Dalle Oasi del Wwf prodotti bio per salvare l'ambiente e l'economia
Si può tutelare la natura e l'ambiente anche acquistando prodotti come l'olio, la pasta, le verdure e il miele biologico coltivati nei territori delle oasi e in quelli affiliati, cioè gestiti da privati secondo i criteri dell'agricoltura biologica e biodinamica indicati dal Progetto Terre dell'Oasi
ROMA - Tutelare la biodiversità e il paesaggio agrario delle oasi del Wwf con un'agricoltura pulita e, attraverso la vendita diretta dei prodotti, sostenerne la gestione e la conservazione. è quanto si propone il Progetto Terre dell'Oasi promosso dal Wwf e dalla Legacoop, dimostrando concretamente la compatibilità della conservazione ambientale e la pratica delle attività produttive. «Difendere soltanto la natura non basta più - ha detto il presidente onorario del Wwf Fulco Pratesi presentando il progetto a Roma, alla Città del Gusto del Gambero Rosso - dobbiamo entrare in maniera solida in una nuova dimensione, cioè nel mondo dell'economia. Si tratta di passare dalla fase della gestione di un territorio a quella della produzione e della commercializzazione dei suoi prodotti».
Si può quindi tutelare la natura anche acquistando il cibo come l'olio, la pasta, le verdure e il miele biologico prodotti nei territori delle oasi ed in quelli affiliati, cioè gestiti da privati secondo i criteri dell'agricoltura biologica e biodinamica indicati dall'associazione. è già stata sviluppata un'intera linea di prodotti bio con l'utilizzo esclusivo di sostanze naturali e il bando assoluto di preparati chimici tossici.
«Sosteniamo questo progetto - ha detto il presidente della Legacoop, Giuliano Poletti - perché si basa sul lavoro delle piccole comunità e delle cooperative a cui vogliamo dare un valore in più. Di fronte alla situazione generale non si devono trascurare le dimensioni-micro e siamo convinti che l'ambiente costituisca un'importante opportunità per lo sviluppo di nuova occupazione».
Nel progetto sono attualmente tre le principali aree coinvolte, con un indotto socio economico locale in crescita. La prima è stata la Riserva del lago di Penne, in Abruzzo, poi l'oasi della Laguna di Orbetello in Toscana e il bosco di Vangazo in Lombardia, con la tendenza ad espandersi su tutto il territorio nazionale sfruttando le potenzialità del sistema che conta un centinaio di aree. Ci sono già accordi in corso per la produzione di vino nell'Astigiano, nel Forteto della Luja, pomodori in Puglia nella Riserva di Torre Guacceto, olio nel Lazio nell'Oasi di Pian Sant'Angelo e sale della Riserva delle Saline di Trapani.
Per Antonio Canu del Wwf, il biologico collegato alla conservazione, di fronte alla crisi dell'agricoltura, deve rappresentare il futuro. «Vogliamo avvicinare i consumatori al cibo pulito e di qualità - ha detto - far riscoprire loro i sapori naturali ma soprattutto spingerli a diventare responsabili ed alleati nella salvaguardia del paesaggio agrario. Un barattolo di miele o un pacco di pasta non hanno soltanto valori alimentari di qualità ma anche valori ambientali aggiunti, e questi fanno la differenza». Green economy e tutela dell'ambiente, dunque, ma non solo: al progetto partecipano anche la cooperativa sociale Daphne di Anversa degli Abruzzi e i detenuti della Casa di reclusione di Sulmona. Escono dalla falegnameria del carcere le cassette di legno per i prodotti del marchio Terre dell'Oasi, acquistabili nei punti vendita Wwf o attraverso altri canali. In tempi brevi - è stato auspicato - potrebbero arrivare anche sugli scaffali della grande distribuzione.
Una dimostrazione pratica del valore del cibo biologico è stata offerta dal giovane chef emergente Luca Ogliotti, che ha preparato in diretta, nel Teatro della Cucina, alcuni piatti a base di farro, olio e pomodoro prodotti nelle oasi. La semplicità della preparazione ha esaltato al massimo il gusto di pane e pomodoro, fettuccine di farro, polentina con ricotta e miele. Insieme sono stati serviti un grande Le Grive (Barbera e Pinot Nero) e un profumatissimo Brachetto Passisto, entrambi del Forteto della Luja, territorio della Langa Astigiana affiliato al Wwf.

