chilo. «Ad oggi - afferma Giovanni Ferrigno, vicepresidente dell'Associazione e operatore del settore - è difficile capire come risponderà il mercato anche perché siamo fermi da due anni, per via della moratoria del 2010. Il problema è che non sappiamo neanche su quante barche potremmo contare».
Attualmente le flotta da pesca italiana è formata da 29 imbarcazioni, ma per via del recente bando demolizioni - tre piani in poco più di due anni - il numero potrebbe essere dimezzato. Altra incognita da risolvere è la questione dei 'payback”, una sorta di multa da pagare per la sovrapesca del passato. Per l'Italia dovrebbe essere di 89 tonnellate, ma per la Francia si parla di cifre decisamente superiori.
«Questo potrebbe far scegliere ai francesi la strada della moratoria, come abbiamo fatto noi quest'anno», sostiene Ferrigno. La situazione si andrà chiarendo nei prossimi giorni, certo è lo scoramento della categoria. «Eravamo sicuri che questa volta non ci sarebbero state riduzioni. La ricerca scientifica era dalla nostra parte e, invece, hanno avuto la meglio logiche che con la tutela dell'ambiente hanno poco a che fare. Lo dimostra il fatto che tra i promotori dei tagli ci sia il Giappone, il maggiori consumatore al mondo di tonno rosso. Che interesse hanno i giapponesi a correre il rischio di avere minor fornitura di tonno a prezzi più alti?».
Si interroga il vicepresidente Federcoopesca che sottolinea in modo provocatorio come generalmente quando l'offerta diminuisce e la domanda resta costante il prezzo aumenta, «ma con il tonno questo non avviene». Una stortura delle dinamiche di mercato più volta denunciata dall'associazione che lamenta come il comparto tonniero italiano, per numeri di operatori e quantitativi di cattura, rischi di essere superato dalla pesca ricreativa. «Peccato - chiosa Ferrigno - che gli investimenti non sono proprio quelli di un hobby. Per realizzare questo tipo di pesca a livello professionale si possono arrivare a spendere circa 10 milioni di euro al giorno».
«Il totale ammissibile di cattura per il tonno rosso del Mediterraneo stabilito a Parigi - ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan - è pienamente in linea con gli obiettivi di recupero della specie indicati dal Comitato scientifico. La decisione è coerente anche con gli obiettivi dell'Unione europea. Essa ci permetterà di continuare il nostro impegno di riduzione della flotta a tutela del tonno rosso, e di garantire la sostenibilità di lungo periodo dell'attività di pesca».

