Porta Palazzo a Torino. Il mercato che insegna a mangiar bene
Inaugurato il nuovo allestimento dell’ala agricola del mercato all’aperto più grande d’Europa. Gli agricoltori proporranno così i loro prodotti, i loro ortaggi, la loro frutta, i loro formaggi, i loro salumi e i loro fiori in una “cornice” che contribuirà all’educazione alimentare dei torinesi
TORINO - Il 9 novembre è stato inaugurato il nuovo allestimento dell'ala agricola del mercato di Porta Palazzo a Torino in piazza della Repubblica realizzato grazie al progetto RurUrbAl.Porta Palazzo, il mercato all'aperto più grande d'Europa, prende il nome da una delle porte di accesso alla città di Torino che consentiva di arrivare direttamente a Piazza delle Erbe (oggi piazza Palazzo di Città) luogo di mercato sin dal Medioevo. I due fabbricati simmetrici adibiti a mercato alimentare coperto, progettati dall'ingegner Barone, sono del 1836, mentre la struttura denominata Mercato dell'orologio risale al 1916.
L'allestimento che rispetta rigorosamente i vincoli definiti dalla Sprintentenza ai Beni architettonici è stato curato dalla Provincia per offrire ai produttori (del 'Paniere” e non) uno spazio per la vendita diretta e l'informazione ai consumatori, in un confronto continuo e costante con le loro esigenze ed i loro gusti. Alla cerimonia erano presenti l'assessore al Commercio della Città di Torino Alessandro Altamura, l'assessore provinciale all'Agricoltura Marco Balagna e i rappresentanti delle tre organizzazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura e Cia).
I circa 100 agricoltori che, ormai da molti anni, propongono a Porta Palazzo i loro prodotti 'a km zero” (o quasi) ai consumatori venderanno d'ora in poi i loro ortaggi, la loro frutta, i loro formaggi, i loro salumi e i loro fiori in una 'cornice” che contribuirà all'educazione alimentare dei torinesi.
L'ala agricola del mercato di Porta Palazzo offre attualmente 104 postazioni per la vendita a circa 100 produttori presenti a rotazione, dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 13, il sabato dalle 7 alle 19. Le tipologie produttive sono molto varie: sono prevalenti le aziende che vendono prodotti ortofrutticoli, ma non mancano gli agricoltori-allevatori che propongono formaggi e salumi, nonché i produttori di conserve e di pane. L'80% delle 67 aziende censite dalla Provincia nella fase di elaborazione del progetto RurUrbAl proviene da un raggio di 30 km intorno a Porta Palazzo. Prevalgono le aziende della collina torinese. Il 63% delle aziende censite distano non più di 20 km dal mercato, il 37% sono ad oltre 20 km, ma solo 11 aziende sono situate ad oltre 50 km da Porta Palazzo.
Il nuovo allestimento del mercato è stato reso possibile dalle risorse messe a disposizione dall'Unione Europea a sostegno del progetto 'Rur.Urb.Al.”. Il progetto è quello che, nella terminologia comunitaria, si chiama un 'Interreg Med”, al quale partecipano, oltre alla Provincia di Torino, la Provincia di Barcellona, la Comarca del Valles Oriental, l'associazione 'Terres en ville” di Grenoble (che riunisce le amministrazioni comunali dell'area intorno a Grenoble), la Città di Aix en Provence, l'Università di Tessalonica (Grecia).
I locali individuati dalla Provincia come sede del progetto pilota per la realizzazione degli obiettivi del progetto RurUrbAl sono di proprietà della Città di Torino e sono gestiti dalla società Torino mercati srl che fa capo alla Federazione Provinciale Coltivatori Diretti. La Provincia ha curato l'ideazione del layout, la progettazione dell'allestimento, la posa in opera ed il collaudo delle segnaletiche e degli arredi necessari a riqualificare i locali di esposizione e vendita. La filosofia del progetto RurUrbAl parte da un assunto: l'acquisto di prodotti alimentari è un atto che coinvolge processi più o meno evoluti di 'democrazia alimentare”, perchè coinvolge una pluralità di attori, deboli e forti, che andrebbero tutti resi consapevoli dell'acquisto e dell'investimento che compiono e della necessità di scegliere liberamente. Lo studio del fenomeno della governance alimentare nelle aree urbane periferiche deve portare a prefigurare azioni per accorciare le filiere agroalimentari.
Il 16 novembre si terrà a Torino un convegno transnazionale per presentare o lanciare una serie di progetti-pilota, come quello di una borsa annuale per l'incontro (commerciale, informativo e di dibattito) tra gruppi di acquisto solidali, associazioni di consumatori e agricoltori.

